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  • 04/03/2007  Preti spia in Polonia. Il cardinale Dziwisz: si vuole ostacolare la beatificazione di papa Wojtyla (Mattia Bianchi, http://www.korazym.org)

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    Il giorno della nomina del nuovo vescovo di Varsavia, mons. Kazimierz Nycz, continua la polemica sulla collaborazione di alcuni rappresentanti del clero con i servizi segreti comunisti. Le reazioni dell'arcivescovo di Cracovia.

    Non c’è pace per la Chiesa polacca. Il giorno della nomina del nuovo vescovo di Varsavia, mons. Kazimierz Nycz, la polemica sulla collaborazione di alcuni rappresentanti del clero con i servizi segreti comunisti continua ad arricchirsi di nuovi particolari e nominativi. Dopo mons. Stanislaw Wielgus, i sospetti sono caduti su un’altra figura eccellente: l’arcivescovo Henryk Nowacki, per anni responsabile della sezione polacca delle segreteria di Stato e attuale nunzio apostolico in Slovacchia. Il suo nome è comparso due giorni fa su alcuni siti polacchi, secondo i quali Nowacki non sarebbe altro che quell’Henryk presente nel libro del cappellano di Solidarnosc Tadeusz Zalewski, che fa luce sulle collusioni tra Chiesa e regime. Le fonti farebbero riferimento ad una collaborazione consolidata, con tanto di compensi percepiti nel corso degli anni.

    Le accuse vengono tuttavia respinte con forza dall’arcivescovo di Cracovia, cardinale Stanislao Dziwisz, che ieri ha affidato la sua amarezza ad una nota diffusa dalla sala stampa della Santa Sede. "Negli ultimi tempi accusare ed incolpare uomini della Chiesa in Polonia, come quelli che sono al servizio della Santa Sede, - si legge - ha assunto dimensioni tali che ogni uomo onesto si deve sentire colpito nel vivo". Per il cardinale, il vero obiettivo è quello di “ostacolare il processo di beatificazione di Giovanni Paolo II”. Del resto, continua, non si possono considerare credibili le note degli agenti dei servizi segreti di epoca comunista senza che queste vengano prima studiate con la massima responsabilità e guardando a tutta la vita delle persone accusate. A riguardo, Dziwisz porta anche un esempio personale: "Nella nota dell'agente che mi seguiva - rivela - si legge che sono nato a Mszana Dolna e che passavo le vacanze a Poronin. Né l'una, né l'altra notizia sono vere. Si può facilmente verificarlo.

    Da qui, la difesa strenua del nunzio Nowacki. “Conosco la sua responsabilità per ogni parola, la sua condotta e laboriosità; – dice il cardinale - colpire quest’uomo è colpire tutti i polacchi, collaboratori del papa, e perciò colpire il servo di Dio Giovanni Paolo II”. E ancora: ”Si sta creando un quadro di spie intorno a papa Wojtyla e ciò è una menzogna e una calunnia. Si mira in questo modo anche ad ostacolare il processo di canonizzazione". Il card. Dziwisz definisce “altamente nocivo al buon nome della Chiesa e della Polonia in campo internazionale” l'attuale clima avvelenato dalle accuse pubblicate in modo incontrollato dai media polacchi e rilanciate dalle agenzie internazionali. Esse, conclude il card. Dziwisz, distruggono ingiustamente il diritto al buon nome dovuto ad ogni persona:"Tutto questo si fa nel nome della presunta verità ma mi domando: quale verità?”.

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