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  • 16/09/2006 La Protesta del Mondo Islamico. Il card. Bertone: il Papa è stato male Interpretato (Matteo Spicuglia, http://www.korazym.org)

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    Non si ferma l’ondata di proteste contro la lezione del papa all’università di Regensburg. Nel mondo islamico, polemiche e minacce. Il segretario di Stato: dal papa solo il rifiuto della motivazione religiosa della violenza.

    Non si ferma l’ondata di proteste contro la lezione del papa all’università di Regensburg.

  • 12/09/2006 Discorso Originale del Papa all' Università di Regensburg
    Illustri Signori, gentili Signore!  È per me un momento emozionante stare ancora una volta sulla cattedra dell'università...

    Nel mondo islamico, il livello dello scontro si sta alzando ora dopo ora con manifestazioni di piazza e interventi dei governi. E stamani, dopo le precisazioni dei giorni scorsi del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha preso la parola in prima persona (cosa piuttosto inedita) il neo segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone. In una dichiarazione, il porporato ha voluto ribadire quanto stabilito dal Concilio Vaticano II nella Nostra Aetate e cioè che "la Chiesa guarda con stima i musulmani, che adorano l’unico Dio". Un'occasione per chiarire che "l’opzione del papa in favore del dialogo interreligioso e interculturale è altrettanto inequivocabile" e che esso“non può ridursi a una scelta stagionale". Entrando nel merito della polemica, il cardinale Bertone spiega che la citazione dell’imperatore bizantino Manuele II Paleologo non è stata fatta propria dal papa, ma usata solamente "per svolgere in un contesto accademico e secondo quanto risulta da una completa e attenta lettura del testo, alcune riflessioni sul tema del rapporto tra religione e violenza in genere". Con l'obiettivo principale di fissare "un chiaro e radicale rifiuto della motivazione religiosa della violenza, da qualunque parte essa provenga".

    Allo stesso tempo, Benedetto XVI si dice "vivamente dispiaciuto" che alcuni passi del suo discorso "siano stati interpretati in modo del tutto non corrispondente alle sue intenzioni". E "nel ribadire il suo rispetto e la sua stima per coloro che professano l’Islam", conclude il cardinale Bertone, "egli si augura che siano aiutati a comprendere nel loro giusto senso le sue parole, affinché, superato presto questo momento non facile, si rafforzi la testimonianza all’”unico Dio, vivente e sussistente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini” e la collaborazione per “difendere e promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà".

  • 16/09/2006 La Protesta del Mondo Islamico. Il card. Bertone: il Papa è stato male Interpretato
    Non si ferma l’ondata di proteste contro la lezione del papa all’università di Regensburg. Nel mondo islamico, polemiche e minacce. Il segretario di Stato: dal papa solo il rifiuto della motivazione religiosa della violenza...

    LE REAZIONI. E' ancora presto per capire gli effetti delle dichiarazioni del cardinale Bertone. Al momento, diverse organizzazioni musulmane britanniche hanno accolto con soddisfazione la precisazione, ma di diverso avviso sono i Fratelli Musulmani dell'Egitto. "Non sono scuse, - ha detto il dirigente Abul Futuh - ci si limita ad affermare che il papa è dispiaciuto perché le sue dichiarazioni sono state male interpretate, mentre non c'è stata nessuna interpretazione sbagliata". "Siamo convinti che abbia commesso un grave errore contro di noi - rincara il vice capo della Fratellanza Musulmana, Mohammed Habib, - e che a questo sbaglio il papa possa riparare solo con delle scuse personali". Nel frattempo, dall'Italia, si cerca di gettare acqua sul fuoco. "Non vi può essere alcuna polemica, - ha detto il premier Romano Prodi - il papa ha già chiarito il senso autentico del suo pensiero. Il dialogo religioso e il rispetto di ogni sede sono essenziali e la religione non giustifica la violenza. Tutte le religioni debbono perciò essere impegnate per il dialogo, la reciproca convivenza e la pace nel mondo''.

    LE POLEMICHE. La presa di posizione della Santa Sede è arrivata al termine di una mattinata incandescente in cui si erano levate nuove proteste contro Benedetto XVI. La più altisonante è stata quella del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad che ha chiesto al papa di “rivedere e correggere rapidamente i suoi errori” e ribadisce che "l'Islam è la religione più bella, la migliore per l'Umanità, l'unica via per la salvezza". Ma i passi ufficiali contro le dichiarazioni di Benedetto XVI non si sono limitati all’Iran. I ministri degli esteri di Egitto e Pakistan hanno convocato i nunzi per chiedere chiarimenti e sono scesi in campo anche il primo ministro della Malaysia (“Il Vaticano deve assumersi le sue responsabilità), il presidente del Consiglio indonesiano degli ulema, Màruf Amin (“È inappropriato che tali dichiarazioni vengano dal papa") e il re del Marocco, Mohammed VI, che ha richiamato l'ambasciatore presso la Santa Sede. Lo sceicco Mohammed Sayyed, responsabile della prestigiosa Università 'al-Azhar' del Cairo e massima autorità religiosa sannita, invece, ha espresso tutta la sua indignazione, spiegando che le parole di Benedetto XVI “tradiscono ignoranza dell'Islam e attribuiscono a tale fede cose che nulla hanno a che fare con essa”.



    La protesta monta anche negli ambienti fondamentalisti: a Nablus e Gaza, sei chiese sono state colpite con bombe incendiarie dal gruppo “Leoni del Monoteismo”, un gruppo armato iracheno, "Jaiesh al Mujaheedin", ha diffuso un comunicato in cui minaccia di colpire Roma e la Città del Vaticano per rappresaglia e un capo religioso corti islamiche somali ha invitato i musulmani a ''vendicarsi'' del papa per le sue  ''barbare affermazioni'' sull'Islam. Sul web, inoltre, sono ormai decine i messaggi inseriti nei siti riconducibili ad al-Qaeda. Per la prima volta, è apparsa anche una caricatura di Benedetto XVI, con le sembianze di un vampiro e con scritte di minaccia in cui vengono usati gli stereotipi classici del fanatismo, come le figure del maiale e della scimmia utilizzate dal Corano e dalla Sunna per offendere i cristiani e gli ebrei.

    La scritta però più importante, posta nella parte centrale dell'immagine e sottolineata in rosso, è proprio quella che lo minaccia direttamente. E fra i tanti messaggi apparsi sui siti islamici su questa vicenda salta all'occhio un vero e proprio documento di analisi sulla vicenda dal titolo: "Ha forse Benedetto offeso il profeta?". Si legge nel testo: "Nella vicenda delle vignette danesi si diceva che l'offesa era stata causata dall'ignoranza di chi non conosceva le pene previste dall'Islam. Ma ora ad offendere è stato il capo della Chiesa cattolica, il più grande dei tiranni: la Chiesa continua ad oltraggiare (l'islam) e non si può sostenere che il Pontefice sia ignorante o che si tratti di un caso isolato". La conclusione del documento apparsa sui forum di al-Qaeda è la seguente: "In verità chi offende il profeta deve essere ucciso, sia esso musulmano o cristiano, e questo lo ordina il Corano e la Sunna. Il problema non si risolve solo con le sue scuse".



    E mentre in Occidente i commenti politici si contano sulle dita di una mano (in difesa del papa hanno parlato solo Angela Merkel, Romano Prodi e un portavoce dell’amministrazione americana), il dibattito diventa acceso sui giornali e nelle comunità islamiche. Un editoriale del New York Times accusa Benedetto XVI di aver “seminato dolore, in modo deliberato o per negligenza”. “Il papa deve offrire scuse sentite e convincenti, - si legge - dimostrando che le parole possono anche guarire le ferite”. E l'inglese Guardian scrive con sprezzo che  "dopo un anno
    tranquillo come pontefice, adesso il rottweiler di Dio mostra i denti". Da parte sua, il rettore della moschea di Parigi, Dalil Boubakeur ha chiesto un chiarimento ufficiale. “Il papa ha fatto un passo falso – ha detto - oppure ha intenzione di distruggere la faticosa costruzione di dialogo e di fratellanza tra religioni iniziata quarant'anni fa, con il Concilio Vaticano II?”. “Nel suo discorso – spiega - ha confuso l'Islam, religione rivelata, con l'islamismo che non è più fede ma ideologia politica”.


    Nella foto a sinistra: sostenitori palestinesi di Hamas inneggiano slogan contro papa Benedetto XVI durante una dimostrazione di protesta a Gaza, 15 settembre 2006. Nella foto a destra: un palestinese della Brigata dei Martiri di al-Aqsa partecipa a una manifestazione di protesta contro papa Benedetto XVI a Gaza, 15 settembre 2006(Foto di Mohammed Salem - Reuters).


     

    L’ORIGINE DI UNA POLEMICA. Intanto, anche tra gli addetti ai lavori, cresce lo sconcerto per i toni di queste ore. Tra i vaticanisti (chiamati in causa dall'islamologo padre Khalil Samir), si registrano diverse posizioni: quelle di chi imputa alle agenzie di stampa la responsabilità di aver semplificato e distorto il discorso di Benedetto XVI e di chi, pur non giustificando quanto accaduto, considera poco prudente la citazione usata dal papa. Con la consapevolezza condivisa di trovarsi comunque di fronte ad un polverone. “Il papa voleva semplicemente dire che Dio non può compiacersi della violenza”, spiega a Korazym.org Marco Tosatti, vaticanista de La Stampa, secondo cui un ruolo determinante è stato giocato da Al Jazeera che ha rilanciato la polemica in modo strumentale. “Un vero fenomeno di mediatizzazione della realtà – continua - e una dimensione emotiva quasi irrazionale”. Proprio quello che non serviva per capire un discorso “molto complesso”, che forse è stato semplificato troppo dai media. Non mancano poi alcune letture sui risvolti diplomatici che il papa non avrebbe considerato a sufficienza. Il testo della sua lezione, infatti, non è stato rivisto dalla Segreteria di Stato che non ha potuto quindi formulare le osservazioni del caso, suggerendo magari qualche limatura. Benedetto XVI ha preparato, in sostanza, un testo accademico, pensato per un determinato contesto e uditorio, sottovalutando forse l’eco delle sue dichiarazioni e il rischio di possibili distorsioni. Una leggerezza? Forse. Certo è che fa una certa impressione vedere come le opinioni pubbliche dei paesi islamici siano capaci di strumentalizzazioni così smaccate.

    La foto: una manifestazione contro Benedetto XVI (Foto AP).

  • 17/09/2006 Archivio Notizie Papa ed Islam
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