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  • 24/03/2005 Via Crucis 2005 al Colosseo. Meditazioni e preghiere II (Jan van Elzen, http://www.korazym.org)

    29/11/2006 Turchia – Patriarcato ecumenico. La crisi passa anche dai pass (Matteo Spicuglia, http://www.korazym.org)

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    Il confronto delicato tra cristiani greco-ortodossi e autorità turche passa anche dalla gestione della sala stampa del viaggio del papa. Ognuno lotta per riaffermare le proprie prerogative. E i giornalisti devono esibire due pass.

    Da uno dei nostri inviati a Istanbul

    ISTANBUL - Le relazioni tra Patriarcato ecumenico e Stato turco sono pressoché inesistenti. E anche l’organizzazione di una sala stampa per centinaia di giornalisti che devono svolgere il proprio lavoro diventa un caso politico-diplomatico. I problemi sono sorti già alla vigilia della visita del papa, quando i quotidiani nazionalisti accusarono il governo turco di aver permesso che l’hotel Hilton fosse trasformato in una chiesa. Il riferimento era alla sala stampa creata dal patriarcato ecumenico e dalla Santa Sede in un ampio salone dell’hotel: un’area attrezzata con tanto di zona per le conferenze stampa, connessioni internet senza fili, televisori per seguire le cerimonie, assistenza e vitto. Insomma, il luogo di lavoro degli inviati delle testate di tutto il mondo (gli accreditati hanno superato il migliaio) che senza un riferimento logistico simile avrebbero dovuto organizzarsi diversamente, senza non poche difficoltà. Le autorità turche, infatti, hanno deciso di non prevedere alcun tipo di assistenza ad Ankara e Izmir, né tanto meno a Istanbul.

    Il patriarcato, con la collaborazione della Santa Sede, ha pensato così di fare da sé, sia per aiutare il lavoro degli operatori dell’informazione, che per sfruttare la straordinaria visibilità mediatica che la visita papale comporta. Gli organizzatori sono però andati oltre (almeno dal punto di vista delle autorità turche), predisponendo una procedura di accreditamento indipendente da quella del governo (nelle ultime settimane è stata ridimensionata a semplice registrazione), un pass alternativo con una foto di Benedetto XVI e Bartolomeo I in bella mostra e addirittura una dicitura diversa dello stesso viaggio.

    La visita di Benedetto XVI in Turchia in programma dal 28 novembre al 1 dicembre è stata ribattezzata testualmente “Papal voyage to the ecumenical patriarchate” (Viaggio papale al patriarcato ecumenico), con una correzione di date: dal 29 novembre al 1 dicembre. Via dunque, il pomeriggio ad Ankara, e grande evidenza alla realtà di un patriarcato che tiene a sottolineare la propria indipendenza. Il pass serve esclusivamente per accedere alla sala stampa all’interno dell’hotel Hilton, ma all’esterno fa fede un altro documento: l’identificativo rilasciato dal Direttorato generale della stampa e dell’informazione di Ankara. A tal punto che da ambienti del patriarcato arriva il consiglio di nascondere il cartoncino una volta usciti dall’hotel, per non urtare troppo i propri interlocutori, in caso di controlli. “Se venite all’aeroporto per l’arrivo del papa – ci spiegano – è meglio che portiate solo il pass del governo”.

    Ma c’è di più: se fino a martedì sera la “convivenza” di pass e istanze non aveva dato problemi, dal 29 mattina, i controlli all’ingresso della sala stampa (area formalmente privata, viste le dinamiche di organizzazione) si sono rafforzati. Il pass del patriarcato non è più sufficiente, o meglio continua ad avere valore, ma solo se abbinato a quello governativo. 

    Nel gioco di pesi e contrappesi, tra schermaglie e tensioni, in un clima di rapporti comunque difficili: Bartolomeo I non viene riconosciuto né come ministro di culto (“Vale meno di un cittadino”, spiega a Korazym una fonte del patriarcato) né come patriarca di Costantinopoli (al massimo, di Fanar, il gruppo di case vicine alla chiesa patriarcale di San Giorgio). Al tempo stesso, la Chiesa ortodossa, insieme alle altre minoranze cristiane, fatica a vedere riconosciuto il proprio diritto d’azione. Il caso dei pass tra due giorni si risolverà da solo, ma la strada della riaffermazione della libertà religiosa purtroppo è tutta in salita.

    http://www.korazym.org

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