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  • 19/06/2016 La balneabilità a Torre del Greco. Definizioni e precisazioni dell' ARPAC

    Ricerca personalizzata






    L' Arpac ha provveduto a rifare tutta una serie di test dopo le analisi routinarie del 23 maggio 2016.



    I nuovi dati del 30 maggio riguardano sia i prelievi di emergenza per la ricerca di idrocarburi, tensioattivi, microbiologia, fitoplancton, sia i prelievi a distanza crescente su ambedue i lati rispetto al punto della rete per definire i limiti del tratto interessato dall' eventuale inquinamento.



    Tutti i dati appena pubblicati sono positivi e riabilitano anche la zona Cimitero, dal Porto di Torre del Greco a II vico San Vito, una zona di ben 2 chilometri, risultando balneabili tutte e sette le zone di Torre del Greco.

    Con le analisi del 23 maggio sono scomparse anche le complicazioni riguardanti la zona di S. Maria La Bruna da Via Gurgo a Scogli di Prota.

    Salvo casi particolari, tutte le zone di Torre del Greco riceveranno un solo prelievo routinario e a breve dovrebbero ricevere anche l' assegnazione del colore.

    RISPOSTE ARPAC SULL' ESCHERICHIA COLI

    Si riporta una nota Arpac riguardante la presenza di Escherichia Coli:

    Quali sono gli effetti e i rischi della balneazione in acque con Escherichia Coli?

    "Gli Enterococchi intestinali sono batteri che fanno parte della flora microbica intestinale umana e animale.

    La loro presenza è indice di contaminazione fecale.

    Anche gli Escherichia coli, che fanno parte del più ampio gruppo dei Coliformi fecali, sono dei batteri che vivono nell’intestino di uccelli e mammiferi, incluso l’uomo.

    Il ritrovamento di questi batteri in acqua segnala sicuramente la presenza di inquinamento fecale di provenienza ad esempio da scarichi fognari, da allevamenti di animali".

    Ogni quanto vengono effettuati i campionamenti, di ruotine? E perché, in alcuni casi, sono stati fatti delle seconde analisi a distanza di poche ore dalla prima?

    «Nel periodo compreso tra il 1 aprile e il 30 settembre di ciascun anno, vengono effettuati campionamenti in ciascuna area di balneazione, con frequenza mensile. Sono le analisi routinarie effettuate sempre nello stesso punto.

    In caso di inquinamento, dopo il primo superamento dei limiti scatta immediatamente l’ordinanza del sindaco per il divieto temporaneo su tutta l’area.

    In questi casi il sindaco può chiedere ad Arpac di effettuare un ulteriore campionamento con delle analisi aggiuntive supplementari,in punti studio in corrispondenza di potenziali fonti di inquinamento, analisi di delimitazione con spostamento a sinistra e a destra per individuare la zona interessata all' inquinamento, analisi di emergenza quando l' Arpac o altri enti ritengono necessario ricercare idrocarburi, tensioattivi, microbiologia, fitoplancton.

    In caso di esito positivo dei risultati delle analisi del nuovo campionamento il divieto di balneazione può essere revocato».

    Come avviene l’analisi?

    «I campioni di acqua prelevata vengono posti in coltura microbiologica.

    Le analisi hanno una durata, stabilita dalla legge, di 48 ore e solo trascorso questo tempo l’esito può essere validato.

    Tuttavia quando il superamento è già evidente a 24 ore dall'inizio delle analisi, viene comunque comunicato al Sindaco del Comune interessato per l’adozione dei provvedimenti».

    Definizionio di balneabilità

  • Mare sporco o scarichi sospetti nel lago? Segnalalo a SOS Goletta
  • Arpac Balneabilità

    Mare balneabile non vuol dire mare pulito. Per la balneabilità, secondo le norme europee, l' Arpac analizza solo due parametri batteriologici, gli Enterococchi intestimali e l' Escherichia coli più specifici come indicatori di contaminazione fecale, rispetto agli 11 parametri ricercati secondo il DPR 470/82 (coliformi totali, coliformi fecali, streptococchi fecali, salmonella, enterovirus, PH fenoli, oli minerali, ossigeno disciolto, colorazione e trasparenza), secondo una normativa europea del 2010 che ha anche portato i valori limite da 100 a 200 per gli gli Enterococchi intestimali e da 100 a 500 per l' Escherichia coli.

    L' acqua viene considerata balneabile se i due parametri batteriologici risultano inferiori ai valori di 200 e 500 rispettivamente, senza tener conto di altri parametri o della sporcizia che vi è nell' acqua.

    Il ministero dell' ambiente utilizza gli stessi parametri e gli stessi valori dell' Arpac ma pubblica i dati solo secondo le ordinanze dei comuni per cui vi possono essere discordanze.

    Anche Legambiente con la Goletta Verde utilizza gli stessi parametri della normativa europea.




  • L' ARPAC HA INIZIATO A PUBBLICARE I DATI PER I SOLI DUE PARAMETRI DA CONTROLLARE: Enterococchi intestimali ed Escherichia coli a partire da quelli di aprile 2015 e poi a seguire quelli dei mesi successivi fino a settembre.

    Questo perchè è stato ritenuto che la valutazione della qualità delle acque possa essere effettuata solo su due parametri batteriologici (escherechia coli ed enterococchi intestinali, più specifici come indicatori di contaminazione fecale) rispetto agli 11 parametri ricercati secondo il DPR 470/82 (coliformi totali, coliformi fecali, streptococchi fecali, salmonella, enterovirus, PH fenoli, oli minerali, ossigeno disciolto, colorazione e trasparenza).

    La classificazione della qualità delle acque di balneazione, ottenuta dalla elaborazione statistica dei dati relativi alle ultime quattro stagioni balneari, permette di attribuire ad ogni "acqua adibita alla balneazione" una classe di qualità: "scarsa", "sufficiente", "buona" o "eccellente". A queste catalogazioni corrispondono rispettivamente i colori rosso-giallo-verde-blù.

    Esiste  una quinta categoria denominata "Nuova classificazione" che comprende  circa 26 km di costa,  per le quali non è stato ancora raggiunto il set di dati minimo necessario all'attribuzione della classe di qualità comprendente almeno 16 campioni. Per queste  acque saranno istituiti controlli con frequenza maggiore e sono previsti eventuali campionamenti aggiuntivi di studio in corrispondenza di zone ritenute a potenziale rischio di inquinamento.
     

    Balneabilità per la stagione balneare 2016 come da nuova norma stabilita con la delibera regionale n.863 del 29.12.2015

    La balneabilità delle zone costiere per la stagione balneare 2016 è stata definita ai sensi della nuova norma, con la delibera regionale n.863 del 29.12.2015 (pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 2 del 11/01/2016), sulla base dei controlli eseguiti da ARPAC dal 1° aprile al 30 settembre delle ultime quattro stagioni balneari (2012-2013-2014-2015).

    Il giudizio di idoneità di inizio stagione balneare, espresso in delibera, deriva dall'analis statistica degli ultimi quattro anni di montoraggio in base agli esiti esiti analitici di solo 2 parametri batteriologici: Escherichia coli ed Enterococchi intestinali. Tali parametri sono stati considerati dall'organizzazione Mondiale della Sanità indicatori di contaminazione fecale più specifici rispetto a quelli (Coliformi totali, Coliformi fecali, Streptococchi fecali, Salmonella, Enterovirus, pH, fenoli, tensioattivi, oli minerali, ossigeno disciolto, colorazione e trasparenza) ricercati con la vecchia normativa, il DPR 470/82.

    Le acque di balneazione sono state così classificate secondo le classi di qualità previste dalla norma: Scarsa, Sufficiente, Buona, Eccellente e riportate in forma tabellare negli allegati della suddetta delibera regionale. Relativamente alla classe in cui ricade ogni acqua sono previste diverse modalità di gestione e monitoraggio e l'eventuale adozione di misure di risanamento mirate alla tutela della salute dei bagnanti. Le acque "non idonee alla Balneazione", ad inizio stagione balneare 2015, sono quelle che risultano di qualità "scarsa". Per ciascuna acqua di balneazione classificata «SCARSA», ai sensi del D.lgs 116/08, le Amministrazioni comunali dovranno adottare, ad apertura della stagione balneare, le seguenti misure:

    adeguate misure di gestione, inclusi il divieto di balneazione, per impedire l'esposizione dei bagnanti all'inquinamento; individuazione delle cause e delle ragioni del mancato raggiungimento dello status qualitativo «sufficiente»; adeguate misure per impedire, ridurre o eliminare le cause di inquinamento; garantire l'informazione al pubblico.

     

    Alcuni articoli sulla balneabilità

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