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  • 18/09/2015 Iniziano i lavori per i nuovi depuratori a Torre del Greco con Più Europa. Tutto sui depuratori

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    Tieniti infiormato su SALVIAMO IL NOSTRO MARE

    Come annunciato da SALVIAMO IL NOSTRO MARE, iniziano finalmente i lavori per i nuovi depuratori a Torre del Greco con inizio dei lavori a ridosso del porto. per poi proseguire per corso Garibaldi fino a San Giuseppe e poi verso foce Sarno dopo il collegamento con il secondo vecchio depuratore di viale Europa.

    Partono dunque i lavori della Gori per la realizzazione del collettore fognario nella zona a ridosso del porto, chiude al transito corso Garibaldi. Svolta nei lavori di riqualificazione dell’arteria che costeggia lo scalo marittimo promossi dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Ciro Borriello, nell’ambito degli interventi legati al programma “Più Europa”.





    A partire dal giorno 20 settembre, per tutta la durata dei lavori, si dispone il seguente dispositivo di traffico: chiusura al transito veicolare di corso Garibaldi, eccetto residenti; senso unico di marcia direzione Torre Annunziata-Napoli del tratto compreso tra via Spiaggia del fronte, altezza incrocio di largo Fontana, e via Calastro fino al ponte delle Ferrovie dello Stato”.

    Si tratta dell’avvio delle opere più importanti e qualificanti legate all’intervento che sta interessando corso Garibaldi. In questo modo si darà una decisa accelerata a un’opera destinata a cambiare il volto dell’intera zona posta a ridosso della zona portuale,

    L' intervento realizzato dalla Gori rappresenta il primo passo per la realizzazione del collettore che sarà realizzato via mare per portare le acque reflue a foce Sarno. QUI DI SEGUITO UN PRO-MEMORIA RIGUARDANTE I DEPURATORI A TORRE DEL GRECO







    13/09/2015 Si riprende a parlare dei depuratori a Torre del Greco

    Ha preso forma il progetto di depurazione delle acque reflue a Torre del Greco, con le ultime modifiche apportate al progetto. con la nuova conferenza dei servizi di aprile per la realizzazione dei collegamenti cittadini all’impianto di Foce Sarno attraverso una condotta via mare dopo che tutti gli attori seduti attorno al tavolo hanno portato le loro osservazioni al progetto preliminare, dando così avvio alla fase che porterà alla discussione sul progetto definitivo. A breve dovranno essere presentate le ultime modifiche al progetto, così come venuto fuori nel corso dell’incontro, in maniera da poter passare alle fasi successive, propedeutiche alla messa al bando.

    Il Fiume Sarno è il fiume più inquinato, con un depuratore funzionante solo per 200mila abitanti anzichè 500mila
    Anche Torre del Greco dovrà collegarsi dunque al depuratore di foce Sarno, ma anche qui serve il collettore di cui devono ancora essere iniziati i lavori.

    Tutte le acque reflue del territorio di Torre del Greco saranno collegate all’impianto di Foce Sarno attraverso una condotta via mare, secondo quanto stabilito in Regione. Nell' ultima assemblea del 10/09/2015 al comune si è cercato di sollecitare soprattutto l' inizio dei lavori ai nuovi depuratori ma ci è stato riferito che dipende tutto dalla Gori. Gli attivisti hanno insistito e sembra che la settimana entrante il comune si incontrerà con la Gori in forma privata. Gli attivisti non sono riusciti a contattare ancora tutti i dirigenti del demanio marittimo per capire come si può intervenire nelle sollecitazioni alla Gori..

    I lavori dovranno iniziare dal porto per proseguire per corso Garibaldi ed arrivare poi a San Giuseppe alle Paludi. Si procederà poi sempre via mare fino a foce Sarno.

    E' assolutamente necessario che gli attivisti si organizzino per fare in modo che si realizzino i nuovi depuratori senza dimenticare tutte le altre emergenze riguardanti mare e spiagge.

    Alcune note sul fiume Sarno

    Il Sarno è un fiume della Campania LUNGO appena 24 km ma con un bacino notevolmente esteso di circa 500 km².

    Grazie anche ai torrenti Cavaiola e Solofrana il Sarno è il fiume più inquinato d'Europa.

    ed interessa le province di Salerno, Napoli e Avellino. Dal punto di vista politico-amministrativo il bacino si compone di 39 Comuni, di cui 18 appartengono alla Provincia di Salerno, 17 a quella di Napoli e 4 a quella di Avellino.

    Con Legge Regionale 29 dicembre 2005 n. 24, è stato istituito l'Ente Parco regionale Bacino Idrografico del fiume Sarno, che abbraccia il territorio dei Comuni di Sarno, San Valentino Torio, San Marzano sul Sarno, Angri, Scafati, Nocera Inferiore, appartenenti alla Provincia di Salerno, e dei Comuni di Striano, Poggiomarino, Pompei, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, appartenenti alla Provincia di Napoli.

    Il fiume era alimentato da numerose sorgenti ma dalla metà del secolo scorso le maggiori sorgenti furono utilizzate dall'Acquedotto Campano.

    Per fronteggiare vari problemi, parallelamente al fiume furono costruiti due alvei artificiali: il "rio Mannara" (o "Controfosso sinistro") e il "Canale Piccolo Sarno" a cui va aggiunto il "Controfosso Destro" dell'Alveo Nocerino, che per diminuire la portata del predetto corso d'acqua, sottopassa a sifone l'alveo principale, per confluire nel Controfosso Sinistro, il quale raccoglie anche la modestissima portata di un altro corso d'acqua naturale, il fiumicello di "Acquaviva", che un tempo raggiungeva direttamente il Sarno.

    Poichè la valle degrada verso il mare con pendenza bassissima, il fiume Sarno accumula sedimenti rendendo necessaria la rimozione continua per evitare le esondazioni.

    15/04/2015 Prende forma il progetto di depurazione delle acque reflue a Torre del Greco. Fra 20 giorni le modifiche



    Nuova conferenza dei servizi prima dell’avvio dei lavori.

    Prende forma il progetto di depurazione delle acque reflue dopo una nuova riunione della conferenza dei servizi per la realizzazione dei collegamenti cittadini all’impianto di Foce Sarno attraverso una condotta via mare dopo che tutti gli attori seduti attorno al tavolo hanno portato le loro osservazioni al progetto preliminare, dando così avvio alla fase che porterà alla discussione sul progetto definitivo.

    “Entro una ventina di giorni – afferma l’assessore ai Lavori pubblici, Luigi Mele, che nell’occasione ha rappresentato l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Ciro Borriello – l’ente fornirà le opportune modifiche al progetto, così come venuto fuori nel corso dell’incontro, in maniera da poter passare alle fasi successive, propedeutiche alla messa al bando”.

    Alla conferenza dei servizi, utile a favorire la definitiva sostituzione degli impianti di San Giuseppe alle Paludi e villa Inglese, hanno preso parte i rappresentanti di Regione, Gori, Ente d’ambito, Procura di Torre Annunziata e Comune di Torre del Greco.

    Per il progetto sono stati stanziati dalla regione 35 milioni di euro,per un intervento programmato che opta per la soluzione via mare a mezzo di due condotte sottomarine posate sul fondo marino ed adeguatamente protette soluzione che ha inoltre il vantaggio di essere di più celere esecuzione e minimizza la prevalenza geodetica di sollevamento dei reflui con i conseguenti benefici in termini di consumi energetici.

    Relativamente al tracciato da villa Inglese al recapito di Torre Annunziata, è stato individuato un percorso che per una parte ricalca quello all’epoca previsto dalla ipotesi commissariale, per altra viene realizzato in microtunneling per ridurre complessivamente i salti di quota da superare, prevedendo un unico impianto di sollevamento.

    Come affermato dall' assessore Mele, per creare il minor impatto possibile sulla intera viabilità cittadina e al contempo capace di portare finalmente all’eliminazione della problematica legata allo smaltimento delle acque reflue, è stata evidenziata la necessità di riconvertire i due impianti di depurazione di San Giuseppe alle Paludi e Villa Inglese, dove c’è la volontà di realizzare altrettante aree a verde attrezzato.

    04/03/2015 Depurazione delle acque, conferenza dei servizi per il programma definitivo via mare

    Tutte le acque reflue del territorio di Torre del Greco saranno collegate all’impianto di Foce Sarno attraverso una condotta via mare, secondo quanto stabilito in Regione ed ora si avvieranno gli interventi che serviranno a sostituire gli impianti di San Giuseppe alle Paludi e villa Inglese, facendo ritornare le stesse aree a disposizione dell’ente che punta a farne altrettanti parchi pubblici.

    All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di Regione, Gori, Ente d’ambito, Procura di Torre Annunziata e Comune di Torre del Greco ed è stato possibile delineare le strategie che saranno alla base del progetto definitivo in fase di stesura utile a impegnare i 35 milioni di euro finanziati da palazzo Santa Lucia per l’intero intervento.

    Si è optato “per la soluzione via mare a mezzo di due condotte sottomarine posate sul fondo marino ed adeguatamente protette, soluzione che ha il vantaggio di essere di più celere esecuzione e minimizza la prevalenza geodetica di sollevamento dei reflui con i conseguenti benefici in termini di consumi energetici.

    Per il depuratore di villa Inglese è stato individuato un percorso che per una parte ricalca quello all’epoca previsto dalla ipotesi commissariale, per altra viene realizzato in microtunneling per ridurre complessivamente i salti di quota da superare, prevedendo un unico impianto di sollevamento

    Sarebbe questa la soluzione fortemente voluta dal sindaco, in quanto permette di evitare lavori lungo via Nazionale, fermo restando che il recupero dei due depuratori non permetteva la risposta tecnica inizialmente avanzata dall’amministrazione. Un'’opera fondamentale per il territorio e in particolare per il litorale, con un impatto urbanistico pari a zero

    23/08/2015 Fiume Sarno, il fiume più inquinato d' Europa, con un depuratore funzionante parzialmente per mancanza di collegamenti

    Il paradosso di un depuratore funzionante a cui non arrivano i liquami da depurare dopo che da tre mesi è in atto un piccolo miracolo: l'impianto di depurazione è stato trasformato da chimicofisico a biologico, e riesce a immettere in mare acqua pulita, nel pieno rispetto dei parametri europei. Solo che viene utilizzato per i 2/5 della sua capacità, se fogne e collettori ci versassero i lori liquami ma . mancano tubature e allacciamenti per cui tanti comuni continuano a scaricare nel Sarno e nei fiumicelli maleodoranti che sfociano nel litorale vesuviano, anzichè dirigerli al depuratore.

    Ritardo nei lavori, compresi quelli che dovevano essere iniziati nel 2009 e che non sono mai partiti. Le indagini riguardano vari comuni per i ritardi nei lavori alla rete fognaria: Torre del Greco, Castellammare, Pompei, Scafati, Torre Annunziata.

    In quattro anni di indagini, il pm Antonella Lauri della Procura di Torre Annunziata ha raccolto tanti documenti per accertare le responsabilità di ben 10 comuni.per l' inquinamento del Sarno per i ritardi accumulati dai vari enti locali nella realizzazione e nel collettamento delle reti fognarie cittadine.

    L' indagine iniziò nel 2011 con il comandante della capitaneria di porto di Torre Annunziata. Claudia Di Lucca, proprio su delega del pm Antonella Lauri.e riguadò ben 10 comuni: Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase, Boscoreale, Boscotrecase, Gragnano, Portici, Scafati e Pompei

    Bisognava controllare con dei sopralluoghi se i comuni avevano realizzato gli impianti fognari e se avessero effettuato l' allacciamento al collettore madre. Nel 2013 la delega dell' inchiesta passò da Torre Annunziata a Castellammare, alla capitaneria di porto guidata dal comandante Savino Ricco che ha concentrato la sua attenzione sull’inquinamento del fiume Sarno che raccoglie materiali inquinanti per 24 chilomentri e li porta al mare.

    La fonte di inquinamento più grave viene dagli scarichi fognari di diversi Comuni che, attraverso affluenti, canali e semplici corsi d’acqua che poi vi confluiscono, facendo in modo che il fiume scarichi poi nel mare tutti i veleni accumulati rendendo non balneabili tutte le spiagge confinanti con la foce del Sarno o vicine.

    Questi scarichi si sarebbero dovuti deviare ad esempio con il collettore di Gragnano, ma anche a Torre Annunziata i lavori iniziarono solo nel 2012 riuscendo a collegare 20 dei 31 scarichi fognari che finivano in mare, mentre a Castellammare sono iniziati nel 2014 e non sono stati completati.

    Il 2015 era stato indicato dall' Unione Europea come l' anno del recupero del Sarno, un recupero che è ancora lontano a venire.

    Potrebbero scattare ora i primi avvisi di garanzia per tutti i ritardatari.

    Ricordiamo che vi sono comuni come Torre del Greco che dovevano collegare la rete fognaria al collettore di Napoli Est mentre ancora oggi vanno scaricati direttamente in mare e dovrebbero arrivare i primi avvisi di garanzia ai responsabili dei ritardi.

    L’inquinamento del golfo, però, non deriva solamente dai veleni del Sarno. Ci sono comuni, infatti, che non hanno una rete fognaria adeguata e i cui scarichi finiscono direttamente in mare, mentre le opere previste dovrebbero collegarli al collettore di Napoli est. E’ il caso di Torre del Greco e Portici, e anche in questo caso ovviamente gli effetti sono devastanti per l’intero golfo. Un vero e proprio disastro ambientale che ha dei responsabili, perché i ritardi accumulati per la realizzazione di questi lavori ha contribuito in maniera determinante al perdurare dell’inquinamento del golfo.

    Anche a Scafati il Fiume Sarno è meno inquinato di un tempo ma sono pericolose anche le esondazioni.

    Si sta conducendo un lavoro di biomonitoraggio della fauna del fiume Sarno, analizzando esemplari di trote del Rio Palazzo, rane di tutto il Bacino Idrografico e sanguisughe delle tre sorgenti del Sarno e dalle analisi eseguite presso la Federico II, si evincono alcuni casi di malformazioni atipiche e dei danni al dna, ma ciò non permette di trovare un rapporto di causa effetto tra Sarno e tumori ma sarebbe necessario uno studio epidemiologico molto complesso.

    Secondo Carmine Ferrara oggi il Sarno è meno inquinato rispetto agli anni scorsi, perchè la crisi economica ha avuto come conseguenza anche l’abbandono di molte colture agricole, di un comparto che inquina al 30%

    L' inquinamento a Scafati avviene soprattutto in seguito agli allagamenti, conseguenti alle esondazioni coi fanghi che si depositano, seccano e formano polveri a volte pericolose che possono essere respirate. che il vento veicola nei nostri apparati respiratori. Per quanto riguarda la biodisponibilità nei prodotti agricoli il discorso è complesso – continua ancora Ferrara – è rarissimo che i prodotti agricoli coltivati nelle vicinanze del fiume siano pericolosi, perché quasi mai i veleni diventano biodisponibili, cioè attraverso meccanismi complicati, entrano nel nostro metabolismo.

    A Scafati non sono ancora partiti i lavori per la realizzazione del sistema fognario ma in altri Comuni è iniziata una depurazione minimale delle acque reflue e tutti i depuratori sono completati e funzionanti.

    18/08/2014 Si parla di nuovo dei depuratori

    Gli impianti di via San Giuseppe alle Paludi (zona centrale della città) e di Viale Europa (nella periferia ovest del comune torrese) torneranno presto in attività come da decisione dell' amministrazione comunale di Torre del Greco che vuole organizzare la riattivazione degli impianti di depurazione che da tempo hanno smesso di funzionare.

    E questo per poter risolvere il problema della balneabilità essendo il mare in condizioni pessime, nonostante il via libera alla balneahilità da parte dell'Arpac dopo 10 anni ma ogni giorno compaiono scie di schiuma e sporcizia su tutta la litoranea.

    Si spera che, con il ripristino dei due impianti costruiti e da anni fuori funzione, si possa favorire la balneabilità.

    Ed ecco che nella zona di San Giuseppe alle Paludi l'iniziativa appena annunciata ha scatenato una vera e propria rivolta nel quartiere di San Giuseppe che si oppongono al via libera al depuratore e chiedono, invece, di trasformare la zona interessata in un parco.

    Ma i depuratori saranno ad altissima tecnologia e saranno silenziosi in modo da evitare i tanti disagi legati al loro funzionamento.

    I depuratori saranno inoltre interrati in modo da poter rivalutare l' intera zona trasformandola in parco pubblico.

    L' installazione dei nuovi depuratori che sostituiranno quelli vecchi che hanno funzionato a singhiozzo nel breve periodo di attività, sversando i reflui fognari direttamente in mare tramite condotte sottomarine ad altissima tecnologia.

    L'ultimo sopralluogo fu fatto nel maggio 2013 quando la III Commissione consiliare speciale per il controllodelle bonifiche ambientali e i siti di smaltimento rifiuti ed ecomafie visitarono gli impianti di depurazione e misero in luce le problematiche relative ai due depuratori della città per deciderne l'immediata dismissione.
    Mancava infatti il collettore comprensoriale che con una spesa di 35 milioni di euro collegava con quello di foce Sarno. Al sopralluogo parteciparono anche il vicesindaco Lorenzo Porzio, il direttore generale della Cori Francesco Rodriguez e l'allora presidente della comissione regionale Antonio Amato, oltre ai tecnici dell'Arpac che espressero parere negativo circa il funzionamento dei depuratori già esistenti.

    Sembra proprio che, fra le quattro proposte per la costruzione del depuratore a Torre del Greco, il comune si stia organizzando per avviare la più semplice, quella che prevede il rafforzamento del depuratore giù a San Giuseppe alle Paludi.

    Immediata la reazione degli abitanti del posto che vogliono protestare e denunciare ma al tempo stesso vogliono proporre una soluzione per trasformare definitivamente una zona così degradata: la realizzazione di un parco urbano sul mare al posto di quell'orrendo impianto, porterebbe a frequentare la zona anche i non residenti a vantaggio della riqualificazione dell'intero quartiere ed automaticamente aumenterebbe il senso civico dei residenti che adesso lascia molto a desiderare.

    11/08/2014 Viene confermato che il programma depuratore riguarda tutti e due i depuratori

    Viene confermato che il programma depuratore riguarda tutti e due i depuratori, quello di San Giuseppe alle Paludi e quello di viale Europa, e per entrambi assicurano che sarà utilizzata una moderna tecnologia efficiente e silenziosa.

    L' ipotesi prevista è proprio quella di realizzare un depuratore interrato di nuova tecnologia in modo da poter sfruttare l' area sovrastante come parco pubblico

    26/07/2014 IPOTESI DEPURATORE A TORRE DEL GRECO

    Sembra proprio che, fra le quattro proposte per la costruzione del depuratore a Torre del Greco, il comune si stia organizzando per avviare la più semplice, quella che prevede il rafforzamento del depuratore giù a San Giuseppe alle Paludi.

    Immediata la reazione degli abitanti del posto che vogliono protestare e denunciare ma al tempo stesso vogliono proporre una soluzione per trasformare definitivamente una zona così degradata: la realizzazione di un parco urbano sul mare al posto di quell'orrendo impianto, porterebbe a frequentare la zona anche i non residenti a vantaggio della riqualificazione dell'intero quartiere ed automaticamente aumenterebbe il senso civico dei residenti che adesso lascia molto a desiderare.

    26/07/2014 I lavori sul depuratore dovrebbero essere decisi dalla regione

    I lavori sul depuratore dovrebbero essere decisi dalla regione e non dal comune e come dal verbale della Commissione Consiliare Speciale per il controllo delle bonifiche ambientali e i siti di smaltimento rifiuti ed ecomafie, riutilizzo dei beni confiscati del 10 luglio 2013, vi sono quattro ipotesi di cui una prevede il rifacimento dei depuratori esistenti e tre prevedono l' allaccio al depuratore del Sarno.

    La ristrutturazione dei depuratori esistenti costerebbe 20 milioni ma prevederebbe il trasporto con camion dei liquami nella zona di San Giuseppe alle Paludi.

    Vi sarebbe poi la possibilità di passare con un tubo per la litoranea e villa Inglese, collegandosi al gallerione di Torre Annunziata, con un costo di 30 milioni.

    Si potrebbe con un tubo attraversare tutta la città in modo rettilineo ma scavando ovunque si correrebbe il rischio di far crollare qualche palazzo.

    Collegamento passando per via Nazionale al gallerione di Torre Annunziata, che rappresenterebbe la soluzione più probabile e più costosa, fino a 35 milioni.

    Come riportato nel verbale della commissione consiliare, la somma stanziata dalla regione Campania è stata utilizzata per l' emergenza rifiuti. Come fu chiarito nell' assemblea di fine 2012, i fondi furono utilizzati e mai più integrati perchè, a differenza dei comuni vicini di Ercolano e Torre Annunziata, Torre del Greco è sempre stata trascurata perchè risultavano disponibili dei depuratori (anche se non funzionanti)

    12/07/2014 Fiume Sarno, il fiume più inquinato, con un depuratore funzionante solo per 200mila abitanti anzichè 500mila



    Il paradosso di un depuratore funzionante a cui non arrivano i liquami da depurare dopo che da tre mesi è in atto un piccolo miracolo: l'impianto di depurazione è stato trasformato da chimicofisico a biologico, e riesce a immettere in mare acqua pulita, nel pieno rispetto dei parametri europei. Solo che viene utilizzato per i 2/5 della sua capacità, se fogne e collettori ci versassero i lori liquami ma mancano tubature e allacciamenti per cui tanti comuni continuano a scaricare nel Sarno e nei fiumicelli maleodoranti che sfociano nel litorale vesuviano, anzichè dirigerli al depuratore.

    L' iimpianto di Castellammare di Stabia è stato progettato nel 1973 dopo il colera ma, come tutto il sistema di pulizia del Sarno e come gli impianti di Sant'Antonio Abate, sono destinati a ripulire anche le fogne di Scafati e Pompei, che nel frattempo, non avendo rete fognarie e collettori, continuano a riversare nel Sarno liquami di ogni genere. L' impianto di medio Sarno tratta attuaslmente solo 200 litri al secondo, rispetto ai 700 potenziali.

    Stesso paradosso a Castellammare, il più grande depuratore a norma attivo in Campania. Secondo . il direttore dell'impianto, Mauro Pasquariello, della società lombarda Termomeccanica Ecologia: ? "Serviamo ad oggi? ? l'80 per cento del territorio di Castellammare, la metà di Torre Annunziata, e alcune zone di Santa Maria la Carità, Boscotrecase e Trecase, per circa 200 mila abitanti. Si aspettano gli altri.

    Gli altri liquami sarebbero quelli dei comuni dei monti Lattari, come Gragnano, Lettere, Pimonte e Casola di Napoli, che sversano nei torrenti Vernotico e San Marco, col risultato di inquinare fortemente l'arenile di Castellammare, che ha l' impianto, le fogne, collettori quasi al completo, ma si ritrova un litorale sporco perché non è stato realizzato il collettore di Gragnano.

    Anche Torre del Greco dovrà collegarsi al depuratore di foce Sarno, ma anche qui serve il collettore di cui devono ancora essere iniziati i lavori.

    Si parla di una riduzione degli sversamenti abusivi nel Sarno del 30 per cento circa ma si pensa che in realtà ciò sia dovuto alla crisi economica degli ultimi anni

    La speranza è che intervenga la pretura con un' indagine a tappeto per spingere i responsabili a portare a termine i lavori.

    31/03/2014 Fiume Sarno, entra in funzione il depuratore biologico alla foce

    Sei mesi di "rodaggio", poi il depuratore biologico alla foce del Sarno dovrebbe garantire la portata massima sempre che tutti i comuni facciano gli allacciamenti.

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