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  • 05/05/2018 Il M5S invita ad utilizzare le quattro case dell' acqua per ridurre il consumo della plastica e ricorda tutte le tecniche necessarie per la riduzione dei rifiuti

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    Il M5S di Torre del Greco, particolarmente sensibile a tutte le tematiche ambientali, si è fatto promotore delle casette dell' acqua già dal 15 settembre 2011 quando gli attivisti chiesero al sindaco di Torre del Greco di installare delle case dell' acqua del tipo di quelle esistenti in Emilia Romagna.

    A marzo del 2015 il comune, durante una conferenza, annunciò che erano in costruzione quattro case dell' acqua grazie a dei fondi provinciali. Il 16 febbraio 2016, sono entrate in funzione le prime due case dell' acqua.

    Dopo quattro anni di attesa, arrivarono i fondi provinciali che permisero di iniziare la costruzione di 4 case dell' acqua.

    Queste le postazioni: Viale Sardegna (mercato), Bottazzi, La Salle, Cento Fontane ma il giorno 16 febbraio 2016 sono entrate in funzione solo le prime due, quella al Bottazzi e quella a viale Sardegna.

    Questi i costi di erogazione: acqua liscia 3c/litro, acqua fresca 5c/litro, acqua gasata 7c/litro.





    E finalmente anche a Torre del greco sono comparse le prime Case dell' acqua che hanno lo scopo di ridurre il consumo di acqua minerale e, quindi, della produzione di plastica.

    Si va, dunque, nella direzione dei Rifiuti Zero.

    Il Movimento Cinque Stelle ha sempre aderito al protocollo Rifiuti zero.

  • Approfondisci sulle case dell' acqua









    IL COMITATO PROMOTORE RIFIUTI ZERO A CUI ADERISCE IL M5S PROPONE

    1) Riduzione dei rifiuti a monte.

    a) Elaborare un progetto dettagliato dell’iniziativa.

    b) Avviare una campagna di comunicazione a tutta la cittadinanza del progetto.

    c) Organizzare un convegno di presentazione a tutta la cittadinanza del progetto, contattando ed invitando direttamente i responsabili delle associazioni di categoria, in particolare negozianti, commercianti, associazioni professionali, gestori di reti distributive, dirigenti scolastici e di uffici pubblici, associazioni cittadine, cooperative.

    d) Il convegno può essere affiancato da una mostra interattiva illustrativa del progetto e della sua importanza.

    e) Organizzare, con la collaborazione dei dirigenti scolastici un concorso a premi per i tre ordini di scuola: primaria secondaria di 1° e 2° grado, sull’importanza e sulle azioni possibili per la riduzione dei rifiuti a monte.

    f) Partecipare alla settimana europea per la riduzione dei rifiuti organizzando una giornata in piazza con giochi e dimostrazioni coinvolgendo le scuole e le associazioni cittadine.

    g) Il progetto deve contenere delle delibere sindacali con le quali si vieta l’utilizzazione in tutti gli esercizi, negli uffici pubblici e privati e nelle mense scolastiche, nelle sagre e in tutte le iniziative pubbliche, dell’uso e getta, (piatti, bicchieri, forchette, coltelli ed altri contenitori in plastica).

    h) Il progetto deve contenere in particolare:

    1) L’indicazione di non utilizzare buste di plastica e sostituirle con borse di cotone o altro materiale a lunga conservazione. Avviare la campagna : “porta la sporta” per sensibilizzare i cittadini.

    2) L’invito a comprare cibo in quantità tali da evitare di doverli buttare, evitando inoltre cibi con imballaggi e controllando attentamente le scadenze, preferendo prodotti locali e di stagione.

    3) L’invito ad utilizzare l’acqua del rubinetto, accompagnato dalla diffusione dei risultati delle analisi periodiche che dimostrano la potabilità e la bontà dell’acqua dell’acquedotto campano. Evitare, quindi o ridurre al massimo l’imballaggio di plastica dell’acqua, ( la produzione di una bottiglia di plastica da 1e ½ l richiede 0,160 l di petrolio e 12 l di acqua ). Ove non fosse possibile consigliare i contenitori in vetro a rendere e segnalare fornitori a domicilio esistenti in città.

    4) Diffondere l’abitudine all’acquisto di prodotti alla spina. In città sono presenti diversi distributori di detersivi alla spina (anche biologici) che vanno segnalati.

    5) Valutare la possibilità di diffusione della distribuzione di altri prodotti alla spina e del vuoto a rendere per altri prodotti in linea con diversi progetti pilota in attuazione in tutta Europa. In ogni caso invitare a preferire prodotti ad imballaggio ridotto e ad evitare di far incartare prodotti che non ne hanno bisogno.

    6) L’invito a preferire batterie ricaricabili, lampadine a lunga durata, elettrodomestici di qualità e tutti i prodotti che assicurano una lunga durata, cercando, in caso di guasto la riparazione al posto della sostituzione.

    7) Il suggerimento di arginare il fenomeno della proliferazione della pubblicità apponendo sulla cassetta postale la dicitura “Stop Pubblicità” e rifiutando i depliant pubblicitari diffusi per le strade cittadine.

    8) Invito all’utilizzazione di pannolini riciclabili. (costano di più ma durano molto di più).

    9) Invito a comprare oggetti usati, quando sia possibile, partecipando allo scambio, (in particolare dei testi scolastici) ai mercatini e frequentando il centro per la riparazione e il riuso per portarvi e prelevare oggetti.

    10) Suggerire di evitare di acquistare prodotti con imballaggi in polistirolo, di limitare l’uso di fazzoletti e tovaglioli di carta, di utilizzare la carta stampante anche nel retro, stampando solo se necessario.

    11) Prevedere incontri con i produttori locali e i terminali di catene di distribuzione per concordare misure atte alla riduzione degli imballaggi a livello di produzione e distribuzione prevedendo eventuali incentivi, utilizzando anche le possibilità offerte dall’ Agenda 21”.

    12) Istituire il marchio “Io riduco” da assegnare a produttori, prodotti, esercenti, scuole, uffici pubblici e privati locali, che si siano particolarmente distinti nel campo della riduzione dei rifiuti a monte.

    Il progetto può essere diviso in fasi e, la sua accoglienzamonitorata mediante la somministrazione di questionari e l’organizzazione di incontri periodici con le associazioni di categoria, e associazioni locali, i comitati di quartiere, per accogliere suggerimenti per il suo miglioramento.

    Il progetto deve prevedere la possibilità di valutazione dei risultati raggiunti nelle sue varie fasi mediante l’adozione di strumenti di misura adeguati.

    Particolare attenzione deve essere dedicata alla partecipazione e alla condivisione del progetto da parte di tutti gli attori coinvolti per cui anche la fase di elaborazione deve essere aperta al contributo di tutti. A tal fine l’amministrazione può prevedere di informare i cittadini dell’avvio di questa fase mediante l’affissione di manifesti e la pubblicazione sul sito del Comune con l’invito a fornire un contributo all’elaborazione del progetto. Particolare attenzione va riservata ai Comitati di quartiere il cui coinvolgimento è indispensabile per il successo dell’iniziativa.

    La democrazia partecipativa è un elemento fondamentale del cambiamento del rapporto tra l’Amministrazione e la cittadinanza. Nessuna delle iniziative messe in campo può avere successo senza la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti.

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