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  • 23/01/2009 Il papa su You Tube, niente di nuovo per i cattolici (Angela Ambrogetti  , http://www.korazym.org)

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    Molto rumore per nulla. Da una settimana sui siti cattolici e sulle agenzie si è parlato di una grande novità mediatica, del papa che “predica” su You Tube. La presentazione alla stampa ha lasciato molti delusi e altri amareggiati. In effetti, per ora, la novità è una sola: le video news che Ctv e Radio Vaticana preparano da un anno per H2o, e che i lettori di Korazym vedono regolarmente, saranno inseriti anche su Youtube, in un canale dedicato al Vaticano.

    Il canale funziona anche da “ aggregatore”, sarà cioè possibile linkarsi ai siti istituzionali dei media vaticani, dello Stato Vaticano e di H2o. La stessa equipe che si occupa dei servizi per H20 curerà anche la “impaginazione” del canale vaticano su You Tube. Nessuna novità quindi per chi già segue Vaticano, papa e Chiesa nei diversi siti internet. L’idea è quella invece di proporre l’informazione vaticana a tutti naviganti che si trovano su You Tube. Se la cosa funzionerà o meno lo vedremo tra qualche tempo. Intanto è ovvio che Google-You Tube guadagnerà accessi. E H2o viene relegata in un ruolo marginale di “informazione sussidiaria”.

    Ma proprio da H2o arriva la risposta. A un anno di distanza dallo start up il servizio informativo multimediale realizzato insieme alle emittenti e produttori di TV cattolici del mondo, sulla vita della Chiesa, sbarca su You Tube con un proprio Canale H2onews www.youtube.com/h2onews. Un canale molto più “ricco” di quello vaticano con ben 1500 news realizzate dalle TV e produttori cattolici dei cinque continenti e da H2onews, e con molte più lingue del servizio vaticano. Il Canale H2onews, che sarà aggiornato quotidianamente con servizi di attualità religiosa, disponibili in audio, video e testo, manterrà la vocazione multilingua del sito madre, con 9 idiomi: italiano, inglese, francese, tedesco, arabo, spagnolo, ungherese, cinese e portoghese. Una dimostrazione che non è una offerta poi così impegnativa quella dei media istituzionali vaticani. Il canale che You Tube ha messo a disposizione del Vaticano ricalca quelli istituzionali che già esistono per la Casa Reale inglese, o per il ministro dell’ educazione. A gestire i contenuti sarà naturalmente il Vaticano e Google mette a disposizione il mezzo. Va da se che ogni clik porta soldi nelle casse di You Tube. Le video news che vediamo anche sul nostro portale non sono prodotte dai colleghi di H2o, ma dal Ctv e da Rv, e secondo molti esperti del settore non sono un prodotto di elevata qualità. In effetti quello che manca ai cattolici è un accesso più amplio e professionale all’ attività del Vaticano e del papa. E questo ancora non si vede.

    Il presidente del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali l’ arcivescovo Claudio Maria Celli nell’incontro con la stampa non è riuscito a presentare una strategia editoriale convincente. E inserire dei video del papa su You tube non basta per parlare di “ progetto editoriale”. Delusi coloro che aspettavano video più lunghi, audio originali del papa, insomma più informazione. Padre Lombardi definisce questo solo un primo passo, e che con il tempo si potrà ampliare l’ offerta. Il lancio di un canale come questo “è l’inizio di un cammino – ha spiegato padre Lombardi -. Con la collaborazione di Google possiamo prevedere sviluppi e miglioramenti sia per l’offerta contenutistica sia per l’aspetto tecnico. Noi siamo convinti di fare una offerta bella e costruttiva per il popolo della Rete e prendiamo questa strada con fiducia in atteggiamento di amicizia e dialogo con tutti, disposti anche noi ad imparare molto”.

    Per accedere al sito bisogna digitare www.youtube.com/vatican. Al momento sono caricati 12 video di archivio. Quello di apertura è di 1.14 minuti e riguarda l’Angelus del Papa del 18 gennaio scorso. Al momento non è semplice “capitare” sul canale, ma è probabile che nei prossimi giorni esso sarà più in alto nei “risultati” del motore di ricerca di Google, anche se “non abbiamo cambiato l’algoritmo” ha assicurato Henrique de Castro, managing director media solutions di Google. La gestione di tutto è nelle sole mani di Padre Lombardi che sceglie cosa caricare sul sito e risponde ai commenti. “In questa prima fase – ha spiegato - abbiamo queste forme di interattività: invia un messaggio e-mail; condividi il canale; inserisci su iGoogle; manda un commento sulla singola videonews”. Non è invece prevista la pubblicazione dei commenti e la reazione: “In ogni caso, ricevendo commenti e messaggi, studieremo come continuare la strada”.

    Niente pubblicità, su You Tube. Henrique de Castro ha assicurato: “non faremo soldi o nessun tipo di monetizzazione sul canale del Vaticano, come lo facciamo invece su quello di altre istituzioni” Ma per per guadagnare basta un “click” su YouTube. Il canale è stato presentato astutamente nel giorno in cui il Vaticano ha diffuso il Messaggio per la 43esima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, sul tema “Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia”. Nel testo Benedetto XVI parla delle nuove tecnologie digitali come “dono per l’umanità” ed esorta a “far sì che i vantaggi che esse offrono siano messi al servizio di tutti gli esseri umani e di tutte le comunità, soprattutto di chi è bisognoso e vulnerabile. Sarebbe un grave danno per il futuro dell’umanità, se i nuovi strumenti della comunicazione non fossero resi accessibili a coloro che sono già economicamente e socialmente emarginati o se contribuissero solo a incrementare il divario che separa i poveri dalle nuove reti”.

    Un invito poi ai giovani internauti a “non banalizzare il concetto e l’esperienza dell’amicizia. Sarebbe triste – aggiunge - se il nostro desiderio di sostenere e sviluppare on-line le amicizie si realizzasse a spese della disponibilità per la famiglia, per i vicini e per coloro che si incontrano nella realtà di ogni giorno. Quando, infatti, il desiderio di connessione virtuale diventa ossessivo, la conseguenza è che la persona si isola, interrompendo la reale interazione sociale. Ciò finisce per disturbare anche i modelli di riposo, di silenzio e di riflessione necessari per un sano sviluppo umano”.

    http://www.korazym.org
    Quest'opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons

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