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Gli Strumenti per la Scelta di un Titolo in Borsa (G. Brindisi, www.wintrader.it)

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    Gli strumenti per la scelta di un titolo: L' Informativa | Analisi tecnica | Analisi grafica | Analisi Fondamentale | Analisi settoriale | Analisi aziendale |

  • L'informativa
    Uno dei fattori distintivi di un sistema di trading online rispetto al borsino tradizionale consiste sicuramente nella quantità e nella ricchezza dell’informativa disponibile. La disponibilità di informazioni tempestive gioca indubbiamente un ruolo di primaria importanza all’interno del processo di investimento, sia nella fase strategica di asset allocation sia nella fase operativa di scelta dei singoli titoli su cui operare.
  • Quotazioni in tempo reale
    Sicuramente le quotazioni in tempo reale costituiscono l’informativa principale cui nessun investitore può rinunciare. Tutti i siti di trading online consentono la creazione di liste personalizzate, solitamente chiamate watchlist, contenenti le attività finanziarie che si vogliono tenere sotto costante monitoraggio. Tali liste, una volta create, sono riproposte automaticamente dal sistema ogni volta che si accede al sito.
  • Indici di mercato e tassi
    Oltre all’informativa sulle singole attività finanziarie, è possibile visualizzare in tempo reale i valori relativi ai principali indici di mercato (Mibtel, Mib30, Midex, Cac40 ecc.) e inoltre alcuni operatori online forniscono l’informativa in tempo reale su tassi di interesse (per esempio, Libor a 1, 3, 6 mesi…); tassi di cambio; metalli pregiati; commodity varie.
  • News
    Una fonte informativa di primaria importanza è costituita dalle ultime notizie in linea. Tutti gli operatori online hanno stretto accordi con i maggiori info provider (Reuters, Bloomberg, Radiocor ecc.) per la fornitura delle news in tempo reale, solitamente in parallelo con la fornitura delle quotazioni. I sistemi di trading online più evoluti consentono anche il reperimento delle notizie di interesse sulla base di parametri specificati dall’utente. In particolare, una funzione di indubbia utilità è quella che permette la visualizzazione delle notizie inerenti uno specifico titolo tramite la selezione del titolo stesso direttamente dalla watchlist.
  • Grafici
    Un’altra informazione ottenibile selezionando il singolo titolo è rappresentata dai grafici storici. I grafici riportano l’andamento storico di una o più grandezze significative del titolo di interesse su un arco temporale definibile dall’utente (solitamente 1 mese, 3 mesi, 6 mesi, 1 anno). Le grandezze più comunemente riportate sui grafici risultano essere: prezzi di chiusura della seduta di borsa (ultimo, riferimento o chiusura); Volumi scambiati; media mobile dei prezzi di chiusura (la media mobile al giorno T su G giorni risulta essere la media dei prezzi degli ultimi T-G giorni). La lettura del grafico di un titolo, e quindi l’interpretazione dell’andamento del titolo stesso, è oggetto e finalità di una disciplina conosciuta con il nome di analisi tecnica, uno dei principali strumenti a supporto dell’attività di trading online.
  • L'analisi tecnica
    L'obiettivo dell'analisi tecnica è fornire all'investitore un metodo utile a cogliere al meglio le tendenze del mercato. Partendo dal principio che la storia si ripete e dall’osservazione dei comportamenti degli operatori del mercato finanziario, l'analisi tecnica tenta di delineare l'evoluzione futura dei prezzi attraverso lo studio degli andamenti degli strumenti finanziari. Questa metodologia, in pratica, consente di formulare utili segnali sulle posizioni da assumere sul mercato. Tuttavia, presenta dei limiti che sono sostanzialmente gli stessi della disciplina statistica applicati alle serie storiche. Le formazioni grafiche, gli indicatori tecnici e le linee di tendenza sono infatti sostanzialmente degli stimatori statistici non nel senso pieno del termine, ma comunque sempre degli stimatori di variabili statistiche.
  • Teoria di Dow
    L’analisi tecnica ha le sue origini nella teoria di Dow, sviluppata intorno ai primi del Novecento da Charles Dow. Successivamente sono state elaborate altre teorie che, come la precedente, portano il nome dei loro ideatori: Elliot, Fibonacci, Gann e l’analisi di Fourier. La teoria di Dow, basandosi sul presupposto che i prezzi dei titoli tendono a salire e scendere in modo aggregato, ha sviluppato il concetto di direzione della tendenza primaria del mercato, ma non la sua durata totale o la sua intensità, per cui una tendenza - un trend - è considerata tale fino a quando non viene smentita da indicazioni contrarie. Questa può sembrare una considerazione banale, ma contiene un principio fondamentale: non porsi mai contro la direzione del mercato, anzi la si deve assecondare sfruttandone l'intensità (il suo movimento al rialzo o al ribasso). Le tendenze principali rialzista (toro) o ribassista (orso) hanno ciascuna tre diverse fasi (mercato primario, reazioni secondarie e movimenti minori).
  • Teoria di Elliot
    Un’altra teoria è quella di Ralph Nelson Elliot, secondo cui qualsiasi andamento borsistico si evolve in cinque onde rialziste e tre ribassiste. In particolare, le prime cinque onde sono suddivise in tre rialziste (1, 3, 5) e due di correzione (2, 4); nella fase ribassista la prima e la terza onda (a, c) impongono la tendenza ribassista mentre la seconda (b) è una correzione del trend. A loro volta, le singole onde sono scomponibili negli otto movimenti principali simili alla descrizione sopra riportata in una sorta di visione ricorsiva o frattale. Lo stesso Elliot, per meglio rappresentare l'andamento del mercato finanziario, introdusse delle correzioni all'andamento ipotizzato dettate dalle verifiche empiriche che in sostanza producono delle contrazioni e delle estensioni nell'andamento delle onde e dei ritracciamenti. La teoria di Elliot è anche legata (per via della sua struttura) ai numeri di Fibonacci per quanto riguarda le intensità delle onde e i suoi ritracciamenti - i numeri di Fibonacci sono definiti nel seguente modo: N1=1, N2=1, N3= N2+N1... Nt= Nt-1+Nt-2 (1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144, ...).
  • Teoria di Gann
    La teoria di William D. Gann propone un insieme di regole, fondate sull'individuazione di massimi e minimi relativi realizzati dai corsi storici, e sulla definizione di particolari sistemi di misura attraverso i quali monitorare e proiettare la dinamica dei prezzi del mercato finanziario. Si definiscono pivot point quei livelli di prezzo intorno ai quali si sono manifestate le inversioni di tendenza principale. In particolare, si definisce top pivot (T) un massimo relativo, bottom pivot (B) un minimo relativo e price space (S) l'ampiezza tra i due Pivot individuati. Secondo Gann tramite queste informazioni è possibile definire degli strumenti grafici di controllo dei prezzi (le cosiddette linee e angoli di Gann).
  • L'analisi di Fourier
    Alla base dell’analisi di Fourier vi è la ciclicità dei fenomeni naturali, che può essere estesa agli andamenti dei mercati finanziari. L'elemento minimo per l'analisi di Fourier sono le cosiddette funzioni periodiche (funzioni che dopo un determinato periodo ripropongono lo stesso valore, nel nostro caso ripetendosi nel tempo). Utilizzando le funzioni trigonometriche è possibile riprodurre (con un grado di approssimazione definito a piacere) gli andamenti dei corsi storici componendo le armoniche (funzioni per così dire di base) in modo opportuno. L'analisi di queste armoniche (spettro del titolo) permette di evidenziare vari cicli e sottocicli. Attenzione, però, a non esagerare estrapolando i risultati dell'analisi di Fourier in modo automatico come andamento o proiezione futura dei movimenti dei mercati finanziari.
  • Analisi tecnica grafica
    Le tecniche di rappresentazione grafica del prezzo possono essere diverse. La rappresentazione grafica classica è quella della serie storica delle chiusure giornaliere di un titolo o indice, unite tra loro mediante una curva che ne determini l’andamento. Esistono anche le rappresentazioni candlestick, dove sono indicati i prezzi di chiusura, minimo e massimo dell’orizzonte temporale prescelto, e quella point and figure. Quest’ultima non tiene in considerazione l’asse temporale, ma aggiorna il grafico solo se il prezzo subisce una variazione di una certa entità, in modo da escludere i movimenti non significativi e fuorvianti, evidenziando solo quelli principali.
  • Trendline, canali, supporti e resistenze
    I prezzi si muovono secondo una direzione ben precisa: al rialzo, al ribasso, laterale e, dall’osservazione del grafico, è possibile individuare una linea di tendenza. A queste linee di tendenza (trend line) si usa spesso tracciare una parallela facendola passare per almeno un punto di massimo, se la trendline è ascendente, o un punto di minimo se la trendline è discendente. Si ottiene, così, un canale la cui logica interpretativa è identica a quella delle trendline. Il canale dà, in più, la visione dell'ampiezza delle oscillazioni e, quindi, la possibilità di valutare lo spessore del mercato. Inoltre, nel grafico si possono rilevare dei livelli di prezzo che ostacolano il naturale proseguimento della trend in atto. Queste aree o livelli prendono il nome di supporti, quando è probabile un recupero delle quotazioni, mentre vengono chiamati resistenze in caso contrario.
  • Figure
    L’analisi tecnica permette inoltre di monitorare la forza o la debolezza dello strumento finanziario e segnalare in anticipo potenziali inversioni di tendenza. Il segnale è dato da alcune figure che si possono individuare nella rappresentazione grafica. Le più conosciute sono: il testa e spalle, che costituisce uno dei modelli di inversione più affidabili sia al rialzo che al ribasso; il doppio massimo e minimo, che indica una figura ribassista ed è formato da due punte intervallate da un punto di minimo. Gli strumenti sin qui analizzati danno però un segnale solo quando questo è già avvenuto. Nell’analisi tecnica esistono altre metodologie in grado di anticipare i potenziali segnali di inversione del trend in atto. L’uso di questi strumenti, che sono conosciuti con il termine di anticipatori, non prescinde dagli altri analizzati, ma è contestuale al fine di ottenere ulteriori conferme. Tra questi ricordiamo: il Macd (moving average convergence divergence), la media mobile esponenziale, la media mobile lineare, il price oscillator, il Roc (rate of change) , l'Rsi (relative strenght index).
  • Analisi Fondamentale
    L'analisi fondamentale, altra disciplina a supporto delle scelte gestionali, non va vista in antitesi all'analisi tecnica, ma va considerata come uno strumento e un metodo a completamento delle strategie operative sulla gestione dei titoli. L'analisi fondamentale dà dei suggerimenti sulle posizioni da assumere su particolari titoli finanziari, ma il momento (timing) delle operazioni finanziarie può essere suggerito dall'analisi tecnica. L'analisi fondamentale si basa sull'identificazione e la previsione delle variabili economiche e finanziarie da cui può dipendere l'evoluzione delle quotazioni dei titoli e considera e interpreta sia le variabili macroeconomiche, vale a dire le grandezze che possono influenzare l'economia nel suo complesso, sia le variabili microeconomiche riferite all'emittente dello strumento finanziario.
  • Variabili macroeconomiche e microeconomiche
    Il primo livello è rappresentato pertanto dall’osservazione di variabili macroeconomiche quali: i tassi di interesse, di cambio, il prezzo delle materie prime e la situazione politica sociale. Un secondo livello è costituito dall'analisi di tipo settoriale e aziendale.
  • Analisi settoriale
    Si focalizza nello studio del grado di concorrenza, della domanda e offerta, del livello di innovazione, delle eventuali regolamentazioni ecc.; in altre parole, di tutte quelle grandezze che possono caratterizzare un determinato settore. In effetti, non tutti i settori reagiscono allo stesso modo o nello stesso tempo all'evolversi del ciclo economico. È ormai abbastanza nota, ad esempio, la suddivisione tra settori ciclici, come per esempio il settore automobilistico o il settore industriale in genere, e settori anticiclici, come quelli alimentari, poco influenzati dall'andamento economico generale.
  • Analisi aziendale
    Consiste nello studio della situazione economico-finanziaria di una società attraverso l'esame delle informazioni reperibili presso diverse fonti. Il bilancio - con i suoi allegati - rappresenta indubbiamente la fonte principale, ma il punto di partenza per l’analisi economica di un’impresa è la riclassificazione dei bilanci societari. Lo scopo della riclassificazione è principalmente quello di poter consentire la migliore interpretazione dei valori aziendali, di renderli omogenei, confrontabili nello spazio e nel tempo: in pratica, dare un’informativa la più completa possibile della situazione aziendale sotto l'aspetto reddituale, patrimoniale e finanziario.
  • Analisi strutturali, per flussi e indici
    Possiamo individuare tre tipi di analisi: quella strutturale, che si basa sul confronto fra grandezze finanziarie, patrimoniali ed economiche, e che può essere impiegata per confronti nello spazio; quella per flussi, che esamina la dinamica di certe grandezze finanziarie nel tempo e l’analisi per indici (indici di liquidità, indici di copertura, indici di redditività). Questo tipo di analisi pone a confronto due grandezze di bilancio e ha come obiettivo quello di evidenziare: la solidità, ossia la capacità di un’azienda di perdurare nel tempo, adattandosi alle mutevoli condizioni del mercato; la liquidità, vale a dire la capacità di far fronte economicamente ai suoi impegni; il rinnovamento, la capacità di adeguarsi al mercato e quindi svilupparsi; la redditività, remunerare tutti i mezzi impiegati; l’efficienza, ossia utilizzare in modo migliore i mezzi a disposizione.
  • Multipli di mercato
    Un altro tipo di analisi mette in relazione i valori ottenuti dall'analisi di bilancio con il prezzo dell'azione sul mercato. Si tratta di valutare i particolari indicatori, chiamati anche multipli, che consentono il confronto con aziende appartenenti allo stesso settore. Possiamo infatti analizzare una società o un gruppo di società appartenenti allo stesso settore attraverso il multiplo del fatturato: P/Fatturato (P/Sales); Ev/Fatturato (Ev/Sales), del numero di utenti in caso di società Internet (P/Users; EV/Users), dell’utile P/E (price/earning); del patrimonio netto Prezzo/patrimonio netto (P/Book Value), della redditività del titolo (dividendo/prezzo). La costruzione di questi multipli ha un significato maggiore se il prezzo corrente del titolo è rapportato agli indicatori futuri e previsionali, per esempio

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