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  • 08/04/2017 Ricordo di Carlo Alberto dalla Chiesa

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    Una delle strade più importanti per ricordare il Generale di Corpo d’Armata Carlo Alberto Dalla Chiesa, medaglia d’oro al valor militare alla memoria. È quella che verrà intitolata a Torre del Greco sabato 8 aprile, con inizio della cerimonia in programma alle ore 9.30; cerimonia alla quale parteciperanno tra gli altri il Comandante della Legione Carabinieri Campania, Generale di Brigata Mario Cinque; i rappresentanti dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Ciro Borriello e numerose altre autorità militari, civili e religiose.

    La strada in questione è l’attuale viale Campania, scelta dall’amministrazione perché lì è posta la Caserma dei Carabinieri sede del Comando Compagnia e del Comando Stazione Capoluogo, senza dimenticare che a pochi passi sorge il parco pubblico intitolato al Vice Brigadiere dei Carabinieri Salvo D’Acquisto.





    Il Comune di Torre del Greco con questa intitolazione vuole ricordare “il sacrificio del Generale Dalla Chiesa quale esempio da offrire alle giovani generazioni, affinché diventino protagoniste della lotta alla mafia, al terrorismo e a tutte le forme di violenza”, e questo messaggio sarà certamente e permanentemente recepito da molti giovani, perché non a caso su quel viale e nelle immediate adiacenze insistono tre licei ed un istituto comprensivo.

    Alla cerimonia parteciperà la Fanfara del 10° Reggimento Carabinieri Campania e le rappresentanze delle scuole di Torre del Greco.

    08/04/2017 Intestazione strada al Gen.Dalla Chiesa - LE FOTO







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    Carlo Alberto Dalla Chiesa a Saluzzo, morto a Palermo per un attentato di Cosa nostra, (Saluzzo, 27 settembre 1920 – Palermo, 3 settembre 1982), sepolto nel Cimitero della Villetta, Parma, Generale di corpo d'armata (1981, vicecomandante dell'Arma dei Carabinieri), anni di servizio 1941 - 1982, legione carabinieri di Palermo, Nucleo speciale di polizia giudiziaria, Divisione Pastrengo, Regione militare CC nord-ovest

    Sottotenente dei carabinieri durante la Seconda guerra mondiale, partecipò alla guerra di Liberazione. Comandante della legione di Palermo (1966-73), generale di brigata a Torino (1973-77), nel maggio 1977 assunse le funzioni di coordinatore del servizio di sicurezza degli istituti di prevenzione e pena e nel settembre 1978 quelle di coordinamento tra le forze di polizia per la lotta contro il terrorismo, Nucleo Speciale Antiterrorismo, in cui colse significativi successi. Generale di divisione a Milano (1979-81), vicecomandante dell'Arma (1981-82), nel maggio 1982 fu nominato prefetto di Palermo per combattervi la mafia. Nel settembre successivo fu ucciso in un agguato mafioso assieme alla moglie e a un agente di scorta.

    Figlio di Romano, generale dei carabinieri, entrò nel 1941 nell'Esercito partecipando alla guerra in Montenegro come sottotenente; divenne ufficiale di complemento di Fanteria nel 1942 e nello stesso anno passò all'Arma dei Carabinieri, poi andò a comandare la caserma dei Carabinieri Reali di San Benedetto del Tronto, dove rimase fino al giorno della proclamazione dell'armistizio, poi passò nel comando provinciale di Ascoli Piceno.

    Datosi alla macchia insieme con altri patrioti, entrò quindi nella Resistenza.

    Per la sua partecipazione alla Resistenza gli venne attribuito il Distintivo di Volontario della Guerra di Liberazione.

    Dopo la guerra fu inviato a comandare una tenenza a Bari, poi fu destinato poi in Campania, al Comando Compagnia di Casoria (Napoli), nel 1949 fu inviato in Sicilia, al Comando forze repressione banditism, poi venne trasferito prima a Firenze, successivamente a Como e quindi presso il comando della Brigata di Roma e nel 1964 passò al coordinamento del nucleo di polizia giudiziaria presso la Corte d'appello di Milano.

    Dal 1966 al 1973 tornò in Sicilia con il grado di colonnello, al comando della Legione carabinieri di Palermo.

    Nel 1970 svolse indagini sulla misteriosa scomparsa del giornalista Mauro De Mauro, il quale poco prima aveva contattato il regista Francesco Rosi, promettendogli materiale, che lasciava intendere scottante, sul caso Mattei.

    Le indagini furono svolte con ampia collaborazione fra i Carabinieri e la Polizia, sotto la direzione del commissario Boris Giuliano, capo della Squadra Mobile di Palermo, anch'egli in seguito ucciso dalla mafia mentre cominciava a intuire le connessioni tra mafia e alta finanza.

    Nel 1973 fu promosso al grado di generale di brigata e nel 1974 divenne Comandante della Regione Militare di Nord-Ovest, con giurisdizione su Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria.

    Nel 1977 Dalla Chiesa fu nominato Coordinatore del Servizio di Sicurezza degli Istituti di Prevenzione e Pena e, promosso al grado di Generale di Divisione, poi fu nominato Coordinatore delle Forze di Polizia e degli Agenti Informativi per la lotta contro il terrorismo.

    Il 16 dicembre 1981 Dalla Chiesa venne promosso Vice Comandante Generale dell'Arma, fino al 5 maggio 1982 poi fu nominato dal Consiglio dei Ministri prefetto di Palermo e posto contemporaneamente in congedo dall'Arma.

    Alle ore 21:15 del 3 settembre 1982, la A112 sulla quale viaggiava il Prefetto, guidata dalla moglie Emanuela Setti Carraro, fu affiancata in via Isidoro Carini a Palermo da una BMW, dalla quale partirono alcune raffiche di Kalashnikov AK-47, che uccisero il Prefetto e la moglie.

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