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20/01/2014 Il dividendo non Ŕ come una cedola interessi

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Il dividendo non Ŕ come una cedola interessi pagata dalle obbligazioni anche se questo errore Ŕ riportato anche sui giornali, per cui non Ŕ corretto confrontare il rendimento di un conto deposito o di un Btp con i dividendi azionari.

Ma allora sbagliano quelli che consigliano di investire sui titoli ad alto dividendo? No, perchŔ una societÓ che paga sempre i dividendi e paga alti dividendi Ŕ infatti spesso una societÓ in salute, con buoni utili e in grado di autofinanziarsi. E questo almeno nel breve periodo.

Bisogna sempre cercare di capire da dove derivano i dividendi e giudicare la sua sostenibilitÓ per il futuro. Per esempio i dividendi straordinari derivanti da utili straordinari non ripetibili, sono poco attendibili ma non Ŕ semplice individuare la sostenibilitÓ del dividendo, per questo si guarda spesso alla sola storia passata.







Ma quali sono le societÓ con buona tradizione in termini di dividendi ifra cui Eni, Snam, Terna (per Enel vi Ŕ il forte indebitamento che ha costretto la societÓ a rinunciare all' acconto sul dividendo per il terzo anno consecutivo nel 2014 e ad offrire dei dividendi pi¨ bassi che in passato).Anche Saipem era un titolo da cassettista che ha visto le sue quotazioni precipitare.









In definitiva bisogna sempre considerare i dividendi legati alle prospettive anzi sono proprio incorporati nelle aspettative: una diminuzione dei dividendi pu˛ comportare un calo delle azioni e viceversa. Attenzione anche alla moda: correre appresso agli alti dividendi pu˛ favorire i titoli le cui quotazioni potranno poi crollare di fronte ai dati reali.

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