TuttoTrading.it




Questo sito
  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.2020
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Collezioni
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO


    INFO
  • Acqua
  • Aliment.
  • Ambiente
  • Automot.
  • Balneab.
  • Banche
  • Bookcr.
  • Buttol
  • Case
  • Acqua
  • Colorare
  • Decoro
  • Urbano
  • Decresc.
  • dividendi
  • Donne
  • Economia
  • Economia
  • Circol.
  • Energia
  • En.rinnov.
  • Famiglia
  • Finanza
  • Foto
  • Giardini
  • Giornata
  • Memoria
  • Grandi
  • Temi
  • Inquinam.
  • M'illumino
  • di meno
  • M5S TDG
  • Ora solare
  • Legale
  • Peso
  • Rifiuti
  • Pishing
  • Politica
  • PoP
  • Raccolta
  • Bottiglie
  • Olio
  • Esausto
  • Rassegna
  • Riciclo
  • Rifiuti
  • R.affetto
  • R.zero
  • Rivoluzione
  • verde
  • Salviamo
  • Mare
  • Scuole
  • riciclone
  • Shopping
  • Social
  • Street
  • Solidar.
  • Spoofing
  • Storia
  • TDG
  • News
  • TDG
  • Rifiuti
  • Tumori rif.
  • Tutto
  • Droga
  • T.raccolta
  • Differ.
  • T.droga
  • T.scuola
  • Violenza
  • Vuoto
  • a rendere


  • 01/06/2020 Arpac. Inquinamento del SARNO prima e dopo il lockdown. Il Cromo nel Sarno: concentrazioni di cromo ridotte durante il lockdown come tutti gli altri inquinamenti


    Ricerca personalizzata





    Le concentrazioni di cromo totale sono calate in alcuni punti del Sarno e dei suoi affluenti, durante il recente lockdown che ha bloccato parte delle attività produttive.

    E' quanto risulta dai prelievi che Arpac ha svolto lo scorso aprile, i cui risultati sono stati confrontati con quelli di aprile dei tre anni precedenti.

    Sul parametro "cromo totale", che concorre a determinare la classificazione dello stato ecologico dei corsi d'acqua ai sensi del decreto legislativo 172 del 2015, si sono registrati valori sensibilmente inferiori nel 2020 rispetto agli anni precedenti, in particolare in cinque stazioni di monitoraggio (due lungo il basso corso del Sarno, una lungo il Torrente Cavaiola, una lungo il Torrente Solofrana e una lungo l'Alveo Comune).

    La diminuzione più evidente è stata riscontrata dalla stazione di monitoraggio del Torrente Solofrana: qui la media di aprile 2017-2018-2019 è stata di 187 microgrammi per litro, il valore 2020 è di 12,6 microgrammi per litro, 15 volte inferiore.




    Non si sono invece riscontrate diminuzioni significative di altri parametri. L'indice LIMeco, che dipende anche dall'inquinamento proveniente dai reflui civili, non mostra miglioramenti. Non si sono riscontrate variazioni rilevanti delle concentrazioni dei principali inquinanti monitorati nell'ambito della classificazione dello stato chimico dei corsi d'acqua (ad esempio metalli pesanti).

    Le concentrazioni di Escherichia coli, uno dei parametri microbiologici indicatori di contaminazione fecale, sono in alcuni punti aumentate rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti, probabilmente a causa del maggiore apporto delle acque di scarico delle abitazioni.

    L'Agenzia monitora il reticolo idrografico di superficie del Sarno attraverso dodici stazioni di monitoraggio posizionate lungo il corso del fiume e dei suoi affluenti. Un report, che confronta i dati di aprile 2020 con quelli di aprile 2017, 2018 e 2019, è stato pubblicato sul sito web dell'Agenzia all'indirizzo https://www.arpacampania.it/web/guest/340







    «Il report comparativo pubblicato», dichiara il Commissario straordinario Arpac Stefano Sorvino, «fa parte del corposo insieme di analisi e monitoraggi che l'Agenzia ha svolto e sta svolgendo sulle varie matrici per valutare le conseguenze sull'ambiente delle misure di contenimento anti-Covid19.

    Sul fronte della qualità dell'aria nelle città capoluogo, ad esempio, l'Arpa Campania ha già pubblicato diversi documenti che evidenziano gli effetti differenziati del lockdown sui vari inquinanti.

    Anche nel caso dello stato ambientale dei fiumi, l'Agenzia ha riscontrato che le concentrazioni dei vari inquinanti hanno reagito in maniera differenziata alle misure di contenimento della pandemia.

    Siamo di fronte a un'opportunità unica per riflettere sulle connessioni tra attività umane e ambiente, e in questo senso i dati delle reti di monitoraggio Arpac possono offrire spunti di analisi senz'altro utili per le istituzioni e la comunità scientifica».

    Il Dirigente del Servizio Comunicazione

    dott. Pietro Funaro

    26/04/2020 Il Sarno torna pulito grazie al Covid-19

    Il Sarno attraversa l’intero Agro nocerino e parte dell’hinterland vesuviano per appena 24 km ed è  noto per essere il fiume più inquinato d’Europa, insieme ai torrenti Cavaiola e Solofrana.

    L’inquinamento della falda acquifera è dovuta agli scarichi urbani e industriali, provenienti dalle industrie private conciarie e agroalimentari: questo ha comportato un forte degrado del territorio, un aumento di malattie allergiche e di patologie tumorali.





    Con la pandemia da Covid 19 si è avuto il blocco di tutte le attività produttivee le acque sono divenute limpide.

    Ma a maggio, con la ripresa delle attività, ritornerà l' inquinamento.

    01/06/2020 Il Sarno è inquinato per colpa delle industrie: servono assolutamente più controlli

    Il 20 febbraio è andato in onda un servizio sul Sarno per merito della brava giornalista di Tv7, Rosita Rosa.







    Finalmente un risultato concreto di tutte le azioni di denuncia vanificate dalla criminale azione non solo di imprenditori, ma anche e soprattutto di politici e di medici collusi e complici che avevano da sempre negato e continuato a negare sia il danno sanitario sia la sua origine da mancati controlli sulle attività industriali.

    Tv7 ha prodotto l’ennesimo reportage di un disastro ambientale e quindi sanitario apparentemente invincibile ed inevitabile in Campania.

    Ebbene il mostro Covid-19 in un solo mese e mezzo da quel servizio Rai, ha ripulito completamente il Sarno tornando a fare risplendere quel territorio antico e fertile.









    Come abbiamo urlato inascoltati da 50 anni, il danno al fiume Sarno e quindi ai suoi cittadini residenti proveniva pressoché esclusivamente solo dagli scarichi industriali tossici mai controllati delle industrie conciarie a monte.

    Il lockdown obbligato delle attività industriali in un solo mese e mezzo ha fatto quello che nessuna autorità era riuscito a fare: ripulire il fiume, restituirlo alla vita e quindi alla salute dei suoi abitanti.

    I cittadini residenti erano ben chiusi in casa, le fogne e i reflui urbani erano al massimo proprio per il lockdown ma, a conferma indiscutibile che il problema fosse solo e proprio degli scarichi industriali, il fiume era ritornato meravigliosamente limpido e pulito.

    In data 4 maggio 2020 con la ripresa delle attività anche industriali e manifatturiere, sono bastati pochi giorni e il fiume Sarno è ritornato ad essere sporco, melmoso, tossico come prima e sono tornati i roghi tossici con tanti danni provocati dalle aziende che producono e trattano la plastica a Nola, per fare arrestare decine di persone, funzionari e colletti bianchi, per traffico illecito di rifiuti speciali nel Porto di Salerno.

    Questo dimostra che serve una tracciabilità certa e monitorata a monte dei rifiuti speciali ed un controllo continuo.

  • Info Balneabilità
  • Info Salviamo il Nostro Mare
  • Ricerca personalizzata