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  • 15/09/2011 Il Movimento Cinque Stelle propone al sindaco degli incentivi per favorire il compostaggio domestico/condominiale

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    Per il compostaggio il comune ha già pensato di installare un paio di compostiere a disposizione dei cittadini, per esempio nella nuova villa comunale. Bisognerebbe convincerlo ad acquistare in proprio a prezzo scontato delle compostiere condominiali da vendere ai condomini ma sembra contrario ad offrire poi dei vantaggi ai condomini.

    In alternativa si potrebbe fare un elenco dei condomini interessati ed acquistare le compostiere in blocco in modo da abbattere i prezzi.

    E' stata  evidenziata  la necessità di una separazione immediata e completa secco-umido, in quanto è l' umido a creare tutta una serie di inconvenienti ma la discussione non è stata approndita perchè il sindaco non considera attuabile uno sconto sulla tarsu per chi acquista le compostiere o per chi produce compost da solo.

    Il Movimento 5 Stelle si propone, però, di approfondire la questione delle compostiere in un secondo momento seguendo le linee programmate con il Movimento di Napoli





    1) Effettuare una mappatura delle possibilità e della volontà dei cittadini di fornirsi di compostiere domestiche e ove possibile di compostiere condominiali,:

    2) Provvedere a realizzare una lista per acquisto collettivo al fine di abbattere i costi

    3) La prova di acquisto dovrebbe consentire un risparmio sulla TARSU in quanto chi fa il compostaggio non conferisce l' umido e permette la riduzione della raccolta differenziata, ed il controllo andrebbe fatto in questi modi:

    1) dalla quantità di umido prodotto in una determinata zona / quartiere / circoscrizione . La proporzione tra secco ed umido potrebbe essere la base per applicare la riduzione l'anno successivo . La riduzione sarebbe quindi variabile e maggiore per le zone più virtuose .

    2) riduzione automatica del 30% ai condomini che hanno acquistato una compostiera condominiale , La quantità di compost ritirata ( per un condominio sarebbe giustificabile il ritiro da parte del comune ) sarebbe la garanzia del funzionamento della compostiera negli anni .

    3) riduzione anche per le singole famiglie che producono compost , ma le singole famiglie dovrebbero preoccuparsi loro della consegna del compost .

    Il comune dovrebbe preoccuparsi di verificare quanto compost è stato consegnato da ciascuno , ed ovviamente rilasciare a ciascuno la certificazione di quanto consegnato.

    Inoltre deve essere garantito il ritiro del COMPOST PRODOTTO

    Bisognerebbe anche prevedere delle dimostrazioni collettive pubbliche di compostaggio domestico cicliche e provvedere ad un numero verde informativo di supporto.

    In un secondo tempo si potrebbero individuare i quartieri da servire con compostaggio locale collettivo ad uso pubblico.

    Si tratta di compostiere di quartiere capaci di trattare l’umido prodotto da 250 persone, oltre 20 tonnellate l’anno di frazione organica, producendo compost in circa un mese, invece, che dei 4 mesi previsti dal compostaggio domestico.







     Sono molto piccole, a loro altezza è di un metro e 17 centimetri, mentre la larghezza di quasi 3 metri.  Sono composte da acciaio inossidabile e polietilene riciclato, al cui interno ci sono due sezioni separate. Queste attualmente sono elettriche a bassissimo consumo, ma si potrebbero convertire con pannelli fotovoltaici.

    Si noti che gli  impianti di compostaggio richiedono mesi per la loro messa in opera e sono molto costosi e funzionerebbero bene solo con il porta a porta difficile da realizzare

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