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  • 20/11/2017 A novembre si celebra anche la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti. "Diamo una seconda vita agli oggetti". Le proposte dell' Osservatorio Rifiuti Zero

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    Si parla spesso dell’importanza delle 6R per spingere i cittadini a Ridurre, Riparare, Riutilizzare e Riciclare, per Risparmiare energia e per Recuperare risorse ma è la prima di tali azioni ad essere fondamentale come sarà evidenziato nell’ambito della Settimana dedicata alla promozione della riduzione dei rifiuti.

    L’obiettivo è aumentare la consapevolezza dei cittadini europei del modo in cui possono cambiare le loro abitudini e, al tempo stesso, stimolare il dibattito sui temi dell’efficienza delle risorse e dell’economia circolare.

    La Settimana europea per la riduzione dei rifiuti (18 al 26 novembre per il 2017) propone nuovi modi per sensibilizzare alla riduzione dei rifiuti, al riutilizzo dei prodotti e al riciclaggio dei materiali.





    Istituita nel 2009, la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti mirava inizialmente a sensibilizzare i cittadini alla prevenzione dei rifiuti.

    Quest' anno risulta cresciuto il numero dei proponeneti delle azione di riduzione dei rifiuti, raddoppiate le adesioni delle scuole.

    Secondo Legambiente sono 4.422 le azioni registrate nel nostro Paese per la nona edizione della SERR - Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (European Week for Waste Reduction), che inizierà in tutta Europa sabato 18 novembre e si concluderà domenica 26 novembre.  Sul podio continentale anche Francia (1.798 azioni) e Catalogna (815 azioni).   L’obiettivo primario della Settimana è il coinvolgimento attivo di cittadini, istituzioni, associazioni, scuole e imprese.







    Secondo Legambiente nel 2017 sono cresciuti i singoli proponenti delle azioni, aumentati di oltre il 45% rispetto all’anno scorso. La categoria delle scuole è quella che ha registrato l’incremento maggiore nel numero di adesioni, più che raddoppiato.

    IL COMITATO PROMOTORE RIFIUTI ZERO DI TORRE DEL GRECO HA PROPOSTO
    1) Riduzione dei rifiuti a monte.

    a) Elaborare un progetto dettagliato dell’iniziativa.

    b) Avviare una campagna di comunicazione a tutta la cittadinanza del progetto.

    c) Organizzare un convegno di presentazione a tutta la cittadinanza del progetto, contattando ed invitando direttamente i responsabili delle associazioni di categoria, in particolare negozianti, commercianti, associazioni professionali, gestori di reti distributive, dirigenti scolastici e di uffici pubblici, associazioni cittadine, cooperative.

    d) Il convegno può essere affiancato da una mostra interattiva illustrativa del progetto e della sua importanza.

    e) Organizzare, con la collaborazione dei dirigenti scolastici un concorso a premi per i tre ordini di scuola: primaria secondaria di 1° e 2° grado, sull’importanza e sulle azioni possibili per la riduzione dei rifiuti a monte.

    f) Partecipare alla settimana europea per la riduzione dei rifiuti organizzando una giornata in piazza con giochi e dimostrazioni coinvolgendo le scuole e le associazioni cittadine.

    g) Il progetto deve contenere delle delibere sindacali con le quali si vieta l’utilizzazione in tutti gli esercizi, negli uffici pubblici e privati e nelle mense scolastiche, nelle sagre e in tutte le iniziative pubbliche, dell’uso e getta, (piatti, bicchieri, forchette, coltelli ed altri contenitori in plastica).

    h) Il progetto deve contenere in particolare:

    1) L’indicazione di non utilizzare buste di plastica e sostituirle con borse di cotone o altro materiale a lunga conservazione. Avviare la campagna : “porta la sporta” per sensibilizzare i cittadini.

    2) L’invito a comprare cibo in quantità tali da evitare di doverli buttare, evitando inoltre cibi con imballaggi e controllando attentamente le scadenze, preferendo prodotti locali e di stagione.

    3) L’invito ad utilizzare l’acqua del rubinetto, accompagnato dalla diffusione dei risultati delle analisi periodiche che dimostrano la potabilità e la bontà dell’acqua dell’acquedotto campano. Evitare, quindi o ridurre al massimo l’imballaggio di plastica dell’acqua, ( la produzione di una bottiglia di plastica da 1e ½ l richiede 0,160 l di petrolio e 12 l di acqua ). Ove non fosse possibile consigliare i contenitori in vetro a rendere e segnalare fornitori a domicilio esistenti in città.

    4) Diffondere l’abitudine all’acquisto di prodotti alla spina. In città sono presenti diversi distributori di detersivi alla spina (anche biologici) che vanno segnalati.

    5) Valutare la possibilità di diffusione della distribuzione di altri prodotti alla spina e del vuoto a rendere per altri prodotti in linea con diversi progetti pilota in attuazione in tutta Europa. In ogni caso invitare a preferire prodotti ad imballaggio ridotto e ad evitare di far incartare prodotti che non ne hanno bisogno.

    6) L’invito a preferire batterie ricaricabili, lampadine a lunga durata, elettrodomestici di qualità e tutti i prodotti che assicurano una lunga durata, cercando, in caso di guasto la riparazione al posto della sostituzione.

    7) Il suggerimento di arginare il fenomeno della proliferazione della pubblicità apponendo sulla cassetta postale la dicitura “Stop Pubblicità” e rifiutando i depliant pubblicitari diffusi per le strade cittadine.

    8) Invito all’utilizzazione di pannolini riciclabili. (costano di più ma durano molto di più).

    9) Invito a comprare oggetti usati, quando sia possibile, partecipando allo scambio, (in particolare dei testi scolastici) ai mercatini e frequentando il centro per la riparazione e il riuso per portarvi e prelevare oggetti.

    10) Suggerire di evitare di acquistare prodotti con imballaggi in polistirolo, di limitare l’uso di fazzoletti e tovaglioli di carta, di utilizzare la carta stampante anche nel retro, stampando solo se necessario.

    11) Prevedere incontri con i produttori locali e i terminali di catene di distribuzione per concordare misure atte alla riduzione degli imballaggi a livello di produzione e distribuzione prevedendo eventuali incentivi, utilizzando anche le possibilità offerte dall’ Agenda 21”.

    12) Istituire il marchio “Io riduco” da assegnare a produttori, prodotti, esercenti, scuole, uffici pubblici e privati locali, che si siano particolarmente distinti nel campo della riduzione dei rifiuti a monte.

    Il progetto può essere diviso in fasi e, la sua accoglienzamonitorata mediante la somministrazione di questionari e l’organizzazione di incontri periodici con le associazioni di categoria, e associazioni locali, i comitati di quartiere, per accogliere suggerimenti per il suo miglioramento.

    Il progetto deve prevedere la possibilità di valutazione dei risultati raggiunti nelle sue varie fasi mediante l’adozione di strumenti di misura adeguati.

    Particolare attenzione deve essere dedicata alla partecipazione e alla condivisione del progetto da parte di tutti gli attori coinvolti per cui anche la fase di elaborazione deve essere aperta al contributo di tutti. A tal fine l’amministrazione può prevedere di informare i cittadini dell’avvio di questa fase mediante l’affissione di manifesti e la pubblicazione sul sito del Comune con l’invito a fornire un contributo all’elaborazione del progetto. Particolare attenzione va riservata ai Comitati di quartiere il cui coinvolgimento è indispensabile per il successo dell’iniziativa.

    La democrazia partecipativa è un elemento fondamentale del cambiamento del rapporto tra l’Amministrazione e la cittadinanza. Nessuna delle iniziative messe in campo può avere successo senza la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti.

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