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  • 16/07/2014 Conai: da uno studio 900 mila occupati nella gestione dei rifiuti

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    Secondo uno studio del Conai, si possono recuperare 90mila posti di lavoro con i soli rifiuti zero, senza discariche.
    Secondo lo studio presentato oggi dal Conai, basta eliminare le discariche fino al 2020 si potranno recuperare 136 miliardi di euro e si potranno creare 874mila nuovi posti di lavoro ma non basta solo la raccolta differenziata ma anche l’ industrializzazione della filiera del recupero, la responsabilità dei produttori sull’ intero ciclo di vita della merce venduta, maggiori investimenti in ricerca e sviluppo, applicazione del Green Public Procurement cioè la necessità di acquistare merci a basso impatto ambientale, rispetto dell’ economia circolare.





    Vi sono paesi che hanno eliminato le discariche ma ve ne sono altri che le utilizzano come metodo preferenziale.
    Secondo un’ elaborazione di Althesys su dati Eurostat, vi sartebbe un’ Europa a tre velocità: paesi in cui la gestione dei rifiuti va nella direzione degli obiettivi comunitari, paesi meno sviluppati dove non vi è quasi il riciclo ed un gruppo di paesi intermedio. In Italia figurano delle eccellenze, per esempio nella gestione degli imballaggi e criticità per l’ andamento disomogeneo per gli altri settori.







    Gli obiettivi per il 2020 solo il riciclaggio del 50% di riciclo dei rifiuti urbani e l'azzeramento del ricorso alla discarica.
    Per fare in modo che i paesi meno avanzati possano raggiungere i più virtuosi, si può operare in più aree di intervento: ricorrendo a sistemi di finanziamento del servizio basati sul principio del pay as you throw che porterebbe alla riduzione del rifiuto ed all’ aumento del riciclaggio, lavorare sugli operatori per studiare ogni criticità, investimenti in ricerca e sviluppo, agire sul lato della domanda attraverso il GPP, Green Public Procurement, che permette di sfruttare la leva degli acquisti pubblici per incentivare lo sviluppo di prodotti, tecnologie e servizi a basso impatto ambientale.

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