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  • 21/09/2017 La raccolta differenziata da sola non basta ma bisogna ricordare la R più importante, la Riduzione dei rifiuti

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    La raccolta differenziata da sola non basta ma bisogna ricordare la R più importante, la Riduzione dei rifiuti.
    Esiste addirittura una settimana dedicata a questo tema, la "Settimana europea per la riduzione dei rifiuti" che si commemora a fine novembre, per il 2017 dal 18 al 26 novembre, per il nono anno consecutivo.

    Per il 2015, il comune di Torre del Greco organizzò una giornata in piazza per invitare alla riduzione dei rifiuti:

  • 25/11/2015 Settimana europea per la riduzione dei rifiuti.

    Per il 2016 si ricorda la contestazione della Stilo a quanto scritto da Legambiente:

  • 12/11/2016 Il Vicesindaco Stilo scrive al Presidente Regionale di Legambiente per controbattere quanto scritto a proposito delle isole ecologiche e della pessima gestione dei rifiuti .

    Esiste anche un calendario per tutte le giornate da ricordare:

  • 31/03/2015 Le giornate da ricordare e da commemorare.

    E' sempre bene ricordare la regola delle 6R:

  • 22/02/2015 La raccolta differenziata e la regola delle 6R.

    Ogni anno si organizzano delle azioni per la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, ma, naturalmente, l'impegno in questo campo non si esaurisce, anzi, l'occasione di questa campagna deve essere utile per trovare stimoli e idee e rinnovarsi tutti i giorni dell'anno.

    Nonostante l'avvio del servizio di raccolta "porta a porta", i costi del servizio di raccolta e smaltimento, nonostante la minor quantità di rifiuti che finiscono in discarica e l'impegno richiesto ai cittadini, continuano a salire, segno evidente che c'è qualcosa che non va.
    In secondo luogo, pare che tutti si siano dimenticati che il primo obiettivo da perseguire è quello della RIDUZIONE dei rifiuti.

    Le Amministrazioni Comunali possono fare molto sotto questo punto di vista. Qui a seguire alcune riflessioni e dei suggerimenti pratici.

    Sono tante le proposte per i Comuni e per i cittadini: dalle borse riutilizzabili per la spesa ai prodotti alla spina, dalle “sagre virtuose” ai mercatini dell’usato, ecc.

    Anche il valore percentuale ottenuto nella raccolta differenziata è certamente un indicatore molto importante, ma, da solo, non è sufficiente a definire la situazione. Esso va, infatti, rapportato ad almeno altri due dati: la “qualità” dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata e la produzione pro-capite di rifiuti che si ha in un determinato territorio.

    Per quanto riguarda il primo aspetto, è abbastanza intuitivo che, se la raccolta differenziata viene fatta bene, si possono ottenere vantaggi o risparmi dal recupero dei materiali separati; mentre un prodotto che presenta varie percentuali di “impurità” costringe ad ulteriori lavorazioni o addirittura vanifica gli sforzi effettuati.

    Il sistema “porta a porta” rispetto agli altri (quelli, ad esempio, che utilizzano contenitori stradali) è dato dalla possibilità di controllare puntualmente la qualità e la “purezza” delle tipologie di rifiuti conferiti.

    L’altro elemento essenziale per “qualificare” il dato percentuale di raccolta differenziata è la quantità di rifiuti pro-capite che vengono prodotti ma è necessaria una verifica della presenza o meno nel territorio di discariche abusive che possono alterare i risultati ottenuti.

    Molte cose sono ancora migliorabili soprattutto con l’impegno di tutti: cittadini e amministrazioni comunali.

    Quello che si è trascurato in particolare è la prima cosa da fare, la necessità di ridurre la quantità dei rifiuti, soprettutto nei comuni poco abitati ed in località montane, data la dispersione dei centri abitati, in cui le distanze da percorrere con i mezzi di raccolta, le caratteristiche delle strade e le difficoltà aggiunte dalla cattiva stagione, unite alla non idoneità ad ospitare discariche, comportano costi più elevati rispetto alla pianura o alle città.

    La riduzione dei rifiuti si realizza utilizzando le borse per la spesa al posto dei sacchetti di plastica (compresi quelli definiti più o meno bio-degradabili); acquistando prodotti “alla spina”, invece che in contenitori “a perdere”; rinunciando all’utilizzo di acque minerali in favore di quella del rubinetto; sostituendo i pannolini “usa e getta” con quelli lavabili, ecc.

    Poi vi è la possibilità di creare dei mercatini dell’usato per rimettere in circolo gli oggetti che non servono, come pure ricorrendo al baratto oppure ad iniziative tipo quella dei "rifiuti con affetto.

    Da ricordare anche la questione dei rifiuti organici che rappresentano una grossa parte dei rifiuti solidi urbani e che dovrebbero essere utilizzati per il compostaggio domestico, di quartiere o di comunità, compresi quelli prodotti nei cimiteri, ad evitare i grossi cisti di trasporto e smaltimento.

    Poi vi sono le “Sagre virtuose”, concorsi basati sull’adesione volontaria da parte degli organizzatori che premiano con un marchio di qualità le sagre in cui: si utilizzano stoviglie lavabili e riutilizzabili, oppure realizzate in materiali compostabili; si riduce l’impiego di bottiglie usa e getta; si differenziano i rifiuti; si propongono prodotti agricoli locali; si prevede il recupero della frazione organica. ecc.

    In definitiva bisogna abituarsi a differenziare il meglio possibile e a ridurre i rifiuti in ogni modo.

    Esiste il modello “rifiuti zero” che prevede innanzitutto la raccolta "porta a porta" che potrebbe migliorare la percentuale di raccolta.

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