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  • 04/01/2018 Romina Stilo: ancora un chiarimento sulla storia dell' ex.sementificio dopo lo sfogo sul web di dicembre

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    Questo lo sfogo di Romina Stilo sul web a novembre:

    “Che vergogna, nessuno ha a cuore l’amore per questa città”. Ex Sementificio, in fumo 3,5 milioni

    L' ex sementificio di Lava Troia doveva diventare un moderno istituto scolastico. Erano stati stanziati 3,5 milioni per la ristrutturazione dell’immobile, una cifra che doveva essere spesa per tale scopo ma entro il 31 dicembre 2017. Ma non è successo niente. Questo lo sfogo di Romina Stilo: “Che vergogna !! È stata la prima cosa che ho comunicato al Commissario prefettizio da attenzionare affinché non si perdessero i fondi !!! Tutto questo rattrista ancor di più, nessuno ha a cuore l’amore per questa città . Che sconforto!!”





    Questa la lettera inviata da Romina Stilo al Commissario Prefettizio:


    Questa è la risposta del commissario:








    Agli inizi di gennaio Romina Stilo ha ancora precisato sull' ex sementificio:

    "Urge un chiarimento. Voglio rispondere a chi non è aggiornato ne’ sul progetto da farsi nè sui soldi recuperati e stanziati. Nel momento in cui mi sono insediata al comune , ho ereditato ( come comune) questa struttura fatiscente e abbandonata . Ho pensato di far fare un progetto importante per Torre.

    Torre del greco meritava un istituto alberghiero autonomo, quarta città più popolosa della Campania con una tradizione gastronomica importante. Sono andata a tozzare col business di altri istituti limitrofi. Sono andata avanti perché ho pensato ai tanti ragazzi che devono andare in altre città per inseguire gli studi scelti e ai tanti impossibilitati perché non hanno risorse sufficienti per poter seguire il proprio sogno.

    Sono riuscita ad ottenere le autorizzazioni dovute sia dalla città metropolitana ( gli istituti superiori sono gestiti dalla città metropolitana e non dai comuni )e sia a far rientrare l’istituto nella delibera di approvazione regionale.

    Noi comune vi abbiamo messo i soldi. Dovevamo dare in comodato d’uso alla città metropolitana l’istituto ristrutturato ( e questo era possibile grazie a un servizio eccellente reso alla città) ma alla fine la città metropolitana nega la manutenzione ordinaria, cosa che non poteva essere imputata al comune perché sarebbe stato danno erariale. Ho dovuto rivedere il tutto ( una grande perdita per Torre e credo che ci siano state pressioni superiori per impedire ciò) individuando nella struttura un istituto comprensivo.

    Quest’ultimo fondamentale in questa zona, carente di scuole. Lo step successivo era eliminare l’ultimo fitto passivo (Scauda -Falcone) e accogliere con un servizio adeguato di pulmini anche questi bambini. E creare una nuova scuola 2.0 in una zona abbandonata e degradata era l’optimum per riqualificare anche la zona. Il 6 settembre, il commissario prefettizio mi chiede tre punti da attenzionare.

    Uno di questi era di seguire i dirigenti in questo lavoro perché Torre non si poteva permettere di perdere gli 8 mln stanziati. La gara si sarebbe dovuta fare entro dicembre 2017 , altrimenti si sarebbero persi i soldi . E prima della gara erano importanti atti propedeutici a realizzarla. Ho messo tutto nero su bianco, mi hanno detto che non dovevo preoccuparmi perché stavano già a buon punto . La gara non si fa. Dicono che potranno recuperare i soldi. Circa 3 mln e mezzo derivano dalla ex legge 219, quella dei terremotati dell’81.

    Fondi mai recuperati e mai attenzionati e già persi per i tanti che lavorano al comune. Erano passati ben 36 anni. Mai utilizzati. Non ricordo più quante volte sono andata al ministero a Roma e tutto il lavoro certosino fatto per avere l’ok per riutilizzare questi soldi. A questi abbiamo dovuto aggiungere 4 mln e mezzo dall’avanzo di amministrazione. Il progetto ambizioso aveva un costo di 8 mln. I soldi dell’avanzo potevano essere utilizzati anche per fare altro ma , quando si amministra una città , devi fare delle scelte.

    E la scelta era dovuta al fabbisogno attuale: una scuola 2.0 per far rinascere quella zona, eliminare un fitto di circa 200 mila euro che il comune paga annualmente per la scauda con i soldi dei contribuenti. Solo chi è legato alla propria terra e sa cosa significa il valore di un soldo può ancora soffrire per questa mancanza d’amore per la propria città e per i cittadini!
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