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  • 17/05/2016 La regola delle 5R di Paul Connett: Ridurre, Riparare, Riusare, Riciclare, Recuperare energia e risorse

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  • Video Strategia Rifiuti Zero applicata con successo a San Francisco
  • FOTO - 21/01/2013 Rifiuti Zero a Torre Annunziata
  • FOTO - 21/01/2013 Paul Connett - RIFIUTI ZeRo - Oplotiamo
  • Il power point utilizzato da Paul Connett nell'incontro del 21 gennaio su RIFIUTI ZERO a Torre Annunziata

    Negli anno 90 fu importata dall' America la regola delle 3R (Riusare, Ridurre, Riciclare) (Reuse, Reduce, Rycicle). Successivamente fu aggiunta la parola Riparare e così si incominciò a parlare nelle scuole della regola delle 4R (Ridurre, Riparare, Riusare, Riciclare per poter Recuperare energia e Risparmiare risorse).





    All' epoca si parlava di sviluppo sostenibile, poi si è parlato di Green Economy ed infine di economia circolare per far rassomigliare i processi umani ai processi naturali, a differenza dei processi lineari alla fine dei quali vi è sempre dissipazione di risorse.

    Paul Connet ha iniziato anche lui a parlare di una regola delle 5 R che dovrebbe essere alla base della nostra vita, con Ridurre all' inizio e riciclare alla fine, questo perchè il riciclo delle risorse prevede una dissipazione di energia.







    A Torre del Greco l' Osservario Rifiuti Zero ha già iniziato a presentare delle proposte che gradualmente dovrebbero essere realizzate.

    1) Riduzione dei rifiuti a monte

    2) Istituzione di un centro per la riparazione e il riuso

    3) Compostaggio

    4) Raccolta degli ingombranti e dei rifiuti speciali



    Questi i 10 punti illustrati:

    1.separazione alla fonte: per partire bene bisogna realizzare una raccolta differenziata spinta.  La gestione dei rifiuti non e’ un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore aggiunto è  il coinvolgimento di tutta la cittadinanza chiamata a collaborare per attuare la sostenibilità ambientale, parte integrante dello sviluppo sostenibile necessario per permettere la continuazione della vita sulla terra.

    2.raccolta porta a porta: organizzare una raccolta differenziata “porta a porta” (o domiciliare o mista),  che è  l’unico sistema per tendere ai rifiuti zero. Anche con quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e residuo, il cui ritiro e’ previsto secondo un calendario settimanale prestabilito.

    3.compostaggio: realizzazione di un impianto di compostaggio o più impianti di zona, da prevedere prevalentemente in aree rurali e quindi vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori, spingendo anche i cittadini al compostaggio domestico.

    4.riciclaggio: il materiale differenziato deve arrivare a delle  piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, da rimettere di nuovo nella filiera produttiva.

    5.riduzione dei rifiuti: oltre al  compostaggio domestico, bisogna sostituire  stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzare  l’acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia), utilizzare  dei pannolini lavabili, acquistare prodotti  alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, sostituzione degli shoppers in plastica con sacchetti  riutilizzabili.

    6.riuso e riparazione: cercare di riutilizzare o far riutilizzare tutto quanto possibile e di riparare quanto si riesce a riparare. Realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la ristrutturazione  degli edifici, in cui riparare beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici,  da riutilizzare o rivendere. Con la creazione anche di tanto lavoro.

    7. tariffazione puntuale: far pagare i rifiuti  in  base alla  produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere per poter premiare  il comportamento virtuoso dei cittadini e  incoraggiarli  ad acquisti piu’ consapevoli.

    8. recupero dei rifiuti: realizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, per poter  recuperare altri materiali riciclabili e separare  i materiali tossici, oltre che per ottenere   una migliore frazione organica.

    9. centro di ricerca e riprogettazione:  a valle della RD: recupero, riutilizzo, riparazione, riciclaggio, finalizzata alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili e per  promuovere   buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.

    10. azzeramento rifiuti: l'  obiettivo è quello di raggiungere,  entro il 2020,  l’ azzeramento dei rifiuti, ricordando che questa è l' unica strada per uno sviluppo sostenibile

    Un reportage di Riccardo Iacona a San Francisco dimostra come con la determinazione dei politici il problema può essere risolto e la spazzatura può addirittura diventare risorsa: sono arrivati al 78% di rifiuti differenziati con l'ambizione di arrivare nel 2020 al 100%. Alla faccia di quelli che dicono che la differenziata spinta non si può fare nelle grandi città, nella città della baia si arriva al 78%: tre bidoncini di fronte a case, uffici e grattacieli raccolgono e differenziano i rifiuti. Il comune impone agli esercenti e ai privati l'obbligo di usare materiali biodegradabili, e allora via i sacchetti di plastica, via i contenitori in polistirolo: tutta roba che bloccherebbe il ciclo dei rifiuti.

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