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  • 23/02/2011 La Banca centrale europea pretende un maggiore rigore contro il debito

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    La Bce interviene sulla riforma della politica economica europea richiedendo sanzioni automatiche per i paesi che dovessero violare le regole della governance dell'Unione europea. Da quello che si legge: la riforma della governance economica Ue dovrà "concentrarsi sui Paesi dell'area euro con grossi deficit correnti, significative perdite di competitivita' e alti livelli di debito pubblico e privato".

    La Bce tenta dunque l'affondo sulla riforma delle regole di bilancio e torna a chiedere sanzioni certe, allerta sul debito eccessivo e persino una revoca dell'accordo che, nel 2005, risparmiò a Francia e Germania la procedura di deficit eccessivo.

    Secondo la BCE è necessario eliminare le clausole permettono di aggirare le sanzioni per i Paesi in eccesso di deficit o debito pubblico e chiede ai paesi con deficit pubblico eccessivo tempi certi e nessuna clausola che consenta loro delle scappatoie.<

    Se il disavanzo risultasse superiore al 3% del Pil gli stati dovrebbero versare un deposito presso la Commissione: al secondo richiamo l'istituto monetario pretende che il paese sia chiamato a pagare una multa.

    Jean-Claude Trichet, presidente della bce non ha mai fatto mistero della necessità di una svolta sul rigore di bilancio, dopo che Grecia e Portogallo hanno violato platealmente le regole.

    Una missione Ue-Bce è a Lisbona per verificare le misure anti-deficit, nasce il timore che «il Portogallo non possa andare avanti senza un salvataggio dopo marzo o aprile» di fronte ai titoli di Stato da rifinanziare.

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