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  • 29/08/2015 Inquinamento marino nel golfo di Napoli

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    ncomincia con il guardare la puntata di presa diretta

    Salviamo il mare - Presa diretta del 15/03/2015

    Un ambiente si considera inquinato quando venga alterato il normale equilibrio naturale con l' introduzione di sostanze estranee oltre un limite prefissato che, nel caso del mare, diventano parte integrante dell' ambiente in forma diluita o concentrata e/o in sospensione nell' acqua.

    E' necessario un monitoraggio per valutare il livello di inquinamento del mare controllando continuamente una determinata zona per esempio a 30 cm di profondità.





    Le origini dell’inquinamento marino possono essere diverse ma sono quasi sempre generate dall’uomo. Qualche esempio:

    1) Scarichi fognari non adeguatamente depurati: il materiale dovrebbe essere adeguatamente trattato e purificato prima di essere scaricato nel mare

    2) Acque di lavaggio di allevamenti del bestiame ricchi di sostanze eutrofizzanti (ricche di nitrati, fosfati, azoto e zolfo). Il termine eutrofizzazione indica  le fasi successive del processo biologico conseguente a tale arricchimento, cioè l' accrescimento smisurato degli organismi vegetali , conseguente alla presenza di dosi troppo elevate di sostanze nutritive come nitrati, azoto, fosforo o zolfo, provenienti da fonti naturali o prodotte dagli uomini (come i fertilizzanti, alcuni tipi di detersivo, gli scarichi civili o industriali).

    Questo causa la proliferazione di alghe microscopiche che determinano una maggiore attività batterica; aumentabdo anche il consumo globale di ossigeno, e questo può portare alla morte dei pesci.







    Come conseguenza si ha un aumento della biomassa di fitoplancton, sviluppo di specie tossiche di fitoplancton, aumento delle mucillagini gelatinosa, aumento delle piante acquatiche in prossimità dei litorali, aumento della torbidità e del cattivo odore dell'acqua, diminuzione della quantità di ossigeno disciolto nell'acqua,, ecc.

    Per contrastare l'eutrofizzazione sarebbe necessario ridurre gli afflussi di nutrienti ai corpi idrici (riduzione dei fertilizzanti in agricoltura, depurazione degli scarichi civili ed industriali, trattamento delle acque di scolo delle colture tramite agenti sequestranti ed impianti di fitodepurazione).

    Lo stesso riscaldamento globale contribuirà a peggiorare il fenomeno dell'eutrofizzazione in quanto il riscaldamento delle acque superficiali fa diminuire la solubilità dei gas (e quindi anche dell'ossigeno).

    3) Scarichi industriali oltre i limiti, prodotti chimici, quali antiparassitari e fertilizzanti.

    4) Piogge acide

    5) Inquinamento legato ad attività sui fondali marini del tipo attività estrattive o perdite di petrolio.

    6) Smaltimento di rifiuti altamente tossici con rifiuti tossivi versati in mare anche con la nave intera.

    7) Inquinamento da petrolio

    Le prime specie colpite dai disastri ambientali sono quelle più piccoli, alla base della catena alimentare, poi sono seguite le specie di dimensioni via via maggiori che sono state contaminate direttamente o indirettamente dagli animali contaminati.

    Fra le specie coinvolte: pesci, tartarughe marine, squali, delfini e capodogli, tonni, granchi e gamberi, ostriche, menhaden, varie specie di uccelli delle rive, molte specie di uccelli migratori, pellicani.

    La maggior parte dei mari del mondo è inquinata da petrolio con punte elevate nel Mediterraneo per cui si è reso necessario cercare di individuare e monitorare gli sversamenti di idrocarburi, casuali o illegali, nel Mediterraneo ma, nonostante i maggiori controlli, lo scarico illegale di idrocarburi a mare continua a rappresentare una grave minaccia all’ecosistema marino, specie per gli ambienti costieri.

    Per le attività di monitoraggio ambientale si utilizzano i bioindicatori registrando il bioaccumulo nei molluschi distinguendo:

    1) Parametri microbiologici;

    2) Composti organici, quali pesticidi clorurati , idrocarburi, policiclici, aromatici;

    3) Metalli pesanti;

    In Campania è stato riscontrato nelle cozze un accumulo di cadmio alla foce del fiume Sarno e Volturno, (il cadmio provoca numerose patologie), il  monitoraggio di Pozzuoli indica la presenza di mercurio, un metallo tossico già presente nei pesci dei nostri mari in quantità superiore a quelle dei pesci degli oceani.

    Per l' inquinamento di tipo batteriologico fecale sono interessate l'area vesuviana e la riviera domiziana ,da Cuma fino a Castelvolturno.

    I focolai principali di sversamento di acque di scarico sono lo sbocco del fiume Sarno, il tratto costiero di Licola e la foce del Volturno.

    Il fiume Sarno costituisce la principale sorgente che determina lo stato di forte degrado in tutta la fascia da Castellamare di Stabia a Vico Equense.

    Altri apporti di origine fognaria sono presenti nella zona di Portici-Ercolano fino alla periferia orientale di Napoli, anche se la scoperta di scarichi abusivi in queste zone è all' ordine del giorno.

    Lungo il litorale domiziano sono registrati valori altissimi di Colimeria e Streptococchi fecali, con una elevata percentuale di presenza di contaminazione microbica nei prelievi effettuati a 500m dalla riva e addirittura in quelli effettuati a 3000m, segno evidente di una fortissima degradazione che non riesce a diluirsi.

    Nel tratto di Licola vi sono sia lo sbocco del collettore di Cuma sia la foce di Licola che interessano anche le isole del golfo di Napoli: Capri,Ischia e Procida.
  • Arpac monitoraggio balneazione

    I dati del Ministero della Salute spesso differiscono dai dati Arpac come è successo agli inizi del mese di giugno quando secondo il sito del Ministero della Salute risultavano al momento balneabili le zone di Calastro, Mortelle, Torre di Bassano.Diventa ora necessario intervenire con una vera pulizia delle acque, con la costruzione delle condotte sottomarine che convoglieranno le acque reflue nel depuratore di foce Sarno.

  • Ministero della salute - Balneabilità a Torre del Greco:

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