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  • 19/11/2009 Iva sui rifiuti. La nuova tassa e le motivazioni dei gabellieri. Inviamo E-mail di dissenso (http://www.aduc.it)

    Ricerca personalizzata

      Alcune settimane fa abbiamo lanciato una iniziativa per cercare di impedire che fosse introdotta una nuova gabella sulla tassa dei rifiuti in sostituzione dell'Iva che e' stata dichiarata illegittima dopo una sentenza della Corte Costituzionale.
    Nello specifico.
    La senatrice Anna Cinzia Bonfrisco (Pdl) ha presentato un emendamento al disegno di legge di conversione del dl 135/2009, attualmente in discussione alla commissione Bilancio del Senato. La nostra senatrice, per legittimare l'addebito non conforme alla Costituzione, ha rispolverato un regio decreto del 1937, che istituiva l'Eca, un tributo locale ante litteram ed ha previsto, guarda caso nella medesima percentuale dell'Iva dichiarata illegittima, che sia versato da chi paga la tassa sui rifiuti. Per contrastarne l'approvazione abbiamo invitato i cittadini ad esternare il proprio dissenso con un messaggio E-mail alla medesima senatrice (qui i particolari).

    In diversi hanno scritto alla senatrice che, talvolta, ha risposto in modo standard con il testo che segue:

    Gentile sig. xxx,
    il mio emendamento non elude la sentenza della Corte.
    Come ha previsto la Corte Costituzionale con la sua sentenza, i cittadini non dovranno piu' pagare l'IVA sulla tassa rifiuti.
    E io, come Lei, me ne rallegro.
    Tutto ciò che può aiutare il processo di liberalizzazione dei servizi pubblici locali è utile all'affermazione della tutela del cittadino nella certezza e nella qualità dei servizi di cui deve poter disporre.
    Sono certa non le sia sfuggito che nello stesso disegno di legge in discussione nelle commissioni competenti Governo e Parlamento affrontano, all'art. 15, proprio questo tema.
    Ma sono sicura che trovandosi nel ruolo di legislatore farebbe, come ho fatto anch'io, una riflessione attenta su come la sentenza, esclusivamente rispetto al pregresso, metta involontariamente a rischio i bilanci comunali e quelli delle municipalizzate, con pesanti ricadute proprio su quei cittadini che tutti vogliamo tutelare.
    In sintesi, ben venga l'eliminazione dell'IVA ma attenzione anche a salvaguardare i Comuni nella loro funzione di garanzia dei servizi ai cittadini.
    Distinti Saluti
    Sen. Anna Bonfrisco
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    Ma nei giorni scorsi, probabilmente perche' i messaggi da noi sollecitati sono numerosi, un collaboratore della segreteria particolare della senatrice ha ritenuto opportuno far conoscere anche il proprio pensiero, ed ha inviato una lettera ad un cittadino, che ha ritenuto opportuno girarcela e intavolare con noi un confronto. Segue il testo:

    Egregio sig. De Piero,
    essendo un collaboratore della sen. Bonfrisco, ho letto la Sua email.
    Provero', in qualche modo, a rispondere sulla questione da Lei posta.
    Tuttavia, tengo a precisare che sia la decisione di scriverLe, quanto il contenuto di questa email costituiscono una decisione autonoma e una riflessione di carattere del tutto personale, che non impegnano in alcun modo il pensiero della senatrice.
    Innanzi tutto, sono convinto che le sentenze della Corte Costituzionale vadano rispettate, sempre.
    Inoltre, l'emendamento in questione e' solo un modo per far fronte ad una situazione molto complessa e diversa negli oltre 8.000 comuni, e dovendo essere una risposta "media", non pretende certamente di essere ultimativo.
    Fatta questa necessaria precisazione, ritengo che una possibile risposta su "come" attuare nello specifico caso la sentenza della Corte, necessiti di qualche informazione.
    Mi permetto, quindi di chiederle alcune informazioni:
    - il suo, e' un Comune grande, medio o piccolo?
    - come gestisce il servizio rifiuti?
    - come ha gestito fino ad oggi la TIA?
    - se e' stata gestita "in proprio", come e' avvenuta la riscossione?
    - se e' stata "appaltata", come e' avvenuta la riscossione?
    - Lei parla di "reintroduzione" dell'ECA, in che senso?
    - a quanto ammonta (piu' o meno) l'importo che deve esserLe restituito?
    - sarebbe disposto a pagare una nuova tassa a fronte del rimborso?
    - quanto efficiente e' il suo Comune?
    - sarebbe disposto a sostenere una nuova procedura di accertamento e riscossione del tributo?
    Queste sono solo alcune domande, ce ne sarebbero altre... che non e' un modo per non rispondere, per rimandare la palla...
    Conoscere esattamente la situazione mi sembra essenziale per dare una risposta.
    E magari si viene a scoprire che, tutto sommato, l'idea di una compensazione che sta alla base dell'emendamento e' meno dura o pesante di quanto emerge da una scrittura dell'emendamento forse un po' troppo immediata.
    Comunque, rimango a Sua disposizione anche per una chiacchierata telefonica in cui scambiare un parere su quelle informazioni ed essere, forse, più preciso.
    Cordialmente
    Domenico Guardabascio
    Segreteria particolare della sen. Anna Bonfrisco
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    Il signore a cui e' giunto il messaggio del collaboratore della senatrice, ha chiesto una nostra opinione con il testo che segue:

    Gentile presidente Aduc,
    non capisco se Guardabascio e' seriamente interessato alle mie risposte o se sta solo cercando di intimidirmi ponendo una sfilza di domande di cui non ho la risposta per una buona meta', mentre si incensa dimostrando di essere piu' che erudito in materia. Senza contare il tono subdolamente minatorio, quando chiede "va bene, le torniamo i soldi, pero' le costera' una nuova tassa".
    Continua poi a sfuggirmi il nesso tra l'IVA pagata in eccesso e l'emendamento "salva comuni" di cui parlano. Voglio dire, l'IVA e' incassata dall'Erario e non so in che misura venga poi redistribuita ai comuni, mentre il loro emendamento introduce una gabella locale.
    Mi piacerebbe rispondere a Guardabascio con questo mio dubbio, pero' ammetto di essere in difficolta' a costruire una risposta consapevole della materia trattata e della sentenza della Corte Costituzionale.
    Non so perche', ma ho come la vaga impressione che dietro la firma della Bonfrisco sull'emendamento, si celi in realta' un bel po' di lavoro del Guardabascio, che probabilmente si e' sentito punto sul vivo dalla mia mail.
    Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa lei, se ha il tempo per rispondermi.
    Andrea De Piero, Fagagna (UD)
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    E noi abbiamo cosi' replicato:

    gentile signor De Piero,
    mi pare che questo signore faccia "fuffa" rispondendo ad una domanda con una mitragliata di altre domande che, come giustamente lei ha notato, hanno il solo scopo di voler dimostrare una mega-preparazione in materia e, sostanzialmente, mettere in difficolta' il proprio interlocutore, si' da "costringerlo" a riconoscere la bonta' del provvedimento della sen. Bonfrisco.
    Non credo che una simile interlocuzione possa servire allo scopo che ci siamo prefissi, cioe' l'applicazione della sentenza della Corte Costituzionale e il rimborso del maltolto agli utenti.
    Una riflessione/spunto che le potra' servire a meglio comprendere la nostra impostazione e quella del signor Guardabascio:
    sia noi che lui diciamo di voler dare attuazione alla sentenza della Corte Costituzionale, ed e' vero. Ma e' anche vero che puo' accadere di tutto, dipende dall'impostazione che si da' al proprio operato. Noi mettiamo al centro il cittadino/utente/contribuente, lui lo Stato/Erario. Noi auspichiamo che norme e leggi siano modellate nell'interesse del cittadino e che lo Stato sia garante della corretta applicazione. Lui opera perche' allo Stato/Erario non venga a mancare nulla (e per questo e' disposto, visto lo stomaco forte che ha, a proporre anche cose ridicole come quella della reintroduzione dell'Eca... che poi nega anche rispetto all'evidenza di quanto e' scritto nella relazione della sen.Bonfrisco), cosi' lo Stato potra' continuare senza intoppi e mancanze a svolgere il proprio servizio per i cittadini. Una differenza sostanziale del rapporto Stato/cittadino, Erario/contribuente.
    Le chiedo di tenermi aggiornato sugli eventuali sviluppi della interlocuzione.
    Grazie dell'opportunita'
    Buona giornata
    Vincenzo Donvito
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    Per concludere questo articolo e per tenere aperto il fronte e incrementare l'invio dei messaggi alla sen.Bonfrisco, solo una riflessione.
    Questo e' uno spaccato dei nostri legislatori, quelli che contano perche' hanno il potere che gli deriva dall'essere in maggioranza di Governo. E, visto che nello specifico non ci sono altre proposte in Parlamento, presumibilmente sono portavoce di tutta la maggioranza.
    Facciamone tesoro per tre motivi:
    - gentilezza nel rispondere: virtu' rara nei parlamentari che ricevono messaggi dagli elettori (spesso le caselle di posta elettronica -piene perche' quasi mai scaricate- rimandano i messaggi al mittente);
    - il Palazzo e i suoi eletti (attualmente meri nominati dai capipartito) e' lontano dai cittadini e dalle loro esigenze; ragiona in modo diverso e risente in modo evidente della mancanza di contatto diretto con l'esterno. C'e' spesso la comunicazione mediatica, ma, proprio perche' tale, e' una comunicazione unilaterale, quasi sempre senza riscontro se non quello acritico e quantitativo dell'Auditel;
    - le sentenze (della Corte Costituzionale nel nostro caso), cosi' come le leggi, se non scritte in modo chiaro e inequivocabile sono solo un punto di riferimento su cui incastonare la propria politica. Per cui spesso sono:
    * inapplicate, e il legislatore pensa di ovviarvi facendone delle nuove che, a loro volta, saranno inapplicate;
    * stravolte rispetto a chi e come le applica: si pensi alla marea di circolari interpretative che i ministeri fanno ogni giorno e alla giurisprudenza che e' diventata fondamentale per non farsi sopraffare.

    http://www.aduc.it

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