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  • 03/06/2017 L' 8 giugno è la Giornata mondiale degli oceani

    Ricerca personalizzata






    Per evidenziare l’importanza del patrimonio rappresentato dagli oceani, l’8 giugno si celebra la Giornata mondiale degli oceani istituita dall’Onu l’8 giugno 1992, in occasione del vertice sull’ambiente di Rio de Janeiro.



    Per l' 8 giugno si sottolinea la gravità del riscaldamento globale per gli effetti prodotti anche sul clima negli straordinari ecosistemi degli oceani e dei mari del mondo.

    Si sottolinea la  gravità degli effetti prodotti dal cambiamento climatico negli straordinari ecosistemi degli oceani e dei mari del mondo. perchè gli oceani assorbono mille volte più calore dell’atmosfera.



    Si calcola che un terzo di quel calore è penetrato fino ai 700 metri e questo potrebbe distruggere la vita marina nei prossimi 20 anni secondo un recente studio del National Center for Atmospheric Research .

    Vi è poi l' assorbimento del 30%  della CO2 emessa e questo rende gli oceani sempre più acidi e questo, insieme al riscaldamento globale, può causare la distruzione delle barriere coralline in meno di cinquant' anni.

    Con il riscaldamento continuo delle acque ed il cambiamento della catena alimentare, si stanno diffondendo le meduse.

    La pesca eccessiva sta producendo la perdita di biodiversità

    Poichè cambierà anche la fisionomia delle coste, questo creerà anche difficoltà per la vita e per il lavoro.

    Ricordiamo poi il problema dei rifiuti che stanno invadendo mari ed oceani.

    Oceani e mari sono minacciati soprattutto dall'inquinamento da plastica.

    Si stima che ogni anno finiscono in acqua circa otto milioni di tonnellate di plastica che si riducono in piccoli frammenti e vengono assimilati da numerosi organismi marini entrando in circolo nella catena alimentare e questo avvelena anche l' uomo comwe ha già avveletato la maggioranza degli uccelli acquatici.

    REGOLE COMPORTAMENTALI DI SICUREZZA E PER SALVARE IL NOSTRO MARE

    VADEMECUM SPIAGGE PULITE
    1) Non lasciare in giro materiali di plastica. Attenzione anche a non farli andare in acqua, sia perchè la plastica impiega molti anni per decomporsi sia perchè gli animali possono scambiare i rifiuti per cibo, ed ingerirli, soffocando.
    2) Cicche di sigarette. Una sola cicca è in grado di inquinare 1 mq di spiaggia, ma attenzione anche a non perdere l' accendino che impiega più di 100 anni per essere smaltito dall’ambiente. Tutte le spiagge devono attrezzarsi con posacenere.
    3) Creme solari. Le creme solari sono utili nella loro azione di protezione dai raggi solari, ma come molti prodotti chimici sono dannose per l’ecosistema marino quando si disciolgono nell’acqua facendo il bagno. Non metterla prima di fare il bagno. Cercare sempre di utilizzare dei prodotti biologici.
    4) Docce ecosostenibili. Quando facciamo la doccia sulla spiaggia, basta l' acqua dolce per togliere l' acqua salata senza usare shampoo e bagnoschiuma che potrebbero contenere sostanze inquinanti. Per lavarsi basta il sapone di Marsiglia che è biodegradabile (è adatto per tutte le parti del corpo tranne che per l' igiene intima delle donne.) Cercare di utilizzare dei prodotti biologici.
    5) Cercare di non accendere falò sulla spiaggia. Per arrostire carni e verdure sulla sabbia, si ricorre a dei falò. ma questo può danneggiare eventuali pinete dietro alla spiaggia.
    6) Cercare di non raccogliere souvenir. Cercare di non raccogliere conchiglie, granelli di sabbia, paguri ma lasciare animali e i vegetali al loro posto perchè fanno parte dell’ecosistema.
    7) Se avete una barca rispettate le regole e non arrivate col motore acceso vicino alla battigia o rispettare eventuali regole.
    8) Non urlate e non mettete musica a tutto volume per non creare fastidi per i vicini o per gli animali.
    9) Non pescate vicino alla riva perchè la pesca a riva è proibita come pure la pesca subacqua o a strascico.
    10) Gli animali possono essere portati solo nelle aree prestabilite. Informatevi e ricordate di portare con voi gli appositi strumenti di raccolta delle feci.

    TEMPI DI DEGRADAZIONE DEI RIFIUTI NEL TERRENO SECONDO UN' INDAGINE DI LEGAMBIENTE
    • Una gomma da masticare (5 anni)
    • Una lattina d'alluminio per bibite (10 -100 anni)
    • Un contenitore di polistirolo (oltre 1000 anni)
    • Schede telefoniche, ricariche e simili (oltre 100 anni)
    • Un mozzicone di sigaretta (1-2 anni)
    • Il torsolo di una mela (3 mesi)
    • Fiammiferi o cerini (6 mesi)
    • Giornali e riviste (6 mesi, più di 10 anni)
    • Una bottiglia di vetro (circa 400 anni)
    • Una bottiglia o un sacchetto di plastica (100-1000 anni)
    • Piatti e posate di plastica (100-1000 anni)
    • Un pannolino usa e getta (circa 400 anni)
    • Indumento di lana o cotone (1 anno)
    • Fazzoletti e tovaglioli di carta (3 mesi)
    • Un cartone di latte o succo (1 anno)
    • Una scatola di cartone (2 mesi)

    TEMPI DI DEGRADAZIONE DEI RIFIUTI NEL MARE SECONDO UN' INDAGINE DI LEGAMBIENTE
    • Una gomma da masticare (5 anni)
    • Una lattina d'alluminio per bibite (500 anni)
    • Un contenitore di polistirolo (da 100 a 1000 anni)
    • Schede telefoniche, ricariche e simili (1000 anni)
    • Un mozzicone di sigaretta (2-5 anni)
    • Il torsolo di una mela (3-6 mesi)
    • Fiammiferi o cerini (6 mesi)
    • Giornali e riviste (2 mesi)
    • Una bottiglia di vetro (1000 anni)
    • Una bottiglia o un sacchetto di plastica (1000 anni)
    • Accendino di plastica (100-1000 anni)
    • Un pannolino usa e getta (circa 200 anni)
    • Indumenti di lana o cotone (8-10 mesi)
    • Fazzoletti e tovaglioli di carta (3 mesi)
    • Tessuti sintetici (500 anni)
    • Una buccia di banana (2 anni)

    DECALOGO DEL BAGNANTE
    1) non fare il bagno se non sei in perfette condizioni psicofisiche;
    2) anche se sei un buon nuotatore, non sforzare il tuo fisico in acqua;
    3) dopo una lunga esposizione al sole, entra in acqua gradualmente;
    4) aspetta almeno tre ore dall’ultimo pasto prima di bagnarti;
    5) non entrare in acqua quando è esposta la bandiera rossa;
    6) se non sai nuotare, bagnati in acque molto basse;
    7) non oltrepassare i gavitelli che delimitano la zona di sicurezza;
    8) non spingerti al largo con materassini o altri galleggianti;
    9) evita di tuffarti dagli scogli;
    10) osserva quanto previsto dall’ordinanza di sicurezza balneare.

    I DIECI COMANDAMENTI DEL MARE
    Legambiente, con il patrocinio del Ministero per l'Ambiente e la Tutela del Territorio, lancia la sua nuova campagna per il rispetto delle nostre coste con lo slogan "Il mare pulito non è un miracolo".
    Ecco cosa fare e cosa non fare per vivere il mare in maniera sostenibile:
    1 - Il mare non è un posacenere: un solo mozzicone inquina un metro cubo d'acqua e impiega fino a cinque anni per degradarsi.
    2 - Non ancorare sulla posidonia: quella pianta con le foglie a forma di nastro che ricopre i fondali e blocca l'erosione delle coste.
    3 - Non toccare i pesci e gli invertebrati con le mani: toccarli provoca la rimozione delle loro protezioni mettendoli a rischio.
    4 - Le meduse se le conosci le eviti ma non le uccidi: non tutte sono urticanti e sono utili per l'equilibrio del mare.
    5 - La doccia con il sapone aspetta di farla a casa: dalla spiaggia il sapone finisce in mare inquinandolo.
    6 - I cotton fioc buttali nei rifiuti non nel wc: sono indistruttibili e rischiano di fare del male alle tartarughe marine.
    7 - Non dare da mangiare ai pesci il resto del tuo pranzo: bucce di angurie, sacchetti o altro sporcano e rischiano di soffocare il mare.
    8 - Usare il meno possibile automobili e motorini per non portare al mare l'inquinamento e il rumore della città.
    9 - Non farti il bagno nell'olio prima di farlo in mare. Le creme solari e gli abbronzanti sporcano l'acqua.
    10 - Datteri di mare? No grazie. Non solo per raccoglierli si danneggia l'ecosistema ma prelevarli venderli o anche acquistarli è contro la legge.

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