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  • 12/07/2014 Fiume Sarno, il fiume più inquinato, con un depuratore funzionante solo per 200mila abitanti anzichè 500mila

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    Il paradosso di un depuratore funzionante a cui non arrivano i liquami da depurare dopo che da tre mesi è in atto un piccolo miracolo: l'impianto di depurazione è stato trasformato da chimicofisico a biologico, e riesce a immettere in mare acqua pulita, nel pieno rispetto dei parametri europei. Solo che viene utilizzato per i 2/5 della sua capacità, se fogne e collettori ci versassero i lori liquami ma mancano tubature e allacciamenti per cui tanti comuni continuano a scaricare nel Sarno e nei fiumicelli maleodoranti che sfociano nel litorale vesuviano, anzichè dirigerli al depuratore.





    L' iimpianto di Castellammare di Stabia è stato progettato nel 1973 dopo il colera ma, come tutto il sistema di pulizia del Sarno e come gli impianti di Sant'Antonio Abate, sono destinati a ripulire anche le fogne di Scafati e Pompei, che nel frattempo, non avendo rete fognarie e collettori, continuano a riversare nel Sarno liquami di ogni genere. L' impianto di medio Sarno tratta attuaslmente solo 200 litri al secondo, rispetto ai 700 potenziali.

    Stesso paradosso a Castellammare, il più grande depuratore a norma attivo in Campania. Secondo . il direttore dell'impianto, Mauro Pasquariello, della società lombarda Termomeccanica Ecologia:   "Serviamo ad oggi    l'80 per cento del territorio di Castellammare, la metà di Torre Annunziata, e alcune zone di Santa Maria la Carità, Boscotrecase e Trecase, per circa 200 mila abitanti. Si aspettano gli altri.







    Gli altri liquami sarebbero quelli dei comuni dei monti Lattari, come Gragnano, Lettere, Pimonte e Casola di Napoli, che sversano nei torrenti Vernotico e San Marco, col risultato di inquinare fortemente l'arenile di Castellammare, che ha l' impianto, le fogne, collettori quasi al completo, ma si ritrova un litorale sporco perché non è stato realizzato il collettore di Gragnano.

    Anche Torre del Greco dovrà collegarsi al depuratore di foce Sarno, ma anche qui serve il collettore di cui devono ancora essere iniziati i lavori.

    Si parla di una riduzione degli sversamenti abusivi nel Sarno del 30 per cento circa ma si pensa che in realtà ciò sia dovuto alla crisi economica degli ultimi anni

    La speranza è che intervenga la pretura con un' indagine a tappeto per spingere i responsabili a portare a termine i lavori.

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