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  • 26/07/2015 Una misura di garanzia per la balneabilità potrebbe essere un divieto di balneazione in caso di pioggia

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    Nel caso di eventi meteorici di precipitazione molto intensa, potrebbe essere utile un divieto di balneazione nello zone del litorale comunale interessate dalla presenza di canali che sfociano a mare per controllare se le acque del mare hanno ripreso i valori precedenti alla pioggia. Si tratterebbe di una misura di garanzia per i frequentatori di molte spiagge libere e per quei tratti di stabilimenti balneari interessati agli alvei





    Il provvedimento è stato già adottato in qualche comune come Bari dove si fa esplicito riferimento alle problematiche dei canali/collettori che scaricano in mare le acque provenienti dalle condotta di fogna bianca cittadina, che comprendono le acque meteoriche di dilavamento, provenienti da ogni zona cittadina, alle quali si possono aggiungere prodotti fognari per il fenomeno di troppopieno e materiali solidi che l' acqua incontra sul suo cammino.







    Sarebbe, però, necessario mettere in sicurezza le aree interessate per risolvere strutturalmente il problema dei canali che sfociano a mare ma ricordiamo anche che gli articoli 7 e 13 del Regolamento Regionale n. 26 del 2013 (Disciplina delle acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia) che non sarebbe possibile la balneazione e la pesca su una fascia attorno al punto di scarico di acque meteoriche di dilavamento.

    Potrebbe bastare una opportuna segnaletica per rendere noto il divieto temporaneo di balneazione al termine delle precipitazioni.

    Gli attivisti di Torre del Greco hanno inviato all' ARPAC il 22 luglio la denuncia per lo scarico di via Calastro ed oggi la richiesta di procedere con immediatezza nel prelevare ed analizzare campioni di acque di balneazione dopo i grandi temporali, in modo da controllare immediatamente se i valori sono ritornati normali, soprattutto per le zone di nuova classificazione come le varie zone di Torre del Greco.

    In attesa che venga costruito un impianto di depurazione fino a foce Sarno, rimane solo da controllare eventuali scarichi abusivi, monitorare gli alvei, fare in modo che al mare arrivi meno spazzatura.

    In alcune zone di Sorrento è ritornato anche lo spazzamare.



    Per la pulizia dei fondali alcuni comuni concedono incentivi per raccogliere tutti i rifiuti impigliati nelle reti che vengono poi differenziati, anzichè ributtare tutto a mare.

    Per la pulizia degli oceani si sta cercando di utilizzare dei metodi basati sulle correnti che spingono i rifiuti in certe zone.

    L'Ocean Cleanup, la grande scopa galleggiante di Boyan, dovrebbe permettere ai pesci di non essere catturati, in quanto il movimento dei bracci, guidato dalle correnti, sarebbe così lento e prevedibile da lasciare agli organismi animali il tempo di sfuggire al ciclopico imbuto della spazzatura acquatica in modo da non catturare pure la fauna marina.

  • Arpac monitoraggio balneazione

    I dati del Ministero della Salute spesso differiscono dai dati Arpac come è successo agli inizi del mese di giugno quando secondo il sito del Ministero della Salute risultavano al momento balneabili le zone di Calastro, Mortelle, Torre di Bassano.Diventa ora necessario intervenire con una vera pulizia delle acque, con la costruzione delle condotte sottomarine che convoglieranno le acque reflue nel depuratore di foce Sarno.

  • Ministero della salute - Balneabilità a Torre del Greco:

  • Info Balneabilità
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