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  • 09/01/2019 No agli inceneritori. Per motivi di pericolosità chiude anche l' inceneritore di Pisa. No al traffico di rifiuti verso Livorno

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    Secondo qualcuno, gli inceneritori, costano tre volte il riciclo e danno lavoro a un quarto degli addetti.

    Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Livorno — Sabato 12 gennaio, ore 9.30-13.00, presso il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo (sala del mare, per gentile concessione della Provincia), via Roma n. 234 Livorno.

    LIVORNO E' DIVENTATA LA PATTUMIERA DELLA TOSCANA!

    Qualche mese fa Pisa ha chiuso il suo inceneritore, motivandolo con la necessità di tutelare la salute dei cittadini (dopo uno studio del CNR che dimostra la pericolosità di questi impianti) e di evitare esorbitanti spese di manutenzione straordinaria.

    Aamps invece ha previsto nel piano industriale di raddoppiare il traffico di rifiuti da fuori Livorno, dalle originarie 25mila tonnellate all'anno da bruciare siamo già arrivati a 40mila tonnellate l'anno e si prevede di arrivare ad oltre 53mila tonnellate l'anno. Nessuna riduzione o spegnimento futuro, come invece era stato promesso. Siamo diventati la pattumiera di Pisa e delle altre città toscane.

    L' inceneritore di Livorno è la principale causa dei debiti Aamps, visto che i costi di funzionamento sono molto più alti rispetto ai ricavi. Ci raccontano che l'inceneritore serve a pagare i debiti, mentre in realtà i debiti li ha creati (e continua a perdere soldi pubblici).





    Sappiamo che l' inceneritore non fa “sparire” i rifiuti, ma li trasforma in fumi (che respiriamo) e ceneri tossiche da smaltire in discariche speciali. Non tutto ciò che è permesso dalla legge è innocuo per la salute umana. I rifiuti vanno ridotti e riciclati, non trasformati in gas velenosi.

    Sabato parleremo insieme delle alternative all'incenerimento (con Enzo Favoino, Coordinatore scientifico di Zero Waste Europe e interlocutore dell'Unione Europea), delle emissioni degli inceneritori e delle conseguenze su ambiente e salute, delle esperienze di mobilitazione sul territorio (con le Mamme No Inceneritore della piana fiorentina), ecc. Concluderà il dibattito (aperto a cittadini, associazioni, forze politiche, stampa e media locali) Rossano Ercolini, Presidente di Zero Waste Italy e Premio Goldman Environmental.

    Nel corso dell'incontro sarà avviata la RACCOLTA FIRME per chiedere di interrompere il traffico di rifiuti dalle altre città, per tutelare la salute dei cittadini, l'ambiente e per risparmiare soldi pubblici.







    Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Livorno

    «l’incenerimento dei rifiuti solidi è il metodo più costoso di smaltimento con costi crescenti conosciuti e non, che imporrebbero oneri sostanziali e irragionevoli sui bilanci statali e municipali al punto da compromettere l’interesse del pubblico», così è scritto nella legge di Rhode Island (Senato act. 92-S 2502), uno dei primi stati a vietare la realizzazione di nuovi inceneritori.

    Il risparmio economico tra riciclo e incenerimento è stato calcolato a Baltimora dove una tonnellata di rifiuti avviata al riciclo costa 18 dollari mentre all’incenerimento oltre 50 dollari.

    Dal punto di vista occupazionale non ci sono paragoni: per trattare 10.000 tonnellate di rifiuti organici occorrono 4,1 occupati full time mentre per l’incenerimento solo 1,2.Per quanto riguarda i danni all’ambiente è noto che gli inceneritori generano inquinamento e sono un rischio per la salute dei cittadini che vivono in prossimità degli impianti.

    I rifiuti brucianti rilasciano diossina, piombo e mercurio, emissioni di gas serra e ceneri pericolose.Anche l’utilizzo di combustibili fossili produce notevoli emissioni di inquinanti ma è stato misurato che l’incenerimento di rifiuti può produrre emissioni più dannose del carbone.

    In un anno gli inceneritori a New York hanno emesso 14 volte più mercurio per unità di energia generata rispetto alle centrali a carbone dello stato, mentre un altro studio nel Maryland gli impianti di incenerimento hanno emesso quasi 6 volte più mercurio rispetto alle centrali a carbone".

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