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  • 21/12/2017 Avvio del Porta a Porta come da descrizione del M5S di Budrio. Il metodo è applicabile ovunque

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    La raccolta differenziata a Budrio era sotto il 40% quando nel 2013 fu avviato il metodo PAP (PORTA A PORTA) con un inizio di prova di sei mesi riguardante le sole frazioni di carta e plastica, estendendo poi il servizio anche all' indifferenziato ed all' umido. A due anni dall' inizio del servizio PAP (PORTA A PORTA) la percentuale della raccolta differenziata passò dal 40% a quasi l' 80%


    Vi lamentereste se vi dessero a disposizione tantissimo alluminio? O se vi dessero la possibilità di gestire una quantità immensa di carta?

    La risposta è No, poiché queste sono risorse, ed ognuno sa che gestire risorse può produrre un buon reddito.

    In molti Paesi, soprattutto nel Nord Europa, da molti anni i rifiuti sono considerati una risorsa. Infatti, se ben differenziati, essi possono essere riciclati e rivenduti alle industrie affinché le materie prime rientrino nel ciclo produttivo.

    Questo genera un doppio vantaggio: da una parte la gestione dei rifiuti può generare entrate per gli enti locali e dall'altro si aiuta l'ambiente visto che serve produrre meno materie prime per realizzare i manufatti (si usano infatti i materiali riciclati) e si spende meno per eliminare i rifiuti.

    E da noi? Fino a poco tempo fa il rifiuto veniva considerato una scocciatura, qualcosa di cui liberarsi (per di più pagandone salato lo smaltimento).

    I politici hanno avuto vita facile nel concedere licenze e permessi per la costruzione di inceneritori (poi ribattezzati "termovalorizzatori") e discariche. E poiché il trattamento di diversi rifiuti è molto costoso il risultato è stato che molte zone d'Italia sono oggi inquinate e pericolose.





    Nel tempo la cultura ambientale è cresciuta anche in Italia e le persone sono oggi maggiormente sensibili a questi temi. La politica è stata costretta a rivedere in parte il modo di intendere i rifiuti, anche se tuttora non mancano esempi poco edificanti: per esempio recentemente il Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani ha esautorato l'assessore Sabrina Freda, rea di aver "spinto" troppo sulla dismissione degli inceneritori e delle discariche.

    Negli ultimi mesi comunque anche a Budrio è stata finalmente avviata la raccolta differenziata Porta a Porta (PAP); la percentuale di raccolta differenziata con il precedente sistema, con i vari cassonetti in strada, languiva sotto il 40% sul totale dei rifiuti prodotti.









    La PAP viene effettuata con metodi differenti in varie parti dell'Italia e del mondo, poiché oggi risulta il metodo più efficace per portare i valori di materiale differenziato al di sopra del 70%. Bisogna quindi fare attenzione a distinguere fra il sistema di raccolta PAP in sé ed il tipo di servizio che il Comune progetta e attua per la sua realizzazione.

    Le principali forze politiche presenti in Consiglio Comunale avevano previsto la raccolta PAP all'interno del proprio programma elettorale. Questo punto avrebbe potuto quindi essere un'occasione importante di confronto fra le varie componenti del Consiglio.

    Ma purtroppo così non è stato: nella prima fase della PAP (carta, plastica) la maggioranza non ci ha affatto coinvolti, tanto che siamo stati informati del progetto durante una commissione conoscitiva convocata il giorno prima dell'avvio della raccolta stessa.

    Come Movimento 5 Stelle giudichiamo negativamente questo atteggiamento di autosufficienza ed autoreferenzialità, che porta inevitabilmente allo scontro e alla divisione.

    Mettiamo in evidenza alcuni punti relativamente alla PAP che a nostro giudizio sono importanti


    Il metodo che deve contraddistinguere iniziative di questo tipo: la partecipazione come punto da cui partire per giungere al successo.

    La PAP cambia gli stili di vita delle persone: non è possibile che poche persone in Comune decidano per tutti, senza consultare nessuno. A nostro giudizio, in questo caso - ma anche in molti altri - sarebbe stato corretto fare riunioni pubbliche per ascoltare le persone, capire le loro esigenze, i suggerimenti e perché no i timori e le titubanze. Farlo dopo aver già definito il progetto è una presa in giro.

    Le riunioni di presentazione del servizio rappresentano quel pensiero per cui "il popolo è bue" e va guidato. Noi respingiamo questo approccio.

    A nostro giudizio era necessario prima coinvolgere e far partecipare i cittadini, poi elaborare il piano della PAP in maniera congiunto ed infine approvarlo. Una questione di metodo non trascurabile. Questa maggioranza non vuole capire che i tempi del partito unico è finito (e i risultati elettorali lo mettono ben in evidenza) e che è necessaria che la partecipazione dei cittadini nasca dal basso. La partecipazione preventiva e attiva dei cittadini, dei bambini e dei ragazzi delle scuole, veri protagonisti del cambiamento, sono il fattore chiave per il successo delle politiche che cambiano radicalmente le abitudini dei cittadini.


    Un servizio che venga incontro alle necessità dei cittadini: la PAP deve essere compatibile con tutti i modelli abitativi, in particolar modo per chi vive in appartamento.

    Differenziare in casa richiede spazio oltre che volontà. Chi vive in condominio potrebbe non avere uno spazio sufficiente per organizzare grandi sacchi e contenitori per i vari materiali.

    La frequenza di ritiro diventa quindi fattore cruciale per molti cittadini per non vedersi trasformare la casa in una discarica.

    Visto l'ampio uso di imballaggi plastici nei prodotti di uso quotidiano il ritiro una volta ogni 15 giorni è del tutto insufficiente: esso deve essere almeno settimanale (come avviene in altri comuni della provincia), in modo che la quantità accumulata abbia volumi non eccessivi.

    Stessa cosa si dica per l'organico: il ritiro 3 volte a settimana al posto delle 2 ora previste può essere la frequenza giusta, specialmente nei mesi estivi in cui il caldo può rendere invivibili terrazzi e cantine.


    Chi più butta più paghi

    Il nostro giudizio è che sia necessario introdurre una tariffa definita "puntuale" ovvero che faccia pagare in base alla quantità di rifiuto indifferenziato (ovvero quello che finirà in discarica o inceneritore perché non riciclabile).

    Ma ciò non avverrà: tutti pagheranno allo stesso modo senza premiare i comportamenti virtuosi.

    La tentazione di buttare i rifiuti nei sacchi grigi dell'indifferenziato - ritirato ogni 7 giorni - sarà grande, tanto più con la raccolta di carta e plastica ogni 14 giorni.

    In altri paesi europei per esempio si paga meno in bolletta ma si pagano i sacchi dell'indifferenziato che vengono esposti, acquistabili presso gli URP dei comuni o in altri punti pubblici (e come si sa, se una cosa ha un costo i cittadini ci stanno più attenti).

    Questo rende più equa la tariffazione.

    Analogamente, paga meno chi non usufruisce del servizio di raccolta umido perché ha la compostiera o vive in campagna e utilizza l'umido come concime.


    Premia chi è Bravo e scoraggia chi non lo è

    I cittadini a fronte di uno sforzo importante per differenziare in casa i rifiuti non traggono alcun vantaggio: tutti sono trattati alla stessa maniera sia che differenzino, sia che buttino tutto dentro i sacchi dell'indifferenziata. Questo non è giusto.

    Inoltre l'introito derivante dalla vendita del materiale riciclato dovrebbe in una certa misura tornare nelle tasche dei cittadini, secondo il principio del "più ricicli, più risparmi". Esistono per esempio esperienze sul territorio che attraverso l'identificazione dell'utente tramite un codice a barre posto sul sacchetto premiano il cittadino con una detrazione in euro sulla bolletta per ogni sacco riempito (plastica / carta ecc).

    Crediamo che sia fondamentale premiare i comportamenti virtuosi dei cittadini che conferiscono dei materiali presso la stazione ecologica. Riteniamo che questo debba essere fatto in maniera concreta e reale, attraverso sconti in bolletta.

    Oggi il rimborso è simbolico (o quasi) e quindi non si può creare quel circolo virtuoso, riciclo-risparmio-riciclo.

    Questo rimborso dovrebbe essere tanto più alto tanto più i materiali conferiti sono inquinanti e si prestano ad essere buttati nell'indifferenziato (lampadine, pile, materiali elettrici,ecc.).

    Evidenziare presso l'isola ecologica gli sconti ottenibili dal cittadino in modo chiaro ed esaustivo (non come oggi che quando chiedi informazioni agli addetti ti guardano come se stessi chiedendo un segreto di stato e ti rimandano all'URP).

    Per finanziare l'incentivo si potrebbero utilizzare:

    - gli introiti delle multe fatte dalle guardie ecologiche;

    - il ricavato ottenuto dalla vendita di un certo materiale differenziato (per esempio alluminio, materiale ferroso ecc.);

    - il ricavato ottenuto dalla vendita dei materiali differenziati una volta raggiunta la soglia obiettivo (esempio il 70% di differenziata), per cui tutto ciò che si incassa in più per quote di differenziata dal 70% in su va destinata all'incentivo.

    Il legame soffocante tra il Comune - Hera

    Budrio (ma non solo) ha un legame asfissiante con Hera.

    Il nostro Comune avrà Hera come fornitore unico del servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti fino al 2015 almeno, inoltre gli ha appaltato altri servizi quali per esempio la manutenzione della rete di illuminazione pubblica ecc.

    Questi legami consentono al Comune pochi margini di manovra nel realizzare un servizio davvero in linea con le esigenze dei cittadini budriesi.

    E' evidente che nell'organizzare la PAP il Comune ha lavorato sulla piattaforma di servizio offerto da Hera, adottando solo piccolo modifiche.

    Senza una vera gara, in cui più concorrenti presentano le loro offerte sulla base delle specifiche definite dal Comune dopo aver sentito i cittadini, le possibilità di ridurre i costi del servizio di raccolta e smaltimento sono certamente minori; Hera si trova ad operare di fatto in regime di monopolio.

    Facciamo anche presente che Hera è il gestore dell'inceneritore di Via Frullo e delle discariche presenti sul territorio e che di conseguenza essa trae profitto da quanto brucia e stocca a discapito della raccolta differenziata. Vi è quindi anche un palese conflitto di interesse se chi raccoglie è lo stesso che smaltisce.

    Un esempio in tal senso è la raccolta dei pannolini / pannoloni. Poter conferire in maniera separata dall'indifferenziato questa tipologia di rifiuto rappresenta un punto importante per diversi motivi (fattori igienici, odori ecc).

    Riscontriamo però con rammarico che i tecnici Hera hanno affermato in commissione che il materiale raccolto andrà poi gettato in discarica insieme all'indifferenziato.

    I pannolini usati rappresentano il 3% dei 32 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno in Italia, con conseguenze devastanti sull'ambiente. Questo ci fa capire quanto sarebbe importante avviare il riciclo dei materiali che compongono i pannolini/pannoloni.

    HERA non ci pensa minimamente mentre altre realtà si e questo mette in evdienza che HERA non è particolarmente tesa a ridurre la quantità di materiale oggi non riciclabile.


    A nostro giudizio quindi è evidente che il comune di Budrio si dovrebbe attivare in modo da gestire direttamente (o in maniera consorziata) la raccolta dei rifiuti sul proprio territorio, facendo rimanere nelle tasche di noi cittadini budriesi (tramite tariffe inferiori) il guadagno che oggi invece va ad arricchire la tanto cara HERA.

    A tal proposito si guardi l'esperienza fatta da 11 comuni dell'Emilia Romagna con Geovest, che sta dando ottimi risultati. I dati ci mettono in evidenza che tra tutti i comuni della provincia di Bologna quelli che hanno un costo pro-capite più basso nella maggior parte dei casi non sono serviti da Hera.


    Conclusioni


    Non faremo battaglie contro, perché ci sembrerebbe strumentale all'ottenimento di un facile consenso. Chi cavalca l'onda su questi temi è, a nostro giudizio, lontano dalla buona politica.

    Ma constatiamo con rammarico che nel DNA di questa maggioranza non c'è stata una reale volontà di confronto a viso aperto con i cittadini ma si è limitata ad una semplice esposizione di decisioni già prese con il gestore.


    Noi come Movimento 5 Stelle Budrio rigettiamo questo modo di intendere il processo decisionale in materie che coinvolgono in maniera importante la qualità della vita dei cittadini.

    Probabilmente sarebbe stato anche più opportuno partire con una sperimentazione che non coinvolgesse tutto il territorio, ma come fatto in altri comuni avviare il processo in maniera graduale previa sistematica verifica degli obiettivi raggiunti.

    Vorremmo vedere obiettivi ambiziosi che puntino a far diventare Budrio tra i paesi "ricicloni" d'Italia. Ma questo necessita di un coinvolgimento positivo della popolazione sulle tematiche ambientali che non abbiamo visto. Per fare cultura su questi temi serve un altro spirito.

    Aver diviso il paese tra chi è pro e chi è contro è un grosso errore. Il PD con il suo atteggiamento di chiusura non ha pensato al bene di Budrio e dei suoi abitanti ma ha solo voluto attaccarsi al petto la medaglietta del primo della classe.

    Faremo di tutto per fare in modo che questa PAP sia migliorata e per fare in modo che vada nella direzione della campagna "rifiuti zero" per una società sempre più sostenibile.

    O si vince tutti o non vince nessuno.

    Questo a nostro avviso doveva essere il motto per l'avvio della raccolta Porta a Porta a Budrio.


    Movimento 5 Stelle Budrio. http://www.beppegrillo.it

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