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  • 24/03/2005 Via Crucis 2005 al Colosseo. Meditazioni e preghiere II (Jan van Elzen, http://www.korazym.org)

    29/11/2006 Turchia, secondo giorno: il papa e il patriarca ecumenico insieme (S.Caredda - M.Spicuglia, http://www.korazym.org)

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    Dai nostri inviati a Istanbul.

    ISTANBUL – La Santa Messa con la piccola comunità cattolica, l'incontro con il patriarca ecumenico di Costantinopoli, ma anche le minacce di Al Qaeda che considera il viaggio del papa in Turchia "una provocazione contro l'Islam". Parole a cui la Santa Sede risponde attraverso padre Federico Lombardi: ''Non c'è preoccupazione, né da parte del papa né da parte del suo entourage per questo tipo di messaggi che confermano ancora una volta l'urgenza e l'importanza dell'impegno comune di tutte le forze contrarie all'uso della violenza". E' questa la sintesi della seconda giornata del papa in Turchia: dopo la politica e l’Islam, il viaggio di Benedetto XVI assume quella connotazione propriamente "pastorale" che lo stesso Ratzinger ieri aveva indicato come chiave per comprendere il significato della sua visita, e così il dibattito sull’ingresso della Turchia in Europa e il dialogo con il mondo musulmano lasciano il posto a riflessioni più propriamente spirituali, anche se legate al tema della pace fra i popoli e della piena unità fra tutti i cristiani. Il tutto nella giornata che, attraverso Smirne e Efeso, ha portato il papa in serata a Istanbul per il primo incontro con il patriarca ecumenico Bartolomeo I.

    In terra musulmana, sono poche centinaia i fedeli raccolti a Efeso per la messa che Benedetto XVI celebra al Santuario di Meryem Ana Evì (Casa della Madre Maria): a queste latitudini, l’immagine del “piccolo gregge di Cristo” ha pieno senso. Il papa nell'omelia riflette sulla figura di Maria, prega per la pace fra i popoli, a cominciare dalla Terra Santa. Nelle sue parole, c’è anche il ricordo di don Andrea Santoro, il sacerdote ucciso nel febbraio scorso a Trabzon (Trebisonda, sul Mar Nero), e l’invito rivolto ai cristiani a non arrendersi: “Con questa visita – dice il papa – ho voluto far sentire l’amore e la vicinanza spirituale non solo miei, ma della Chiesa universale alla comunità cristiana che qui, in Turchia, è davvero una piccola minoranza ed affronta ogni giorno non poche sfide e difficoltà".

    Dopo il pranzo, consumato nel convento dei cappuccini di Efeso, traferimento dall’aeroporto di Smirne a quello di Istanbul, per l’incontro con la comunità ortodossa. Un semplice momento di preghiera, in una cornice di grande solennità: tappa importantissima sulla strada del dialogo ecumenico. Domani, è prevista una dichiarazione congiunta delle due Chiese.  



    LA CRONACA DELLA GIORNATA

    Ore 18,30: l'incontro e la preghiera con il patriarca Bartolomeo I - Benedetto XVI arriva nella sede del patriarcato ecumenico di Costantinopoli accolto dal suono delle campane. Un segno di festa che sottolinea l'importanza di questa nuova tappa del dialogo ecumenico: si cantano inni nella piccola chiesa patriarcale di San Giorgio al Fanar, mentre brucia l'incenso e un selezionato pubblico assiste e partecipa ad un breve, e solenne, momento di preghiera. Ci sono i vestiti neri degli uomini di chiesa ortodossi, ci sono le macchie rosse dei cardinali al seguito del papa, su tutti il segretario di stato Bertone e il presidente del pontificio consiglio per l'unità dei cristiani Kasper. Che infatti è quello che sorride di più, mostrando di riconoscere volti e persone. Ci sono i gesti, con la doppia benedizione finale di Benedetto e Bartolomeo, e ci sono le parole, in attesa della Divina Liturgia di domani, in occasione della festa di Sant’Andrea. Nei discorsi, Bartolomeo I si rivolge al papa con un "caloroso abbraccio" (leggi il testo integrale del saluto del patriarca), mentre il papa ripercorre le tappe del dialogo ecumenico degli ultimi 40 anni, ricordando che nuove relazioni tra le Chiese devono essere realizzate su un “fondamento di reciproco amore”. Ma il pensiero di Benedetto XVI abbraccia anche le origini cristiane della Turchia. “Penso alle esortazioni di san Pietro alle primitive comunità cristiane, - ricorda il papa - e la ricca messe di martiri, di teologi, di pastori, di monaci, e di santi uomini e donne che queste Chiese hanno generato attraverso i secoli”. E ancora: “In questa parte del mondo orientale si sono tenuti i sette Concili Ecumenici che Ortodossi e Cattolici riconoscono come autorevoli per la fede e la disciplina della Chiesa. Essi costituiscono permanenti pietre miliari e guide lungo il cammino verso la piena unità”. Infine, una speranza: “Che questo incontro rafforzi il nostro mutuo affetto e rinnovi il nostro comune impegno a perseverare nell'itinerario che porta alla riconciliazione e alla pace delle Chiese”. Dopo la liturgia, si è svolto un incontro privato tra i due. Domani, la partecipazione del papa alla Divina Liturgia per la festa di Sant'Andrea e la firma della dichiarazione congiunta.  

    Ore 12,00: la messa al Santuario di Meryem Ana Evì – I cattolici in Turchia sono poco più di 40mila: davvero un “piccolo gregge”, rappresentato dai 2mila fedeli che si ritrovano al Santuario di Meryem Ana Evì (Casa della Madre Maria), quattro chilometri da Efeso, per la prima messa celebrata da papa Ratzinger in terra di Turchia. Il papa nell’omelia riflette sulla figura di Maria, prega per la pace fra i popoli, ricorda che la Chiesa è chiamata ad esserne non solo “annunciatrice profetica” ma, più ancora, “segno e strumento”. "Da questo lembo della Penisola anatolica, ponte naturale tra continenti - ha scandito il Papa - invochiamo pace e riconciliazione anzitutto per coloro che abitano nella Terra che chiamiamo santa, e che tale è ritenuta sia dai cristiani, che dagli ebrei e dai musulmani: è la terra di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, destinata ad ospitare un popolo che diventasse benedizione per tutte le genti". C’è poi anche il ricordo di don Andrea Santoro, il sacerdote ucciso nel febbraio scorso a Trabzon (Trebisonda, sul Mar Nero), e l’invito rivolto ai cristiani a non arrendersi: “Con questa visita – dice il papa – ho voluto far sentire l’amore e la vicinanza spirituale non solo miei, ma della Chiesa universale alla comunità cristiana che qui, in Turchia, è davvero una piccola minoranza ed affronta ogni giorno non poche sfide e difficoltà: Maria ci insegna che fonte della nostra  gioia  ed unico nostro saldo sostegno è Cristo, e ci ripete le sue parole, ‘Non temete, io sono con voi’ Al suo braccio potente noi ci affidiamo”. 
     

    Ore 07,00: la partenza da Ankara e l’arrivo a Smirne – La seconda giornata di viaggio in Turchia si apre con il congedo dalla Nunziatura apostolica della capitale turca, dove il papa ha passato la notte. Alle 7:00 (le 8:00 ora locale) Benedetto XVI ha lasciato Ankara per giungere alle 9,15 a Izmir (Smirne, terza città della Turchia, quasi tre milioni di abitanti), accolto dal governatore, dal comandante militare e dal sindaco. Immediato il trasferimento ad Efeso (18mila abitanti), uno dei centri più importanti del cristianesimo delle origini.

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