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10/03/2022 Unicredit: Dividendo, Export, "Caro energia", esposizione in Russia: da UniCredit 3 miliardi a supporto delle PMI italiane. UniCredit è presente in Russia dal 2005 e ha già saputo in passato adattarsi e operare nel pieno rispetto di contesti sanzionatori


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UniCredit mette in campo nuove soluzioni per aiutare le imprese a fronteggiare i recenti rincari energetici e delle materie prime e per supportare le aziende più esposte alle criticità emerse in queste settimane sul fronte degli scambi commerciali internazionali.

UniCredit ha infatti deciso di stanziare un plafond di 3 miliardi di euro per dare nuova e immediata liquidità alle piccole e medie aziende del Paese. Più nel dettaglio, la banca mette a disposizione una nuova linea di finanziamenti, con importo minimo di 10.000 euro e durata 12 mesi comprensiva di pre-ammortamento fino a 6 mesi, per le PMI che necessitano di grandi quantità di energia per alimentare la propria produzione e per quelle che devono fronteggiare esigenze straordinarie legate all'attuale situazione dei mercati internazionali.

UniCredit è presente in Russia dal 2005 e ha già saputo in passato adattarsi e operare nel pieno rispetto di contesti sanzionatori.

Stiamo monitorando da vicino gli sviluppi nel paese, in piena collaborazione con le autorità di regolamentazione, avvalendoci di team di esperti dedicati che hanno definito piani di emergenza consistenti per proteggere il nostro personale operativo nell'area, i clienti in tutta Europa e gli azionisti.

UniCredit Bank Russia ha una posizione creditoria autofinanziata di 7,8 miliardi di euro a fine 2021, RWA di 9,4 miliardi di euro e un patrimonio netto di 2,5 miliardi di euro.

Al netto delle coperture sui cambi, la nostra esposizione diretta a UniCredit Bank Russia ("UCBR") si riduce a circa 1,9 miliardi di euro.







Il nostro approccio alla distribuzione è prudente e sostenibile. In virtù di questo, confermiamo il dividendo in contanti proposto per il 2021 di 1,2 miliardi di euro, mantenendo un CET1 ratio superiore al 13% anche nello scenario peggiore.

Inoltre, confermiamo la nostra intenzione di eseguire il riacquisto di azioni fino all'importo precedentemente concordato di 2,58 miliardi di euro [2],[3], sotto la condizione che il nostro CET1 proforma di fine anno 2021 rimanga superiore al 13,0%.

Un impatto finale sul capitale delle nostre esposizioni russe inferiore a 200 punti base ci permetterà di utilizzare fino a un importo equivalente per il riacquisto di azioni.

Forniremo aggiornamenti al mercato sullo sviluppo dell'esposizione a 200 punti base su base trimestrale, a meno che il miglioramento non sia superiore a 25 punti base, nel qual caso forniremo un aggiornamento ad hoc.

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