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  • 11/12/2017 Dopo l' invito al dialogo, rimandato a data da destinarsi da parte del parroco, ecco le prime confidenze: sono sereno, aspetto i provvedimenti della curia, della questura e del prefetto

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    Sono sereno, afferma don Giosuè, e resto in attesa degli sviluppi della situazione e dei provvedimenti che prenderanno la curia, la questura e il prefetto.

    E intanto riprende il suo lavoro di sempre nella parrocchia che guida da quasi quindici anni, sempre in presenza degli uomini della Digos che controllano tutto.

    A chi gli fa notare che vi sono tanti fedeli contro di lui, che stanno cercando di lanciare una petizione per farlo allontanare dalla parrocchia, egli risponde con le solite parole: sono sereno.





    Per le campane, precisa che due di esse hanno suonato.

    Ricordano, lui ed il viceparroco, che la decisione di rientrare in anticipo era stata concordata con le forze dell' ordine e spiegata anche ai portatori oltre che ai cittadini, solo che i portatori hanno deciso poi di proseguire in direzione opposta a quella stabilita.

    Secondo la ricostruzione fatta dal parroco, nei pressi della Capitaneria di Porto ha iniziato a piovere per cui  è stato chiesto   ai portatori di mettere il carro al riparo sotto il ponte della ferrovia e pochi minuti più tardi  don Giosuè ha dato disposizione di arrivare  sulla banchina di levante per la  commemorazione dei defunti in mare e subito dopo,  consultandosi con i responsabili dell’ordine pubblico e della sicurezza, è stato stabilito il rientro anticipato anche perché il forte vento che si era alzato.







    E' stato spiegato il tutto a mezzo megafono con la promessa di una nuova processione a maggio.

    E qui si è scatenato il putiferio: alcuni portatori si sono tolti la veste bianca, altri hanno incominciato ad inveire contro il parroco mentre sacerdoti e musicisti si spostavano verso via Fontana per precedere il carro sul nuovo percorso ma i portatori avevano deciso di continuare il vecchio percorso su via Garibaldi sempre scortati dalle forse dell' ordine per motivi di sicurezza.

    L' Associazione Amici Portatori ha preso le distanze dai fatti dell’8 dicembre, precisando che loro non c' entrano niente con quanto successo l' 8 dicembre durante la processione e si è dichiarata solidale con il parroco, come tantissimi cittadini.

    Polizia e carabinieri stanno intanto cercando di  accertare i fatti riguardanti gli insulti ed i tentativi di aggressione anche in sacrestia che sarebbe stata chiusa dalla Digos per motivi di sicurezza, mentre i portatori avrebbero affermato che volevano entrare in sacrestia solo perchè avevano lasciato lì degli effetti personali.

    La cosa strana è avvenuta al rientro del carro, nel silenzio assoluto, mentre gli ignari cittadini invocavano le campane quando  finalmente è iniziato uno scampanio di campane ma senza  la benedizione ai portatori.



    Per la mancata benedizione ai portatori, il parroco ha precisato che non avrebbe mai benedetto la violenza e l’arroganza, dopo gli eventi dell’Immacolata che tutti conoscono. Ieri è avvenuta, invece, la solenne benedizione del carro dell’Immacolata dopo la celebrazione eucaristica.

    Bisognerà vedere ora che cosa deciderà la Curia riguardo al proseguimento di questa tradizione.

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