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  • 16/10/2020 Campania, Coronavirus, De Luca:"Servono decisioni forti, inutili le mezze misur" Il governatore della Campania difende la scelta di chiudere le scuole e annuncia il coprifuoco per Halloween. Prenderemo misure di guerra, costi quel che costi


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    Il governatore della Campania Vincenzo De Luca su Facebook e sulla diretta Facebook:

    “Le mezze misure per Napoli non servono più a niente, prima prendiamo decisioni forti meglio è. Se tardiamo ci avviciniamo al momento in cui saremo costretti a prendere decisioni ancora più gravi ma con l’acqua alla gola. E’ responsabile prendere oggi decisioni difficili senza attendere oltre”.

    La situazione demografica campana è molto delicata, guai a noi se perdiamo controllo sull’area metropolitana di Napoli che è quella con maggior densità abitativa d’Europa. Perciò abbiamo preso e dobbiamo prendere decisioni di rigore prima degli altri. Obiettivo fondamentale è salvare le vite, non abbassare il numero dei contagiati.

    Finora ci sono stati 487 decessi in Campania, enormemente meno di altre regioni; un miracolo tenuto conto della densità abitativa. Ma questa situazione può cambiare subito, nulla ci garantisce se non le scelte che prenderemo e la responsabilità nel rispettarle”.

    In Campania non sono state chiuse le scuole, abbiamo deciso due settimane di didattica a distanza. Una scelta difficile, non presa a cuor leggero, ma era una delle misure necessarie da prendere, anche secondo gli epidemiologi. Ora dobbiamo usare responsabilmente queste due settimane per lavorare sull’aumento delle linee di trasporto e sulla differenziazione degli orari, ricorrendo anche a turni pomeridiani se necessario. La scuola è un tema delicatissimo, cui teniamo tutti. Su ciò che ho sentito non farò commenti e non rispondo a nessuno”.

    Nel weekend di Halloween, americanata che è monumento all’imbecillità, chiuderemo tutto alle 22. Sarà il coprifuoco, non sarà consentita neanche la mobilità.

    Probabilmente potremo decidere un blocco della mobilità dopo la mezzanotte anche prima di quel weekend.

    Sentiremo il Viminale, perché se decidiamo una misura del genere occorrono controlli e sanzioni rigorose.







    Chi diffonde l’epidemia non usando le mascherine deve essere considerato autore di un reato.

    Con questi numeri non si può scherzare. L’obiettivo è tenere in piedi 80-90 per cento delle attività economiche, se la gente ci aiuta indossando le mascherine ed evitando uscite irresponsabili di notte”.

    Il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca ha spiegato nella sua diretta Facebook la sua ordinanza di ieri. “Se dobbiamo prenderci in giro, non è tempo di tolleranza. Sono vietate feste per matrimoni, prime comunioni, cresime, funerali con cortei. Avevamo avuto un incontro con le associazioni categoria che ci hanno parlato di 1400 matrimoni programmati ad ottobre e avevamo concordato di farli, ma con l’obbligo dei gestori di comunicare l’elenco degli invitati e i nomi del responsabile di sala e di cucina.

    Questo non è avvenuto.

    C’è stato un matrimonio a Monte di Procida con decine di contagi.

    Un altro a Mirabella Eclano con decine di contagi e dopo un mese da quelle bozze una invitata di 90 anni è morta.

    C’è stata una festa in una residenza per anziani con decine contagi.

    Una festa nel centro storico di Napoli di ragazzi Erasmus.

    Basta, in Campania oltre la metà dei contagi è frutto di comportamenti irresponsabili, incivili, delinquenziali”.

    “Sono ormai inutili gli appelli alla responsabilità, la movida va chiusa.

    I fatti dimostrano che c’è un’alta percentuale di irresponsabili che continua a non capire. E invece indossando sempre la mascherina si potrebbe abbattere del 90 per cento il contagio.









    Abbiamo un’esplosione di contagi e in strada si continuano a vedere giovani che parlano senza protezione a 50 centimetri di distanza.

    Se andassimo avanti così senza intervenire, fra tre settimane saremmo costretti a prendere decisioni ancora più nette e dolorose”.

    Non ci sono problemi di posti di terapia intensiva ma ora mancano gli anestesisti.

    Abbiamo fatto i concorsi e non se ne è presentato uno. Abbiamo avuto l’invio dalla protezione civile di 17 anestesisti ma se necessario bloccheremo altri reparti per averne a disposizione per il covid. Prenderemo misure di guerra, ma per salvare le vite dobbiamo decidere.

    Se abbiamo ogni giorno 30-35 persone che chiedono di essere ricoverate, mettiamo in conto che con il passare delle settimane avremo condizioni sempre più gravi.

    Ci aspettiamo che arrivi l’aiuto sui medici che ci hanno promesso dal governo, finora gli impegni sono stati rispettati contiamo sia così anche nei prossimi giorni”.  "E', anche in presenza, l'attività delle scuole dell'infanzia: nidi, asili, con bambini di età compresa nella fascia della fascia 0-6 anni". (modifica   ordinanza sulla didattica a distanza per le scuole).

    Il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina, fortemente contraria alla chiusura voluta da De Luca: "Come ministro non ho il potere di aprire le scuole e di chiuderle, posso solo dare indicazioni sui calendario.

    Impugnare l'ordinanza di De Luca? Se ne parlerà con tutto il governo, se eventualmente lo riterrà opportuno e necessario deciderà"

    Altre precisazioni: /b>"Sono stati sospesi gli interventi non urgenti, tutelando ovviamente sempre chi è in pericolo di vita o ad esempio le partorienti positive. Abbiamo bisogno di 900-1000 posti letto al mese. C'è una quantità immane di lavoro anche per controllare coloro che non sono ospedalizzati. Se manteniamo la percentuale dei mesi scorsi facciamo un miracolo.

    I tamponi non sono illimitati, oggi siamo a 14mila al giorno.

    L'obiettivo è 17mila per le strutture pubbliche.

    Faremo test antigenici a 3 milioni di studenti da ora ad aprile.

    Daremo il risultato del test del tampone nell'arco di 12 ore ai cittadini attraverso un sms.

    Stiamo lavorando per avere il numero necessario delle terapie intensive.

    Se ogni giorno in 30-35 richiedono un'ospedalizzazione, quando peggioreranno le condizioni di salute ne serviranno di più.

    Il problema è che mancano gli anestesisti in tutta Italia.

    Chiediamo l'invio in Campania di anestesisti necessari a mettere in piedi tutte le terapie intensive necessarie.

    Prenderemo misure di guerra, costi quel che costi".







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