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  • 22/02/2019 Il piano industriale sarebbe stato realizzato su percentuali ipotetiche per cui permane il rischio di sottostimare voci di costo. La nuova ditta potrebbe richiedere i proventi mancanti per la vendita dei rifiuti nobili

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    Al termine della commissione odierna, avente ad oggetto la tassa sui rifiuti (Tari), si consolidano le nostre perplessità.

    Effettivamente mancavano relazioni esplicative come  da noi sottolineato, ma è l’intero impianto che ci induce a profonde riflessioni.

    Il calcolo della tassa sui rifiuti ed piano economico a supporto si articolano utilizzando per taluni aspetti stime e previsioni e per altri dati definitivi.

    Ed in più è chiara la volontà di non rivedere il tutto alla luce dell’aumento del costo per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati, come imposto dalla Città Metropolitana.

    Alla luce delle nostre perplessità potremmo fare una facile profezia che la Tari cosi com’è a breve sarà adeguata ai nuovi dispositivi, ma soprattutto, che permane il rischio di sottostimare voci di costo e sovrastimare le premialità di differenziata.

    Il dato di fatto che emerge infatti è che l’impianto del piano industriale nuovo approvato, sul cui valore é di conseguenza calcolata la tariffa urbana dei rifiuti, è stato definito sulla base di una percentuale ipotetica del 65% che non ha, al momento, alcuna possibilità di realizzazione.





    Cosa accadrà se tali stimate percentuali, come è molto probabile, salteranno  miseramente?

    Un altro libro dei sogni, l’ennesimo rischio per le tasche dei cittadini.

    Portavoci consiglieri M5S Torre del Greco








    Nota esplicativa:

    La raccolta porta a porta parte con la differenziata al 65% e siccome sarà impossibile raggiungere subito questo livello, la ditta chiederà la differenza riguardante la mancata vendita dei rifiuti differenziati (Si ricorda che i proventi della raccolta differenziata vanno alla ditta che si troverebbe ad incassare di meno dalla vendita dei rifiuti differenziati).

    La ditta potrebbe pretendere, dunque, di ricevere i proventi mancanti che il comune chiederebbe ai cittadini con l' aumento della Tari.

    Vi sarebbe la possibilità di non pagare questa aggiunta, basterebbe arrivare ad una raccolta differenziata... del 65%!!!

    Un altro fatto che non si comprende è come mai non venga attuato il cambio della ditta, allontanando definitivamente la Gema. Perchè si va avanti con la Gema?

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