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  • 19/11/2017 Un' ipotesi sul perchè si formano le scie di rifiuti nel golfo di Sorrento (Raffaele Attardi)

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    Ogni anno verso la metà di agosto nel Golfo di Sorrento arrivano scie di rifiuti portati dalla corrente e più o meno contemporaneamente si verifica un cambio drastico della trasparenza e del colore dell’acqua marina.

    Questo fenomeno è certamente un indicatore di una situazione grave, ma non condivido le esternazioni di quelli che hanno utilizzato questo fenomeno , per dichiarare che tutte le azioni portate avanti finora per migliorar la rete fognaria sono fallite, che l’impianto di depurazione di Punta Gradelle non serve a niente, e che si deve ripartire da zero nella lotta all’inquinamento marino.

    Io invece penso che quando ci si trova di fronte a fenomeni così repentini, diffusi e legati ad eventi stagionali, bisogna sospettare sempre che si sia in atto qualche fenomeno naturale, che la Natura ci abbia messo il suo zampino, magari per lanciarci un avvertimento.





    La Natura bisogna amarla,ed io per primo provo dolore quando ne vedo compromessi gli equilibri: ma bisogna anche studiarla per cercare di risalire alle cause di questi fenomeni per cercare di rimuoverle.

    Perciò a costo di espormi un po’ troppo in ipotesi che vanno verificate meglio, voglio proporvi la mia idea su questo fenomeno.

    Come al solito non è necessario partire con studi e analisi costose o far sollevare stuoli di droni per capirne un po’ di più: basta guardare da vicino la scia dei rifiuti che è arrivata sulle spiagge per poter fare alcune considerazioni.







    Si nota chiaramente che la scia per la maggior parte è formata da piante marine, ovviamente resistenti per loro natura all’acqua, fra cui la poseidonia, o altri vegetali resistenti come canne, cortecce ed altri pezzi di piante, e da una grande quantità di solidi sospesi, costituiti da sostanze non biodegradabili, resti di confezionamento in plastica, reti di assorbenti igienici e buste in plastica.

    Questo primo indizio, unito al fatto che la scia è vastissima dovrebbe portare a concludere che l’impianto di depurazione non c’entra niente e che i materiali derivano da altre fonti.

    Se poi si guarda più attentamente, si può notare che molti solidi sospesi sono ricoperti da uno strato verde di alghe, indice che molti solidi sospesi si trovano a mare da lungo tempo.

    E allora non solo bisogna chiedersi da dove viene questo materiale, ma bisogna anche chiedersi perché è rimasto a mare per tanto tempo e perché ogni anno ad agosto arriva alle nostre spiagge.

    A questo punto è opportuno esporre alcune evidenze che abbiamo raccolto negli ultimi mesi: a Punta Gradelle da quando è stato avviato l’impianto di depurazione, nella prima parte dell’impianto, dove vengono filtrati i liquami prima di essere avviati alla depurazione, si separano enormi quantità di solidi sospesi, che prima finivano a mare.

    Oggi si arriva a separarne oltre 1500 kg al giorno. Dividendo il quantitativo per una popolazione equivalente di 150000 abitanti, vuol dire che, se i liquami non fossero filtrati,dalle fogne si sverserebbero a mare, 10 grammi al giorno di rifiuti per abitante.

    Sembra poco, ma se si considera che sul Golfo di Napoli si affacciano 2.000.000 di abitanti, e che la maggior parte dei reflui di questa popolazione, non subisce un processo di filtrazione o depurazione, vuol dire che solo dalle fogne arrivano a mare nel Golfo di Napoli, ogni giorno, 20 tonnellate di rifiuti.

    Ma c’è una situazione altrettanto grave: non appena piove, a causa del dilavamento delle acque meteoriche si ha anche il trascinamento a mare di enormi quantità di rifiuti provenienti dagli sversamenti abusivi lungo gli argini dei fiumi ,dei rivoli e dei canali o semplicemente abbandonati ai margini delle strade.

    E ci sono poi altre consistenti quantità di rifiuti sversati occasionalmente a mare o nei fiumi per i più svariati motivi .

    E mentre tutte le televisioni si lamentano perché si formano le isole di rifiuti nell'oceano, sembra che questa cosa che accade tutti i giorni, non solo a Napoli, ma lungo tutte le coste del Mediterraneo, non interessi nessuno .

    E così lentamente nell’indifferenza generale nel Golfo di Napoli sta crescendo se non un’isola di rifiuti, un piccolo arcipelago, formato da ammassi più o meno consistenti di rifiuti.

    Detto questo si capisce benissimo perché si incontrino periodicamente delle scie dei rifiuti: il moto dei venti e delle correnti fa muovere le frange di questo arcipelago e talvolta li porta fino all’interno del Golfo di Sorrento.

    Ma perché capita così frequentemente di trovarli ad agosto, anche in giornate senza vento? Io sono un Chimico e non un Oceanografo, e pur essendo consapevole della complessità di questi fenomeni, per rispondere credo sia sufficiente fare ricorso alla esperienza delle casalinghe.

    Chi cucina sa che quando si mette l’acqua a bollire sul fuoco si vedono nascere nell’acqua della pentola i moti convettivi, cioè gli strati d’acqua della pentola si muovono a causa della diversa densità dell’acqua fra i punti più caldi e quelli più freddi.

    Se volete vedere come sono forti versate lentamente un po’ di vino rosso nella pentola quando l’acqua si riscalda.

    E penso che per quanto riguarda il nostro arcipelago di rifiuti accada esattamente la stessa cosa: durante il riscaldamento prolungato del mese di agosto, la massa dei rifiuti blocca i raggi solari, lo strato d’acqua superficiale che li sostiene, si surriscalda molto più degli strati profondi, dove la luce non arriva e anche in assenza di venti o di correnti, gli strati superiori in cui galleggiano i rifiuti, cominciano a scorrere velocemente, disperdendo i rifiuti lungo le coste.

    In pratica ad Agosto, quando fa molto caldo è come se al centro del Golfo ci fosse una pentola in ebollizione e l’acqua calda, mista ai rifiuti si va disperdendo tutto intorno.

    Non ho evidenze sperimentali a supporto di questa tesi, anche se penso che qualche aereofotometria ad infrarossi potrebbe confermala.

    Sono giunto a questa conclusione a causa di un fatto epidermico, nel senso letterale del termine: infatti nuotando ho improvvisamente percepito un innalzamento della temperatura dell’acqua, peraltro già calda, e poco dopo stato raggiunto dalla scia dei rifiuti, che in una giornata di calma piatta, si muoveva velocissima, trasportata dal moto dell’acqua calda.

    L’acqua che si sposta non solo trascina i rifiuti, ma proveniente da carichi non depurati è anche ricca di nutrienti e di alghe e mucillagine e quindi si presenta verde ed opalescente ed è per questo che il mare ad agosto perde per alcuni giorni il suo colore blu.

    Questo fenomeno è un indicatore di una situazione gravissima e si risolverà solo e gradualmente nel tempo quando si adotteranno i provvedimenti necessari ad eliminare tutti i solidi sospesi ed i rifiuti che vengono scaricati a mare e quando tutti i liquami della Campania verranno depurati.

    Tutto è interconnesso e i risultati dipendono solo dai processi applicati .

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