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11/10/2020 Arriva nuovo dpcm, stretta su movida e sport: locali chiusi alle 24, stop a calcetto e feste private


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Di fronte all’impennata dei contagi da coronavirus, il Governo lavora a un nuovo Dpcm. Il provvedimento, atteso nei prossimi giorni, potrebbe essere invece anticipato già a lunedì 12 ottobre e conterrà una serie di misure restrittive considerate necessarie affinché la situazione non precipiti con pesanti ripercussioni per il sistema sanitario, già messo a dura prova dalla prima ondata del Covid-19.

Tra le novità esaminate, domenica 11 ottobre, nel corso della riunione tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione, ci sarebbe la stretta per bar e ristoranti: chiusura alle 24 o alle 23 con divieto di sostare davanti ai locali dopo le 21 per evitare il formarsi di assembramenti, vendita di alcolici da asporto fino alle 22.

Il Comitato tecnico-scientifico ha consigliato di limitare questo tipo di attività considerate a rischio contagio: previsto il divieto alle partite di calcetto, basket e tutti gli sport di contatto a livello amatoriale.

Sugli eventi aperti al pubblico: si pensa ad una riduzione dei partecipanti. Attualmente la soglia è di 1000 persone all' aperto e di 200 al chiuso ma si pensa di ridurre la soglia a 500 e 100, e questo anche per i congressi.

Si pensa di estendere lo smart working (anche per la Pa) portandolo al 70-75%: per tutta la durata dello stato di emergenza, fino al 31 gennaio.

Si pensa di ridurre la quarantena a 10 giorni dagli attuali 14 per alleggerire il confinamento volontario da molti considerato eccessivamente lungo visto anche quello che avviene negli altri Paesi.

Domenica la riunione d’emergenza di Speranza con il Cts per tutte le misure escluso per ora il lockdown totale. Speranza: "Bisogna avere la forza di prendere in carico questa fase nuova immediatamente - ha detto Speranza -. Abbiamo un piccolo vantaggio rispetto ad altri Paesi ma non ci si devono fare illusioni e se siamo veloci a capire che c'è un cambio di fase possiamo evitare misure più drastiche".

Per i trasporti pubblici la soglia dell' 80% potrebbe essere ridimensiona mentre potrebbe essere allentata quella del 505 sui treni ad alta velocità.

Per alleggerire la pressione sul sistema sanitario, si valuterà poi l'impiego dei test rapidi al fianco dei tamponi diagnostici, per tentare di diluire le file di ore in auto che si vanno sempre più formando ai drive in delle grandi città.







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