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  • 16/07/2007 Tutti al mare? (Carlotta Martini, http://www.canisciolti.info)

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    Ha preso il via la tiritera di ogni vacanza: la crisi ci strangola, “al 21 del mese” (per chi è più bravo al 14 del mese) “i nostri soldi erano” (e sono) “già finiti”; allora, come mai le autostrade sono fiumi che vanno verso il mare, fiumi di auto?

    Intanto le spiagge formicolano (nell’ordine):


    — di corpi ignudi;
    — di culini in pannolini e sederoni in pannoloni;
    — di cosce pelle di seta al cacao 70 per cento, che fanno venire pure l’orticaria a quelle già rigurgitanti di bitorzoli che nessun prodotto bruciagrassi potrà mai deprimere;
    — di giovani pinocchi, cosiddetti per le brache che partono dal ginocchio e si fermano, o meglio si appendono sotto il pube. I giovani maschi sono coperti di peli superflui dappertutto eccetto là dove i peli non sarebbero superflui, cioè sul capo;
    — di antichi maschi, i quali sbuzzano, sopra e sotto, da slip di ex ribelli del ’68 che enfatizzano cascanti dovizie di tanto tempo fa. Una parte degli antichi maschi ha l’oro nei capelli, lo stesso che illumina la messinpiega di due storici Micheli, Santoro e Mirabella.

    Qua e là spuntano oasi da “family day”, venticinque sotto un ombrellone a leccare un ghiacciolo impugnato dal capofamiglia.

    Renzo Arbore lanciò, per una stagione, le donnine-“Cacao Meravigliao”, Romano Battaglia non smette di lanciare un pluristagionato omino-“Caffè della Versiliana”, ossia se stesso, tuttora apostolo di buone novelle, altrimenti dette favole, come, ad esempio, quella degli italiani, povera gente vacanziera.

    Il suo riporto di ciuffetti grigi tarlati, genere gatto decrepito acciambellato in testa, e i soffici contorni del volto rimodellati dal collagene, direbbero che ha scavalcato l’ottantina, anche se nessuna biografia mette in mostra la data di nascita, come fanno le donne che dimostrano gli anni ma non li confessano per far piacere agli uomini che le vogliono eternamente giovani. La vecchiaia è una conquista esclusiva dei maschi, a parte Rita Levi Montalcini.

    Romano Battaglia, dunque, dovrebbe essere nella fase in cui il passato sopraggiunge prepotente a cancellare quanto è successo dieci minuti prima. Sarà perché lui in vacanza c’è sempre stato, essendo nato a Marina di Petrasanta ed essendosi poi cementato lì col “Caffè”, fatto sta che sembra aver dimenticato che i ragazzi al mare ci andavano, ci vanno e ci andranno, ricchi e poveri, i più scalcinati con casco in testa, panino in tasca, coca cola, motorino e via dalle cinque di mattina alle dieci di sera sulla spiaggia libera.

    Ma per le centinaia di auto che le telecamere mostrano perennemente in marcia, quante migliaia di persone si rinfrescano nella penombra delle case di tutti i giorni, dietro persiane chiuse e tapparelle calate, godendo di sequenze in dvd o vhs, pronte a lanciare dardi serial killer, come “La Spiaggia”, “Vacanze a Ischia”, e altri criminal movie sotto l’ombrellone, a Reggio o a Pordenone?

    Basta poco a sentirsi in vacanza. Chi ci va così, almeno si distoglie dal lavoro cui è inutile pensare perché non c’è, dalle pensioni che non arriveranno, da quelle che ci sono ma non bastano, dagli anni che avanzano senza futuro, dall’avvenire spazzato via dal presente senza speranza.

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