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  • 08/03/2009 In arrivo l' ora legale estiva in Europa e in USA

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    Come da Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 14/03/2006 riportiamo le date di cambiamento dell'ora per l' anno in corso e per i due successivi. Domenica 29 marzo entrerà in vigore l' ora legale estiva con spostamento in avanti delle lancette dell' orologio a partire dalle ore 24. L' ora legale rimarrà in vigore fino all' ultima domenica del mese di ottobre, il 25 ottobre, quando le lancette dell' orologio si dovranno spostare indietro di un' ora.

    Anticipo ora legale negli USA

    Si ricorda che domenica 8 marzo entrerà in vigore l'ora legale nei paesi USA, mentre in Europa il cambio avverrà domenica 29 marzo;
    di conseguenza per le prossime tre settimane gli orari di apertura e chiusura dei mercati USA saranno anticipati di un' ora:
    - inoltro con ECN alle 13:30
    - inoltro con PENSON alle 14:30
    - chiusura alle 21:00
    L'orario di apertura del mercato CME resterà invariato alle ore 8:30 mentre la chiusura sarà anticipata alle ore 21:15

    2009

    Inizio ora legale

    29 marzo Ritorno ora solare 25 ottobre
    2010

    Inizio ora legale

    28 marzo Ritorno ora solare 31 ottobre
    2011

    Inizio ora legale

    27 marzo Ritorno ora solare  30 ottobre

    Tutto sull' ora legale (ora estiva) e sull' ora solare (Da Wikipedia, l'enciclopedia libera)

    L'Ora legale (detta anche Ora estiva) è l'ora locale che una nazione sceglie di adottare per una parte dell'anno, generalmente portando l'orario avanti di 60 minuti rispetto all'orario standard ufficiale, (o ora solare). Si tratta di un sistema che ha lo scopo di sfruttare al meglio la luce del giorno. L'ora ufficiale viene aggiustata in avanti durante i mesi primaverili ed estivi, in modo che l'orario lavorativo o l'orario scolastico venga a coincidere meglio con le ore di luce.

     

    Storia

    Già nel 1784 l'inventore del parafulmine Benjamin Franklin pubblicò un'idea sul quotidiano francese Journal de Paris. Le riflessioni di Franklin si basavano sul principio di risparmiare energia ma non trovarono seguito. Oltre un secolo dopo (nel 1907), l'idea venne ripresa dal britannico William Willet, e questa volta trovò seguaci: nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un'ora in avanti durante l'estate. Molti paesi imitarono la Gran Bretagna in quanto in tempo di guerra il risparmio energetico era una priorità.

     

    Nel mondo

    Nell'Unione Europea l'adozione dell'ora legale è armonizzata da anni, nonostante le polemiche di alcuni stati membri. Tuttavia nel mondo l'ora legale non segue sempre le stesse regole, e talvolta non è neppure utilizzata (come ad esempio in Giappone).

    Nell'emisfero australe, l'ora legale segue ovviamente un calendario invertito rispetto all'Europa e al Nord America: in Australia - negli Stati che la adottano - è in vigore dalla fine di ottobre alla fine di marzo, mentre in Brasile si va da novembre a febbraio. In Africa è scarsamente usata, così come in Asia, dove si usa nelle Repubbliche dell'ex Unione Sovietica, ma non in molti stati in quanto i calendari non sono omogenei.

    Per un elenco degli stati che adottano l'ora legale, si può vedere la voce Fuso orario.

     

    Italia e Svizzera

    In Italia l'ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1916 fino al 1920. Da allora fu abolita e ripristinata diverse volte tra il 1940 e il 1948. Tuttavia, dal 1966 (in periodo di crisi energetica) è stata utilizzata con continuità, pur con modalità varianti negli anni: dal 1966 al 1980 venne stabilito che l'ora legale dovesse rimanere in vigore dalla fine di maggio alla fine di settembre; dal 1981 al 1995, invece, si stabilì di estenderla dall'ultima domenica di marzo all'ultima di settembre. Il regime definitivo è entrato in vigore nel 1996, quando si stabilì di prolungarne ulteriormente la durata dall'ultima domenica di marzo all'ultima di ottobre.

    In Svizzera l'ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1981, ma l'introduzione non è stata semplice.

     

    Benefici e critiche

    Con l'ora legale, dal 2004 al 2007, l'Italia ha risparmiato, complessivamente, oltre 2,5 miliardi di kilowattora, pari a 300 milioni di euro, secondo quanto calcolato da Terna, la società responsabile in Italia della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione[1]; il risparmio per il solo 2007 è stato di 645,2 milioni di kilowattora. Per avere un riferimento, sempre in base ai dati resi disponibili da Terna, il fabbisogno annuo italiano (consumo) nel 2007 è stato di 339,8 miliardi di kilowattora [2].

    Un beneficio certo è dovuto al fatto che un'ora di luce in più alla sera favorisce le attività ludiche, di spettacolo, di intrattenimento e le attività ristorative e turistiche, mentre il ritardo dell'alba crea nei campi produttivi tradizionalmente legati alle prime ore del mattino (come l'agricoltura, l'allevamento e i trasporti) difficoltà operative, ma non diminuzioni di produttività.

    Anche le attività ludiche, di spettacolo, attività ristorative e turistiche, etc. consumano energia elettrica. Ma anche ammesso che ci sia un reale risparmio elettrico, che non sia dovuto ad altri fattori (come l'allungamento delle ore di luce durante il periodo estivo), si dovrebbe anche calcolare e confrontare la variazione dei consumi energetici petroliferi, visto che le attività serali favorite dalla ulteriore ora di luce, spesso implicano l'uso di mezzi di trasporto. Se consideriamo che tipicamente un'ora di uso di un mezzo di trasporto implica un consumo energetico equivalente a tutto il consumo estivo di energia elettrica speso da una famiglia per l'illuminazione, il risultato potrebbe essere sorprendente.

    Un altro costo che dovrebbe essere seriamente preso in considerazione a causa della attuale elevata informatizzazione, con la tendenza a spingersi sempre più in profondità nel tessuto sociale, e' quella dei costi informatici della gestione delle due variazioni annuali dell'ora legale, tra ora invernale ed ora estiva. Ad esempio, lo scaricamento e l'installazione degli aggiornamenti al sistema operativo, che non coinvolgono solo le famiglie, ma anche i computer di tutte le aziende ed attività lavorative. Ma anche i problemi che si creano nel sistema mondiale delle transazioni finanziarie, solo per fare un altro esempio, peraltro coinvolto con le difficoltà di introduzione dell'ora estiva in date diverse per paesi diversi. Si consideri che l'ora estiva avviene in periodi contrapposti nell'emisfero australe. L'esperienza insegna che ogni aggiornamento ai sistemi operativi porta con se il rischio dell'introduzione di ulteriori difetti e guasti del suo funzionamento. Inoltre, se ai tempi di Franklin, mediamente ogni famiglia aveva al massimo un solo orologio, oggi in una abitazione sono presenti un miriade di apparecchi con orologio interno: termostati temporizzati, timer vari, registratori audio e video, la radiosveglia, l'agenda elettronica, lo stesso PC/Mac con cui leggete questo testo, etc. E non dimentichiamo l'orologio ormai presente nelle auto. Sarebbero da stimare i costi associati, non solamente al tempo di aggiustare due volte all'anno tutti questi apparecchi, ma anche conseguenti ad errori, sviste, mancati appuntamenti, etc. causati dal fatto di avere dimenticato di regolare uno di questi segnatempo, magari proprio quello dell'auto, ed in un momento di fretta, affidarsi all'ora indicata per decidere in un'istante se fare una deviazione prima di un appuntamento.

    Da sondaggio condotto dal Codacons risulta che gli italiani sono per il 50% a favore e per il 50% contrari all'ora legale. La stessa inchiesta ha tuttavia rilevato che la maggior parte degli intervistati sono a favore dell'abolizione dell'ora solare. Questa soluzione comporterebbe l'utilizzo dell'ora legale tutto l'anno, che non permetterebbe un risparmio energetico durante l'inverno ma eliminerebbe il cambio dell'ora[3].

    E questo ci riporta ad uno dei difetti del principio dirigista che sta dietro alla filosofia dell'ora legale, ovvero che milioni di persone si mettono in strada nello stesso momento, causando l'intasamento giornaliero delle vie e dei mezzi di trasporto, sotto il naso di tutti, con i pesanti costi umani ed ambientali conseguenti, sia in danni diretti che in costi vivi ed in ore perse. La filosofia di risolvere "problematiche" di orario ristretti a gruppi definiti della popolazione, a mezzo di risposte collettive globali, è chiaramente conflittuale con la ovvia soluzione di scaglionare l'inizio delle attività lavorative, onde ridurre la concentrazione delle masse in movimento. Solo questo aspetto fa sicuramente impallidire, e non il minimo costo di 2,5 miliardi di kWh, che corrispondono solo a 50 kWh a testa, ovvero pochi euro all'anno, di fronte al costo di molti euro ogni giorno speso in carburanti.

    Studi medici hanno dimostrato come il passaggio all'ora legale causi scompensi ai ritmi circadiani, con possibili ripercussioni per la salute umana. Questi scompensi sono ritenuti la causa dell'incremento degli incidenti stradali che avviene, due volte all'anno, nei giorni successivi a quello dello spostamento delle lancette degli orologi.

     

    Note

     

    Voci correlate

     

    Collegamenti esterni

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