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  • 03/11/2019 GPS, grande progetto Sarno. Bacino del Sarno: previsti importanti lavori, finalizzati a ridurre il rischio idrogeologico ed in particolare gli allagamenti (Raffaele Attardi)

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    Il bacino del Sarno sarą interessato a breve da importanti lavori, finalizzati a ridurre il rischio idrogeologico, ed in particolare gli allagamenti.

    Questo progetto é conosciuto come GPS,, grande progetto Sarno.

    La strategia che la Regione intende seguire prevede la costruzione di vasche, dette di laminazione, per accogliere la portata eccezionale del fiume che si genera a seguito di piogge torrenziali e una seconda foce a mare del Sarno per facilitare il deflusso a mare.

    Entrambe queste soluzioni trovano un grande ostacolo nel fatto che le acque sono fortemente inquinate e perció attuale produrrebbe altre zone inquinate.

    E perció ci sono forti polemiche che si cerca di mitigare promettendo un immediato, improbabile disinquinamento.

    Mentre la polemica infuria, troppi trascurano il fatto che questa non é la sola soluzione possibile:c'é un'altra strada per governare alluvioni e inquinamento, forse pił difficile ma molto pił razionale ed é quella che include la realizzazione delle reti bianche.

    Semplificando un pó le reti bianche sono un sistema di drenaggio che serve ad evitare che l'acqua piovana ristagni e crei allagamenti, infiltrazioni e frane.Perció il GPS, grande progetto Sarno, che serve ad evitare le stesse cose, dovrebbe, a prescindere da tutto, includere la realizzazione delle reti bianche.

    Inoltre tutti si stanno convincendo come sia indispensabile realizzare reti bianche, separate dalle nere, per raccogliere le acque meteoriche ed evitare che si sovraccarichino le fogne evitando cosģ la fuoriuscita di liquami, che é la principale causa di inquinamento nei giorni di pioggia.

    Le reti bianche sono perció un sistema che influisce sia sugli allagamenti che sull'inquinamento.




    Purtroppo in Italia la regolamentazione di questo sistema é molto carente.

    Ci sono solo regole sparse, ad esempio é previsto che le Regioni stabiliscano norme utili ad evitare che le acque bianche di prima pioggia trascinino con se gli inquinanti prodotti principalmente dal traffico.

    La Regione Campania non ha ancora emesso questa regolamentazione e fare un progetto come il GPS senza aver prima mitigato l'inquinamento delle acque meteoriche é una cosa strampalata.

    Ma questa é solo una delle scelte opinabili che sono state fatte.

    Ci sono infatti due modi per trattare le acque meteoriche.

    Si possono considerare le acque bianche un rifiuto e quindi porsi l'obiettivo di buttarle a mare.

    O considerarle uno opportunitą e quindi porsi l'obiettivo di recuperarle.

    Questa scelta spetta a chi governa il territorio, e solo dopo averla fatta ci si dovrebbe affidare ai tecnici per trovare le soluzioni tecniche, che esistono in entrambi i casi .

    Ma la Regione, non ha dato un indirizzo ai tecnici, venendo meno al suo ruolo di governo, e i tecnici stanno procedendo nella direzione di fare le vasche, un'altra foce a Tore Annunziata e buttare le acque a mare.

    Infine c'é un terzo aspetto da tenere conto ed é la gestione delle opere che si andranno a realizzare con il GPS .

    Gestire una rete bianca, ma anche gestire un canale in cemento armato é una cosa indispensabile, perché il sistema deve essere sottoposto a manutenzione e pulizie periodiche, e lo sanno bene gli abitanti del Sarno che subiscono allagamenti, non solo per l'aumento di portata del fiume, ma spesso per ostruzioni causate da alberi e sponde che franano nel fiume.

    Ad oggi si parla solo di fare opere in cemento armato, ma farle senza gestire correttamente il fiume, significa andare incontro al disastro.

    In conclusione bisogna evitare che la Campania ed il bacino del Sarno perdano una grande opportunitą, e per farlo dobbiamo spingere tutti insieme affinché il Grande Progetto Sarno, sia orientato in modo da realizzare un sistema di gestione moderno, capace di recuperare le acque meteoriche, e non sia un'altra occasione persa, che si concluda sprecando soldi in progetti senza anima.

    Bisogna perció superare le mille polemiche, che vedono oggi divisi in fazioni quelli che vogliono opere che in conclusione servono solo a spostare e buttare a mare acqua inquinata, costruendo vasche di laminazione e terza foce, e chi invece semplificando troppo chiede che deve venire prima il disinquinamento, senza mettere in evidenza che le acque vanno urgentemente separate e recuperate.

    La gestione delle acque meteoriche, gli allagamenti, e la gestione dei reflui sono argomenti separati, ma vanno trattati insieme con urgenza e la via da seguire é la stessa:bisogna separare fra loro, disinquinarle e recuperarle entrambe.

    Prima viene la visione, poi la tecnica.

    E la visione da seguire si puó riassumere in poche parole.

    L'acqua piovana non é un rifiuto da buttare a mare, ma una benedizione.Neanche un goccia di acqua deve essere persa.

    Nemmeno una goccia di acqua non depurata deve finirei fossi fiumi canali o a mare.

    Siamo ultimi in questo, e l'unica strada per uscirne é puntare all'eccellenza.

    Gli esempi ci sono.

    Nel mondo si progettano Cittą spugna, che recuperano tutta l'acqua.

    E quando si fa questo ovviamente l'acqua viene prima depurata.

    Ma anche il passato ci ammonisce.

    Noi abbiamo ereditato decine di vasche di assorbimento,costruite dai Romani e dai Borbone, che seguivano questa visione, e le abbiamo ridotte per ignavia a discariche, e abbiamo ereditato un reticolo di centinaia di kilometri di canali di irrigazione, fatti per funzionare da polmone e ridistribuire l'acqua , che in molti casi sta perdendo, sempre a causa della nostra incuria.







    Dobbiamo recuperare e perfezionare questo sistema e integrarlo realizzando una efficiente rete bianca con gli accorgimenti che oggi la tecnica consente per recuperare l'acqua, stiamo distruggendo questa ricchezza, evitando di pensare che tutto si risolverą con opere in cemento armato, fatte per buttare a mare acqua contaminata.

    E dobbiamo contemporaneamente preoccuparci di stabilire chi poi dovrą gestire queste opere, per scongiurare le premesse di un futuro ulteriore degrado.

    Siamo ancora in tempo per progettare il GPS seguendo la visione sopra indicata, ma bisogna chi governa il territorio faccia questa scelta e apra un serio confronto con Cittadini e Associazioni, invece di nascondersi dietro pareri tecnici, impegnandosi a proporre un progetto condiviso e capace di recuperare le grandi risorse che il nostro territorio offre.

    Scaricare ognuno le colpe sugli altri non serve a niente:bisogna giocare winner to winner.

    L'inquinamento é un mostro dai mille tentacoli, ci vogliono mille braccia per combatterlo.

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