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07/03/2022 La guerra in Ucraina interessa tutti a partire dalla spesa al supermercato agli aumenti in bolletta


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Le  sanzioni  contro la Russia sono pensate per isolare il Paese e creare una recessione economica che sta già colpendo Mosca, oggi a rischio default, con il rublo che cade a picco e forti limitazioni al commercio e alle transazioni con il resto del mondo.

I cambiamenti economici riguarderanno anche gli altri paesi.

L’Italia dipende dalla Russia per le forniture di gas, come il resto dell’Unione Europea per cui i prezzi già alle stelle dell’energia e dei carburanti potrebbero aumentare ulteriormente a causa del conflitto. Gli aumenti riguarderanno anche il settore dei trasporti e le bollette saranno sempre più alte.

Speriamo che Putin non decida di tagliare i rifornimenti in risposta alle sanzioni anche se è un pò difficile.

Russia e Ucraina esportano il grano, il mais e i semi di girasole in altri Paesi, e sono responsabili di circa un quarto della produzione mondiale di frumento e di metà di quella che riguarda i prodotti ricavati dal girasole, come l’olio per cui in caso di arresto dell' export, calerebbe l’offerta di grano e i costi potrebbero aumentare per tutto il mondo con un conseguente aumento dei prezzi nei supermercati.

La Russia acquista dall’Italia strumenti industriali, ma vende i metalli non solo al nostro Paese ma a gran parte del mondo per cui I costi della spesa potrebbero aumentare a causa dell’aumento dei costi degli imballaggi, sia per il caro energia che per le difficoltà nel reperire la materia prima necessaria, ad esempio, per produrre barattoli di alluminio e tappi e quegli stessi metalli servono anche per le componenti delle macchine, per le batterie, per i convertitori e per i cavi in rame.

Lo stop alle esportazioni e le  controsanzioni da parte del Cremlino, anche il settore delle automotive potrebbe essere in pericolo.

 L’inflazione ha già raggiunto i massimi storici nei primi mesi del 2022 in molti Paesi colpiti dalla pandemia di Covid ma se il costo dell’energia e del cibo dovesse essere spinto ulteriormente dalla crisi dell’Est, il tasso dell’inflazione potrebbe salire al 10% in tutto l’Occidente secondo gli analisti.

Per frenare la crescita dei prezzi, le banche potrebbero aumentare i tassi di interesse danneggiando coloro che hanno già stipulato mutui e prestiti.

E poi vi sono le ripercussioni in borsa con danneggiamento di tutti gli investitori che hanno acquistato quote societarie.







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