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13/08/2015 La Goletta sul fiume Sarno: si salvano soltanto le sorgenti

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Secondo il dossier della “Goletta del Fiume Sarno”, il fiume Sarno è ancora lontano dall’obiettivo Ue del 2015 sullo stato di qualità dei corsi d’acqua.

Su sedici punti campionati lungo gli oltre 24 chilometri del fiume Sarno soltanto i tre prelievi effettuati alle sorgenti meritano un giudizio di “buono” o “sufficiente” mentre per tutti gli altri – man mano che ci si avvicina alla foce – il giudizio è di “scarso” e “cattivo”.

Una situazione, dunque, ancora molto critica - soprattutto se si pensa che oramai è vicina la data in cui è stato fissato l’obiettivo di raggiungere uno stato di qualità dei corsi d’acqua “buono” dalla direttiva quadro sulle acque della UE (2015) – che parte dalle sorgenti, aree già sottoposte a notevoli pressioni e per alcuni parametri in sofferenza, e percorre l’intero tratto del fiume.





Legambiente rinnova quindi alla Regione Campania e agli enti preposti di avviare tutte le azioni per completare al più presto l’indispensabile rete di infrastrutture depurative e avviare controlli sempre più serrati contro chi continua a scaricare abusivamente.

Come tutti sanno, il fiume non nasce inquinato, ma subisce le aggressioni delle carenze del sistema fognario-depurativo che non copre tutti gli insediamenti abitativi, dell’agricoltura che usa fertilizzanti chimici e fitofarmaci, dell’industria che non tratta adeguatamente i propri scarichi idrici.

Sono stati nove i punti analizzati lungo il Sarnoche sono risultati 1 buono e 2 sufficienti, ma sempre alle sorgenti mentre tutti gli altri hanno avuto un giudizio di  “scarso” e “cattivo”







E poi vi sono i quattro punti solofrani naturalmenti tutti con giudizio "scarso". Per l' Alveo comune nocerino e quello al Cavaiola.il giudizio è stato "cattivo"

Di disinquinamento del Fiume Sarno e del suo bacino idrografico è storia vecchia di 30 anni fa e nel 92 si è raggiunto il punto di massimo degrado ma si tratta anche di un territorio di straordinario valore paesaggistico e ambientale, storico e culturale, pervaso da aree archeologiche di rilevanza mondiale, localizzazione di produzioni orticole a denominazione protetta.

L’iniziativa di Legambiente rappresenta un’istantanea indicativa della qualità delle acque, ricordando che i controlli ufficiali sono quelli del Sarno.

Tra gli indicatori di qualità degli ambienti fluviali sono stati in particolare considerati il Livello di Inquinamento dai Macrodescrittori per lo stato ecologico (LIMeco) e l’Indice di Funzionalità Fluviale (IFF). Il LIMeco è stato calcolato sulla base dei parametri “ossigeno disciolto – percentuale di saturazione”, “azoto ammoniacale N-NH4”, “azoto nitrico N-NO3” e “fosforo totale” rilevati in 16 stazioni distribuite lungo il Sarno e i suoi affluenti, il Cavaiola, il Solofrana e l’Alveo Comune. Sono stati monitorati anche cromo, rame e zinco. Per l’IFF, invece, è stata utilizzata una versione della metodica, opportunamente semplificata allo scopo, rilevando sempre in chiave comparativa la funzionalità fluviale presso i 16 punti di campionamento.

Le analisi della Goletta sul fiume Sarno, si salvano soltanto le sorgenti

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Sarno: un fiume avvelenato, che ci avvelena

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