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  • 23/08/2015 Fiume Sarno, il fiume più inquinato d' Europa, con un depuratore funzionante parzialmente per mancanza di collegamenti

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    Il paradosso di un depuratore funzionante a cui non arrivano i liquami da depurare dopo che da tre mesi è in atto un piccolo miracolo: l'impianto di depurazione è stato trasformato da chimicofisico a biologico, e riesce a immettere in mare acqua pulita, nel pieno rispetto dei parametri europei. Solo che viene utilizzato per i 2/5 della sua capacità, se fogne e collettori ci versassero i lori liquami ma . mancano tubature e allacciamenti per cui tanti comuni continuano a scaricare nel Sarno e nei fiumicelli maleodoranti che sfociano nel litorale vesuviano, anzichè dirigerli al depuratore.

    Ritardo nei lavori, compresi quelli che dovevano essere iniziati nel 2009 e che non sono mai partiti. Le indagini riguardano vari comuni per i ritardi nei lavori alla rete fognaria: Torre del Greco, Castellammare, Pompei, Scafati, Torre Annunziata.





    In quattro anni di indagini, il pm Antonella Lauri della Procura di Torre Annunziata ha raccolto tanti documenti per accertare le responsabilità di ben 10 comuni.per l' inquinamento del Sarno per i ritardi accumulati dai vari enti locali nella realizzazione e nel collettamento delle reti fognarie cittadine.

    L' indagine iniziò nel 2011 con il comandante della capitaneria di porto di Torre Annunziata. Claudia Di Lucca, proprio su delega del pm Antonella Lauri.e riguadò ben 10 comuni: Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase, Boscoreale, Boscotrecase, Gragnano, Portici, Scafati e Pompei







    Bisognava controllare con dei sopralluoghi se i comuni avevano realizzato gli impianti fognari e se avessero effettuato l' allacciamento al collettore madre. Nel 2013 la delega dell' inchiesta passò da Torre Annunziata a Castellammare, alla capitaneria di porto guidata dal comandante Savino Ricco che ha concentrato la sua attenzione sull’inquinamento del fiume Sarno che raccoglie materiali inquinanti per 24 chilomentri e li porta al mare.

    La fonte di inquinamento più grave viene dagli scarichi fognari di diversi Comuni che, attraverso affluenti, canali e semplici corsi d’acqua che poi vi confluiscono, facendo in modo che il fiume scarichi poi nel mare tutti i veleni accumulati rendendo non balneabili tutte le spiagge confinanti con la foce del Sarno o vicine.

    Questi scarichi si sarebbero dovuti deviare ad esempio con il collettore di Gragnano, ma anche a Torre Annunziata i lavori iniziarono solo nel 2012 riuscendo a collegare 20 dei 31 scarichi fognari che finivano in mare, mentre a Castellammare sono iniziati nel 2014 e non sono stati completati.

    Il 2015 era stato indicato dall' Unione Europea come l' anno del recupero del Sarno, un recupero che è ancora lontano a venire.

    Potrebbero scattare ora i primi avvisi di garanzia per tutti i ritardatari.

    Ricordiamo che vi sono comuni come Torre del Greco che dovevano collegare la rete fognaria al collettore di Napoli Est mentre ancora oggi vanno scaricati direttamente in mare e dovrebbero arrivare i primi avvisi di garanzia ai responsabili dei ritardi.

    L’inquinamento del golfo, però, non deriva solamente dai veleni del Sarno. Ci sono comuni, infatti, che non hanno una rete fognaria adeguata e i cui scarichi finiscono direttamente in mare, mentre le opere previste dovrebbero collegarli al collettore di Napoli est. E’ il caso di Torre del Greco e Portici, e anche in questo caso ovviamente gli effetti sono devastanti per l’intero golfo. Un vero e proprio disastro ambientale che ha dei responsabili, perché i ritardi accumulati per la realizzazione di questi lavori ha contribuito in maniera determinante al perdurare dell’inquinamento del golfo.

    Anche a Scafati il Fiume Sarno è meno inquinato di un tempo ma sono pericolose anche le esondazioni.

    Si sta conducendo un lavoro di biomonitoraggio della fauna del fiume Sarno, analizzando esemplari di trote del Rio Palazzo, rane di tutto il Bacino Idrografico e sanguisughe delle tre sorgenti del Sarno e dalle analisi eseguite presso la Federico II, si evincono alcuni casi di malformazioni atipiche e dei danni al dna, ma ciò non permette di trovare un rapporto di causa effetto tra Sarno e tumori ma sarebbe necessario uno studio epidemiologico molto complesso.

    Secondo Carmine Ferrara oggi il Sarno è meno inquinato rispetto agli anni scorsi, perchè la crisi economica ha avuto come conseguenza anche l’abbandono di molte colture agricole, di un comparto che inquina al 30%

    L' inquinamento a Scafati avviene soprattutto in seguito agli allagamenti, conseguenti alle esondazioni coi fanghi che si depositano, seccano e formano polveri a volte pericolose che possono essere respirate. che il vento veicola nei nostri apparati respiratori. Per quanto riguarda la biodisponibilità nei prodotti agricoli il discorso è complesso – continua ancora Ferrara – è rarissimo che i prodotti agricoli coltivati nelle vicinanze del fiume siano pericolosi, perché quasi mai i veleni diventano biodisponibili, cioè attraverso meccanismi complicati, entrano nel nostro metabolismo.

    A Scafati non sono ancora partiti i lavori per la realizzazione del sistema fognario ma in altri Comuni è iniziata una depurazione minimale delle acque reflue e tutti i depuratori sono completati e funzionanti.

    12/07/2014 Fiume Sarno, il fiume più inquinato, con un depuratore funzionante solo per 200mila abitanti anzichè 500mila

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