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  • 26/03/2020 Santa Maria La Bruna: decine di persone in casa con sintomi sospetti ed intanto nei gruppi Facebook si chiede apertamente di dichiarare zona rossa quella del focolaio ritenuto maggiore ovvero il triangolo Postiglione - Litoranea - Santa Maria La Bruna

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    Sembra che a Santa Maria La Bruna ci siano decine di persone in casa con sintomi sospetti ed intanto nei gruppi Facebook si chiede apertamente di dichiarare zona rossa quella del focolaio maggiore ovvero il triangolo Postiglione - Litoranea - Santa Maria La Bruna.




    Su un totale di 41 casi e dieci decessi, ve ne sarebbero in Zona Postiglione - Litoranea - Santa Maria La Bruna, ben 25 contagi e 7 decessi.

    Viene chiesto se esiste un numero a cui un anziano o un bisognoso di aiuto può rivolgersi per chiedere aiuto.









    Si chiede la chiusura dei negozi eccetto i supermercati perchè sono in tanti aperti per generi non di prima necessità. La spesa andrebbe fatta in ordine alfabetico solo una volta a settimana nei supermercati. A Napoli con un milione di abitanti vi è un solo decesso, a Torre siamo già a 10,questo potrebbe significare che che i contagiati del nostro paese sono portati in strutture non adeguate e lasciati morire.

    I residenti del quartiere di Santa Maria la Bruna dove la presenza del focolaio legato ai due parroci positivi (della stessa comunità sono già morti i due familiari dell’assessore, alcuni ricoverati ed altri con febbre e sintomi a casa) sta seminando panico anche per l’assistenza sanitaria.

    Marilina Vinci ha parlato di una cugina in contatto con Ciro Onesto, il commerciante di Torre Annunziata morto qualche giorno fa che vendeva biancheria per le case ed è stato in contatto con tante persone. La cugina è ricoverata al Maresca e non si sa che fine farà.

    Altri 3 familiari sono a casa malati in attesa di tampone ma i familiari vorrebbero che andassero al Cotugno e non a Bosco.

    Non si sa da dove siano partiti i contagi ma sanno tutti che il 10 marzo si è tenuta una messa nella tensostruttura (celebrata dal parroco infetto) dove si mantenevano le distanze, ma è stata fatta comunque la Comunione.

    Vi sono molti ammalati disperati a cui non si fanno i tamponi e spesso devono provvedere a comprare farmaci e bombole di ossigeno.

      Per il Covid Center di Bosco prova a far chiarezza il dottor D’Onofrio: da un giorno all’altro abbiamo dovuto trasformare il presidio in ospedale specializzato e stiamo lavorando per attrezzarlo secondo le normative.

    Gli strumenti e i farmaci stanno arrivando.

    Le cinque morti ravvicinate, secondo il primario di Ti Emilio Di Caterino, sono legate a tanti fattori, anche alla co morbilità e all’età.

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