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08/04/2022 Piazzale Cento Fontane: intervento di diserbo meccanico dell'area pubblica con divieto di sosta con rimozione forzata. Uno dei più significativi monumenti di Torre del Greco,  che raccoglie da secoli le acque di una sorgente naturale di acqua


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08/04/2022 DISPOSITIVO TEMPORANEO DI VIABILITA’ PER DISERBO MECCANICO - PIAZZALE CENTO FONTANE

In considerazione della nota prot. n. 18635/2022 con la quale il Dirigente U.O. Ambiente ed Ecologia del comune di Torre del Greco, chiede l’adozione di un dispositivo di viabilità finalizzato ad un intervento di diserbo meccanico di area pubblica, presso lo storico sito delle “Cento Fontane”, il Dirigente al 9° Settore di Polizia locale e Protezione civile, Com.te Salvatore Visone, ha predisposto, con apposita ordinanza dirigenziale, n. 1339 del 06 Aprile 2022 il seguente dispositivo temporaneo di viabilità:

PIAZZALE CENTO FONTANE: divieto di sosta con rimozione forzata nell’intera area, il giorno 09 Aprile 2022 dalle ore 06.00 alle ore 13.00.

28/04/2015 IL COMPLESSO DELLE 100 FONTANE A TORRE DEL GRECO

Uno dei più significativi monumenti di Torre del Greco,  che raccoglie da secoli le acque di una sorgente naturale di acqua una volta potabile alimentata dal fiume Dragone, che, secondo varie testimonzianze raccolte dallo storico Francesco Balzano, aveva la sua origine alle radici del Vesuvio.





Il monumento è stato completamente sommerso dalle numerose colate laviche del Vesuvio e la forma attuale risale originariamente al 1783, quando per incarico dell’Università (Torre del Greco) il rev. Don Gaetano De Bottis, riuscì a raccogliere l’acqua dispersa e ne rintracciò dell’altra, convogliandola in nuovi e più idonei condotti. Una volta catturata l' acqua, la fece passare attraverso gritte scavate nel muro di contenimento e nel terrapieno della rupe sotto il castello ottenendo una prima fontana, architettonicamente decorosa, dotata di ventotto “cannuoli” e adibita per bere e fare provviste,poi una seconda fontana con nuovi lavatoi comuni che doveva servire alle donne per lavare i panni.

La lava dell’eruzione del 1794 la sommerse completamente distruggendola, ma l’Università riuscì ancora a rintracciare il corso dell’ acqua e fu costruito un nuovo padiglione in fabbrica con cento “cannuoli” che versavano ininterrottamente l’acqua e con dei lavatoi, con uno scalone che pwermetteva di raggiungerla dalla strada. Anche questa fu distrutta dall' eruzione nel 1861 e se ne costruì un' altra lì vicino ma non si riuscì a metterla in funzione per mancanza delle pendenzee si decise di riattivare la vecchia fontana sotto il castello che fu inaugurata nel 1879.

Dopo anni di abbandono, finalmente il complesso è stato ripreso nel 2009

E' stato proposto per il terzo anno consecutivo un progetto di ripresa dell' intero complesso comprendente anche il torrione, insomma una ristrutturazione completa con presa in carico dell' intera zona da parte di un' associazione di Torre del Greco che provvederebbe anche a gestirla dopo i lavori, a costo zero per il comune. Il progetto sarà presentato nel corso dell' assemblea Social Street del 30 aprile alle ore 18 presso la sede dell' associazione Terra Mia in vico primo Giardino del Carmine.









02/10/2013 IL COMPLESSO DELLE 100 FONTANE A TORRE DEL GRECO





Si apprende intanto che il complesso è stato dato in gestione al comitato di quartiere IL PROGRESSO che dovrebbe provvedere alla pulizia ed alla manutenzione dell' area. E proprio ieri la zona è stata ripulita dai volontari ma rimangono sempre le erbacce da estirpare e poi vi sono i due problemi già evidenziati dall' associazione IL PROGRESSO: la notevole quantità di acqua che viene sciupata e bagna anche per terra e poi vi è il problema del torrione che è stato ricordato in settimana al sindaco in persona. Problemi sospesi, dunque: acqua , erbacce, torrione e il verde da rivedere.

  • 29/10/2013 Foto CENTO FONTANE DOPO LA PULIZIA.

  • Foto 100 Fontane le foto del 2014

    04/08/2015 Si parla di un nuovo affidamento come da proposta di una nuova convenzione per il Complesso Monumentale de "La Fontana delle Cento Cannelle" e adesione a "Coloriamo di Verde la nostra città"

    Il 21/06/2015 le Cento Fontane risultavano abbandonate e pericolose ed il sindaco ne decretò la chiusura. Scoppiò anche una violenta discussione politica perchè i volontari a cui l’amministrazione comunale aveva affidato in gestione le storiche Cento Fontane non garantivano la pulizia e la sicurezza all’interno del monumento.

    Guai a cui si aggiunsero le precarie condizioni della scarpata a ridosso del simbolo della zona porto, evidentemente a rischio crollo. Un rischio che convinse il sindaco a scrivere la parola fine a polemiche e proteste ordinando la chiusura delle Cento Fontane «fino a ulteriori sopralluoghi per la verifica dei requisiti di sicurezza della scarpata». Sopralluoghi che hanno poi rvidenziato la sicurezza del torrione.





    Si ricorda che il complesso era stato dato in gestione al comitato di quartiere IL PROGRESSO che avrebbe dovuto provvedere alla pulizia ed alla manutenzione dell' area ma avrebbe gradito che il comune fornisse almeno il materiale necessario. La zona è stata spesso ripulita dai volontari ma sono rimaste tracce di erbacce da estirpare e poi i due problemi già evidenziati dall' associazione IL PROGRESSO: la notevole quantità di acqua che viene sciupata e bagna anche per terra e poi vi era il problema del torrione che è stato ricordato in settimana al sindaco in persona. Problemi sospesi, dunque: acqua , erbacce, torrione e il verde da rivedere.

    Successivamente è arrivata la revoca all’affidamento dello storico monumento a ridosso della zona porto al comitato di quartiere «Il Progresso».

    Agli inizi di agosto si riprende a parlare di una nuova manutenzione delle Cento Fontane da affidare a TERRA MIA che ha presentato più volte dei progetti, l' ultimo dei quali nel mese di aprile. La nuova convenzione riguardante il complesso delle Cento Fontane e l' adesione da parte dell' Associazione Terra Mia al programma "Coloriamo di verde la nostra città" come riportato nel manifesto.









    Si tratta di uno dei più significativi monumenti di Torre del Greco,  che raccoglie da secoli le acque di una sorgente naturale di acqua una volta potabile alimentata dal fiume Dragone, che, secondo varie testimonzianze raccolte dallo storico Francesco Balzano, aveva la sua origine alle radici del Vesuvio,

    Il monumento è stato completamente sommerso dalle numerose colate laviche del Vesuvio e la forma attuale risale originariamente al 1783, quando per incarico dell’Università (Torre del Greco) il rev. Don Gaetano De Bottis, riuscì a raccogliere l’acqua dispersa e ne rintracciò dell’altra, convogliandola in nuovi e più idonei condotti.

    Una volta catturata l' acqua, la fece passare attraverso gritte scavate nel muro di contenimento e nel terrapieno della rupe sotto il castello ottenendo una prima fontana, architettonicamente decorosa, dotata di ventotto “cannuoli” e adibita per bere e fare provviste,poi una seconda fontana con nuovi lavatoi comuni che doveva servire alle donne per lavare i panni.

    La lava dell’eruzione del 1794 la sommerse completamente distruggendola, ma l’Università riuscì ancora a rintracciare il corso dell’ acqua e fu costruito un nuovo padiglione in fabbrica con cento “cannuoli” che versavano ininterrottamente l’acqua e con dei lavatoi, con uno scalone che pwermetteva di raggiungerla dalla strada.

    Anche questa fu distrutta dall' eruzione nel 1861 e se ne costruì un' altra lì vicino ma non si riuscì a metterla in funzione per mancanza delle pendenzee si decise di riattivare la vecchia fontana sotto il castello che fu inaugurata nel 1879.

    Dopo anni di abbandono, finalmente il complesso è stato ripreso nel 2009

    Più volte è stato presentato un progetto di ripresa dell' intero complesso comprendente anche il torrione, insomma una ristrutturazione completa con presa in carico dell' intera zona da parte dell' associazione Terra Mia di Torre del Greco che provvederebbe anche a gestirla dopo i lavori, a costo zero per il comune. Il progetto è stato presentato anche nel corso dell' assemblea Social Street del 30 aprile alle ore 18 presso la sede dell' associazione Terra Mia in vico primo Giardino del Carmine.

  • 02/10/2013 IL COMPLESSO DELLE 100 FONTANE A TORRE DEL GRECO..

  • 29/10/2013 CENTO FONTANE DOPO LA PULIZIA.

  • 100 Fontane le foto del 2014




    Cento fontane / Rotary e-club Vesuvio Torre del Greco. Cento Fontane: una sintesi della storia (italiano) (Articolo senza data su https://www.isdegni.edu.it)

    CENTO FONTANE

      Un’antica leggenda torrese, risalente all’882 d.C., racconta di alcune donne che, in prossimità di una fonte, misero in fuga i Saraceni grazie al rumore dei loro zoccoli.

    Questa fonte probabilmente è il sito iniziale delle attuali Cento fontane.

    Le prime notizie certe riguardanti il sito risalgono al ‘400, grazie alla testimonianza dello storico Pietro Summonte.

    Egli descrisse la “ fortezza”, oggi Palazzo Baronale , quale scenario degli amori di re Alfonso D'Aragona e Lucrezia D'Alagno, evidenziando la presenza di una fonte alimentata dal fiume Dragone.

    Tra il 1600 e il 1700 il Vesuvio fu particolarmente attivo, infatti, l'eruzione del 1631 distrusse parte del castello, risparmiando il sito, modificando però il territorio circostante.

    Di fatti fece indietreggiare il mare seppellendolo con lava e detriti della rupe, formando la zona denominata "Vasciammare".

    Qualche anno dopo l’eruzione (1631) dove c'era la fonte del Dragone, sorgevano le fontane che servivano esclusivamente alle donne per il lavaggio dei panni.

    Un’ulteriore eruzione distrusse le fontane pubbliche e la zona “Vasciammare”; tuttavia il quartiere fu ricostruito in breve tempo, vedendo posizionate le fontane all’inizio “Via Fontana”, così oggi chiamata, proprio al di sotto del castello aragonese.

    A proposito di Fontane “… Esse erano semplici, utili, necessarie a vivere, senza distinzione tra ricco, povero, giovane, vecchio, uomo o donna; erano teatro della vita torrese che vide scene quotidiane di lavandaie, corallai, giovani pescatori e oasi di refrigerio per molti viandanti”.

    Lo storico Francesco Balzano, scrive del fiume sottostante alle fontane, che sfocia, ancora oggi, nella zona che si trovava proprio di fronte a via Fontana, chiamata “Vascio ‘a ripa”, attuale porto della città.

    Una rappresentazione del pittore Achille Gigante del 1845 ci rappresenta un paesaggio con fontane e scalone molto simile a quello di oggi.

    Torre del Greco è sempre stata riconosciuta a livello mondiale per la lavorazione del corallo, che iniziò proprio nel sito delle Cento Fontane.

    In quei luoghi avveniva la “Lustrata”, ovvero il lavaggio del corallo attraverso un macchinario rotante, all’interno del quale esso veniva inserito insieme a sapone e pomice sotto un abbondante flusso d’acqua.

    Anni dopo, durante l’eruzione vulcanica del 1861, le Fontane subirono gravissimi danni a causa dell’elevamento del terreno e della temperatura dell’acqua, che sfiorò i 40°.

    La città restò semidistrutta a causa dei terremoti ma il Comune decise di ristrutturare i condotti dell’acqua e il padiglione, per renderlo più utile e grazioso visivamente.

    Le fontane vennero inaugurate nel 1879 e rimasero tali fino agli inizi della seconda guerra mondiale.

    Il primo restauro ci fu nel 1929, in memoria del loro cinquantenario, in onore dei cittadini che eroicamente ricostruirono la città dopo le distruzioni dello “Sterminator Vesevo”.

    L’ultimo restauro avvenuto risale al 2006. Attualmente le fontane sono chiuse ed il sito è nella morsa del degrado.







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