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  • 17/09/2006 Il Papa e l' Islam 17 Settembre (http://www.canisciolti.info)

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    17/09/2006 Fratellanza musulmana chiede scuse "chiare" al Papa

    Segnali contradditori sono venuti dalla Fratellanza musulmana egiziana in reazione al rammarico espresso da Papa Benedetto XVI durante l'Angelus, trasmesso in diretta dal 'al Jazira'. Il n. 2 del movimento, Mohammed Habib, ha inizialmente giudicato "sufficienti" le parole del Santo padre. "Consideriamo le nuove dichiarazioni del Papa come una ritrattazione di quello che aveva detto la settimana scorsa", ha affermato, "possiamo considerarle una scusa sufficiente, anche se avremmo voluto che il Pontefice illustrasse le sue idee sull'Islam. Ha detto che le citazioni dal Paleologo non rappresentano la sua visione personale: vorremmo sapere qual e'". A distanza di qualche ora Habib ha fatto marcia indietro. Il pontefice, ha commentato, "non e' arrivato a fornire scuse limpide e, in base a cio', chiediamo al Papa e al Vaticano di diffondere scuse limpide che porranno fine alla confusione".

    17/09/2006 Gran mufti saudita: La jihad, o guerra santa, e' un diritto divino

    La jihad, o guerra santa, e' un diritto divino. Il gran mufti saudita, sceicco Abdelaziz al Sheikh, e' intervenuto nelle polemiche suscitate dalle parole del Papa per affermare che "Dio ha autorizzato i fedeli a difendersi e a combattere coloro che li combattevano, il che equivale a un diritto legittimato da Dio". "L'ordine di combattere - rileva l'autorita' religiosa saudita in un comunicato - non risale al Profeta Maometto. Altri profeti combatterono i loro nemici, compresi i profeti degli Israeliti, come Mose' e David".

    17/09/2006 Iran: Convocato il nunzio apostolico del Vaticano

    Il nunzio apostolico in Iran, mons. Angelo Mottola, è stato convocato oggi al ministero degli Esteri di Teheran per una protesta e una richiesta di spiegazioni delle parole pronunciate da Papa Benedetto XVI sull'Islam nella sua "lectio magistralis" all'Università di Ratisbona.

    Il colloquio è avvenuto prima che il Pontefice, parlando in occasione dell'Angelus, spiegasse il senso delle sue affermazioni ed esprimesse rammarico per le reazioni suscitate nel mondo islamico. E il diplomatico vaticano ha appunto invitato gli interlocutori del governo iraniano ad ascoltare essi stessi dalla televisione le parole che Benedetto XVI avrebbe pronunciato dal balcone di Castelgandolfo.

    17/09/2006 De Gennaro ai Questori: Possibili manifestazioni violente del mondo islamico

    Circolare del Capo della Polizia De Gennaro a tutti i Questori italiani per intensificare vigilanza e controllo ma soprattutto per avviare "approfondite attività investigative" negli ambienti islamici delle città, con "particolare riferimento agli ambienti del radicalismo islamico".

    La circolare spiega infatti che è ritenuto plausbile che anche nel nostro Paese possa prendere piede e sfociare in "manifestazioni di dissenso" ed "azioni violente" , la protesta del mondo islamico per il discorso del Papa a Ratisbona. La circolare è stata trasmessa ai Questori della città nella serata di ieri.

    17/09/2006 Somalia: E' una suora l'italiana uccisa a Mogadiscio

    Potrebbe essere collegata alle parole del Papa sull'Islam e Maometto l'uccisione oggi a Mogadiscio di una suora italiana: lo sostengono alcune fonti islamiche somale. Insieme alla suora italiana uccisa oggi a colpi d'arma da fuoco insieme a una sua guardia del corpo, nell'ospedale pediatrico di Mogadiscio lavora un'altra religiosa nostra connazionale.

    Proprio ieri, dalla Somalia erano arrivate pesanti minacce di morte contro Benedetto XVI. ''Invitiamo tutti i musulmani dovunque essi siano a dare la caccia al Papa per le sue barbare affermazioni cosi' come e' stata data la caccia a Salman Rushdie (lo scrittore angloindiano colpito da una 'fatwa' per i suoi ''Versetti satanici'', ndr), il nemico di Allah che ha offeso la nostra religione'', aveva tuonato il leader religioso somalo Sheikh Abubukar Hassan Malin.

    17/09/2006 Somalia: Uccisa operatrice umanitaria italiana a Mogadiscio

    Un'operatrice umanitaria italiana è morta oggi dopo essere stata gravemente ferita da un gruppo di uomini armati a Mogadiscio, nell'ultimo di una serie di attacchi contro obiettivi stranieri in Somalia, ha riferito personale ospedaliero . Nell'attacco era stata uccisa anche una guardia del corpo.

    I dettagli sono al momento vaghi, ma un presunto assalitore è stato già arrestato dai miliziani islamici che controllano la capitale, hanno detto i testimoni.

    17/09/2006 Papa Ratzinger: Mi scuso e sono vivamente rammaricato

    Durante l'Angelus, Benedetto XVI fa riferimento alle "reazioni suscitate dal discorso all'Università di Ratisbona ritenuto offensivo per la sensibilità dei credenti musulmani".

    Il Papa si è detto "vivamente rammaricato" e ha precisato: "Si tratta di una citazione di un testo medioevale che non esprime in alcun modo il mio pensiero personale. Ieri il Segretario di Stato ha spiegato l'autentico senso delle mie parole. Spero questo serva a placare gli animi. Serve un dialogo sincero, con grande rispetto reciproco"

    17/09/2006 Nuovi attacchi contro le chiese cristiane in Cisgiordania, dopo le parole di Benedetto XVI sull'Islam

    Secondo testimoni, a Tubas, alle porte di Jenin, un gruppo di palestinesi ha tentato di dare alle fiamme una chiesa cattolica causando solo lievi danni. A Tulkarem un'altra chiesa cattolica e' stata danneggiata in modo piu' grave da un incendio che sarebbe stato appiccato da un solo uomo.

    Michel Sabbah, patriarca latino di Gerusalemme, ha visitato ieri Nablus dopo che cinque chiese della Cisgiordania erano state attaccate in meno di quarantotto ore. "Questi episodi" ha detto, "non danneggeranno le solide relazioni tra i palestinesi cristiani e e i musulmani".

    17/09/2006 Prodi: Le minacce del terrorismo sono globali e imprevedibili

    "Le minacce sono sempre più imprevedibili, complesse. Soprattutto sono minacce globali, che tendono cioè a ignorare confini e barriere statuali all'interno delle quali diventa illusorio cercare protezione". E' quanto ha affermato il presidente del Consiglio, Romano Prodi, riferendosi, in primo luogo, alle minacce del terrorismo, "dramma che non solo mette in pericolo la vita delle persone, ma scardina la società tradizionale e i valori che la contraddistinguono".

    Minacce che Prodi definisce "asimmetriche, per le quali i tradizionali strumenti statuali di cui ci siamo avvalsi fino ad ora non sono più sufficienti o sono divenuti addirittura totalmente inadeguati. Non credo che nessun paese sia oggi in grado di affrontare in solitario sfide così complesse", ha detto il premier citando tra l'altro anche i problemi della proliferazione delle armi di distruzione di massa, della criminalità organizzata, i flussi migratori massicci, i conflitti regionali e le crisi finanziarie internazionali.

    "D'altra parte - osserva Prodi - se le minacce travalicano i confini, anche le risposte, per essere efficaci, devono fare altrettanto. E da qui nasce la necessità di rafforzare e costruire grandi attori di politica internazionale. Una via che per l'Italia - sottolinea Prodi - passa attraverso il rafforzamento dell'Europa: solo un'Europa forte e attore globale, può tutelarci. Ma anche un'Europa unita e funzionale - avverte - può non bastare. I nuovi scenari mondiali impongono un forte rilancio del multilateralismo, che sia efficace e trasparente. Nessun paese, blocco o unione di paesi - conclude - può fare a meno dei propri partner internazionali. E l'esperienza irachena lo insegna" visto che "lo stesso presidente Bush, nel suo secondo mandato, ha aperto alla comunità internazionale la gestione di varie crisi".

    17/09/2006 Iraq: Aumenta il rischio di attentati per il contingente italiano

    In Iraq resta "elevato" il livello di rischio per il contingente italiano impegnato nell' operazione Antica babilonia . Lo afferma il Cesis, nella Relazione semestrale dei servizi segreti inviata al Parlamento. Il Sismi, si legge nella Relazione, ha operato per consolidare i rapporti con le istituzioni provinciali e con le personalita' tribali e religiose locali, per monitorare le dinamiche all'interno della comunita' sciita.

    A seguito degli attentati con ordigni esplosivi improvvisati (Ied) contro i militari italiani, gli sforzi sono stati focalizzati sull' acquisizione di elementi utili ad individuare i responsabili delle azioni e prevenirne di altre. L' intelligence, viene spiegato, "ha permesso di finalizzare diverse attivita' operative nei confronti di elementi legati al deposto regime e a formazioni del radicalismo islamico, consentendo, tra l' altro, di contrastare il traffico di armi ed esplosivi destinati ad essere usati contro le forze della coalizione".

    17/09/2006 Papa Ratzinger: Alzato il livello dei controlli sui luoghi sensibili

    I controlli delle forze dell'ordine nell'area della Citta' del Vaticano e in tutti gli obiettivi cattolici della Capitale sono stati intensificati dopo le minacce giunte dagli estremisti islamici contro il Pontefice.

    In particolare polizia e carabinieri hanno rafforzato le misure di sicurezza gia' previste nell'area circostante al Vaticano. Attenzione verra' prestata oggi a Castelgandolfo dove Papa Ratzinger, in mattinata, celebrera' l'Angelus.

    17/09/2006 Discorso di Ratzinger: Ucoii invita il mondo musulmano alla serenità

    "Il mondo islamico si rassereni. Ci auguriamo che sia possibile dimenticare presto questo incidente". Lo afferma l'Unione delle Comunita' ed organizzazioni islamiche in Italia dopo le ultime precisazioni vaticane sul discorso del Papa a Ratisbona che, sostiene l'Ucoii, "fanno giustizia di ogni interpretazione dietrologica e ricollocano l'esternazione papale all'interno di un contesto accademico specifico"

    . "E' fuori di dubbio - prosegue la nota dell'Ucoii - che ci sia stata una certa leggerezza nella scelta delle fonti utili per predicare in favore della fede, della pace e contro la violenza: il discorso di un imperatore sotto assedio non poteva essere tra i piu' sereni nei confronti dell'ispirazione religiosa degli assedianti. Anche la citazione del versetto 2,256 del Santo Corano, straordinario nella sua valenza di liberta' religiosa (e confermato da altri versetti), ha peccato di una cattiva esegesi che lo ha presentato come risalente al periodo della prima predicazione del Profeta Muhammad, e quindi in fase di supposta debolezza, mentre tutti i commentatori sono concordi nell'attribuirlo al periodo medinese e cioe' alla pienezza dello Stato islamico da lui guidato"

    . Per l'Ucoii "la contingenza internazionale, la scenario di "scontro di civilta'" che taluni vorrebbero inevitabile e stanno facendo ogni cosa affinche' avvenga, impone a tutti un'estrema attenzione alle forme e ai contenuti delle esternazioni. Siamo certi che il percorso di riconoscimento dell'Islam e di dialogo con i suoi fedeli, iniziato da Giovanni XXIII nel Concilio Vaticano II, proseguito da Paolo IV nella sua visita a Casablanca e nei due successivi incontri di Assisi da Giovanni Paolo II, non subira' nessuna battuta d'arresto. Invitiamo in questo senso Sua Santita' a patrocinare, in qualche maniera, la prossima giornata del dialogo Islamo-Cristiano in Italia che, come ormai consuetudine dal 2002, si celebra nell'ultimo venerdi' di Ramadan, quest'anno il 20 ottobre". -

    17/09/2006 Ratzinger, il "Pastore Tedesco" (Paolo De Gregorio )

    Papa Ratzinger, a dispetto del suo aspetto mite e gentile, mostra i denti contro l’Islam, e fa una serie di errori che provocano la necessità di “precisazioni” da parte della diplomazia vaticana, come fanno i politicanti che, quando vedono l’effetto delle loro esternazioni, smentiscono le “riduttive interpretazioni giornalistiche”. Personalmente, la prima sensazione che ho avuto è quella della inopportunità di un intervento che va a ribadire, citando l’imperatore bizantino Manuele II il Paleologo, il fatto che l’Islam vuole diffondersi tramite la spada, inserendo questa critica in una situazione contemporanea in cui eserciti cristiani e giudei occupano paesi musulmani, per motivi molto meno nobili di quelli dottrinari o religiosi. Parlare oggi all’Islam in questi termini, significa avallare la tesi di Bush che prefigura uno scontro tra civiltà e religioni, in cui si afferma la enorme panzana che i musulmani minacciano l’Occidente e si apprestano a cancellare la nostra cultura e la nostra “civiltà”.

    Come si faccia ad accusare l’Islam di usare la spada e non fare lo stesso con il cristiano Bush che pratica e riconosce solo il linguaggio della forza e manovra a suo piacimento il più potente e costoso esercito del mondo, è cosa che sfugge alla ragione e solo i preti sono in grado di mistificare i fatti fino a questo punto. Un altro aspetto che mi lascia stupito è il fatto che il Papa abbandoni la tradizionale prudenza e diplomazia, e trascini la Chiesa a marcare la differenza con l’Islam, senza tener conto che fino all’altro ieri, con Giovanni Paolo 2°, si parlava di ecumenismo e di dialogo fra le grandi religioni monoteiste.

    Tra l’altro questo accusare l’Islam di usare la spada sarà pure vero, ma da che pulpito viene la predica, e si dà l’opportunità ai musulmani di ricordare che la Chiesa ha usato la spada spesso e volentieri, dalle Crociate alla partecipazione attiva al colonialismo, partito proprio dalla cattolicissima Spagna, che in America Latina ottenne conversioni forzate di quelle popolazioni con torture e massacri, passando per le guerre di religione in Europa e la Santa Inquisizione, fino all’attuale legittimazione della politica e delle tesi di Bush.

    Un altro errore del “pastore tedesco”, che a me sembra madornale, è quello di non riconoscere l’evidenza che la crisi mediorientale in atto non è originata da una frizione tra ideologie religiose, ma dal desiderio Usa, e dei suoi ormai pochi amici, di mantenere l’egemonia sulla più grande area petrolifera del mondo, e che l’Islam fa solo da collante ad una resistenza dei musulmani contro il colonialismo occidentale e cristiano.

    Ratzinger, caratterizzando in termini di differenze religiose lo scontro in atto, rende un pessimo servizio alla Chiesa che così perde una sorta di “terzietà” che le consentiva mediazioni e credito politico, e non mi meraviglierei che, dopo questo grave errore, facesse la fine di Papa Luciani, una fine rapida et indolore a cura ... I distinguo, e la pretesa di affermare che l’iniziativa papale è proposta di dialogo, si scontrano con le vaste reazioni dei musulmani nel mondo e, nella più benevola delle ipotesi, ci troviamo davanti ad un signore che non capisce nulla del mondo islamico contemporaneo, e non si rende conto del ruolo della Chiesa.

    Credo che sia rimasto fondamentalmente Prefetto dell’ex Santo Uffizio, con tutta la rigidità di una mentalità tedesca. Le religioni, tutte le religioni, hanno fatto scorrere fiumi di sangue in nome dell’amore per gli altri e della fede. Sarebbe ora che le persone consapevoli cominciassero ad abbandonarle e a vedere nell’impegno personale e sociale il manifestarsi di una concreta sollecitudine verso gli altri, comportandosi sempre con correttezza, solidarietà, spirito di giustizia.

    “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”, se applicato alla lettera, varrebbe più di tutta le filosofie e tutte le rivoluzioni, e non si presta ad ambiguità e a interpretazioni cervellotiche. Ci piacerebbe che i preti si occupassero solo di far comportare i loro seguaci secondo questo principio, e offrissero così al mondo persone migliori e credibili, perché se continuiamo a ritenere George Bush un buon cristiano, e ci nutriamo di questa schifosa ambiguità, il futuro (proprio come il nostro presente) sarà dei falsi e dei guerrafondai.

  • 17/09/2006 Archivio Notizie Papa ed Islam
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