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  • 06/10/2017 Torna il “vuoto a rendere” con una sperimentazione di un anno. Leggi il DM 3 luglio 2017, n. 142. Entrata in vigore del provvedimento: 10/10/2017

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    Vuoto a rendere indica che un contenitore (tipicamente bottiglie di vetro, ma anche in plastica PET) una volta svuotato dev'essere reso al fornitore, così che possa essere riutilizzato (si arriva fino a 20 riutilizzi per le bottiglie in PET, 40 per quelle in vetro).

    In genere, chi acquista il prodotto in vuoto a rendere paga una cauzione che viene resa al momento della restituzione, in contrapposizione al vuoto a perdere, che indica invece che il contenitore non viene restituito e può essere gettato come usa e getta o riutilizzato in altra forma.



    Secondo studi condotti dall'Ufficio federale dell'ambiente della Germania i vuoti a rendere sono significativamente meno inquinanti degli usa e getta, l'ammontare dei rifiuti è ridotto del 96% per il vetro e dell'80% con la plastica. Il riuso per 20 volte di una bottiglia di vetro comporta anche un risparmio energetico del 76,91%.

    Nel 2014 è stato approvato in Commissione Ambiente alla Camera un emendamento al Collegato Ambientale che riformula la proposta di legge (a prima firma Stefano Vignaroli) sul "Vuoto a rendere".

    Si prevedeva in via sperimentale una cauzione per gli imballaggi di vetro per la birra e acqua minerale serviti al pubblico da alberghi, residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri locali pubblici, sperimentazione da avviare entro sei mesi.

    Sorgeva il problema collegato alla parte finale dei riutilizzi, in quanto la sottrazione degli imballaggi dal ciclo dei rifiuti non è vista di buon occhio dalle lobby dei gestori e dei petrolchimici. In accordo con i vari studi, un'ordinanza tedesca del 1991 prevede che almeno il 72% dei contenitori prodotti dalle aziende siano vuoti a rendere. In Danimarca, per le bibite, il vuoto a rendere in bottiglie di vetro è obbligatorio. In Norvegia è utilizzato il vuoto a rendere per le lattine. In Italia, nel 2005, i vuoti a rendere coprivano meno del 50% dei consumi, anche se si assiste ad una crescita di progetti volti a diminuire o eliminare gli usa e getta. A partire dal 10 Ottobre 2017 gli esercenti possono aderire alla sperimentazione atta a reintrodurre il vuoto a rendere secondo quanto previsto dal DM 3 luglio 2017, n. 142

     Dal 10 ottobre sarà possibile per gli esercenti aderire a questa fase sperimentale, una fase che non riguarda i cittadini ma i commercianti del consumo fuori casa.

    Si invitano, quindi, i gestori dei bar a partecipare a questa che sarà una piccola ma significativa rivoluzione che permetterà di rendere il mercato più sostenibile e anche di attivare un circuito economico virtuoso.

    Per adesso saranno interessate al vuoto a rendere solo bottiglie di birra e di acqua minerale.

    Riusciremo già così a ridurre notevolmente la produzione di imballaggi, e speriamo anche che le amministrazioni comunali si facciano attori di campagne di sensibilizzazione e informazione, dato che il governo non ha voluto incentivare la norma in nessun modo per premiare lo sforzo virtuoso dell'esercente, non investendo alcun impegno di spesa.
  • DECRETO 3 luglio 2017, n. 142 

    Si riportano alcune definizioni ed il link ad alcuni articoli del 2014:

  • Vuoto a perdere, vuoto a rendere

  • Archivio raccolta bottiglie di plastica

  • 09/08/2014 Riciclaggio tedesco

  • Info Vuoto a Rendere
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