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08/10/2007 Il broker (http://www.tradingreale.it)

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    Il broker è colui che ci permette di accedere tramite il nostro PC al mercato. La scelta della banca o della SIM (Società di Intermediazione Mobiliare) che deve farci da intermediario è una delle più delicate e delle più complesse.

    Poiché il trading è diventato un grosso business è chiaro che i fornitori di questi servizi sono proliferati e, come spesso accade in queste situazioni, bisogna capire bene come orientarsi tra tutte le possibili offerte. Chiaramente noi non possiamo indicare un particolare broker, ma possiamo indicare quali siano i criteri principali e le domande che ci dobbiamo porre per fare buone scelte.

    Cominciamo col dire che la scelta del broker è strettamente personale, nel senso che deve rispondere alle esigenze di trading di ciascuno.

    Il primo criterio da adottare può sembrare banale, ma è il buon nome della banca o SIM; ci sono, purtroppo, sul mercato molti ‘furbi’ e può essere pericoloso affidare i propri soldi ad aziende poco conosciute di cui non si hanno particolari riscontri.

    La seconda cosa da osservare sono i servizi che vengono offerti: non ci facciamo prendere in giro con cose apparentemente mirabolanti che poi a noi non servono a nulla. Ad esempio, se mi offrono un book a 20 livelli (spiegheremo più il la d cosa si tratta) ed io faccio investimenti a lungo termine, per me, questa funzionalità è perfettamente inutile. Quando parliamo di qualità dei servizi pensiamo alle cose che sono necessarie al nostro stile di trading.

    Terza cosa: la stabilità del servizio. Il collegamento con i mercati subisce delle interruzioni? E perché? Avviene occasionalmente o con regolarità? Per il mio stile di trading debbo valutare se questo è un rischio accettabile, mettendo in conto che da questo tipo di inconvenienti non si può essere esenti.

    Quarto. Il servizio che ci viene fornito quali tipi di ordine riesce a gestire? È possibile inserire ordini condizionati, stop loss e stop profit (concetti che spiegheremo approfonditamente quando parleremo di Money Management)? È possibile lo short trading e a quali costi? È fondamentale capire, tenendo presenti le proprie esigenze, come vengono gestiti gli ordini, e se sono fornite tutte le possibilità che sono utili alle mie esigenze.

    Quinto. La piattaforma di trading che viene fornita ha tools grafici che permettono uno studio del mercato che stiamo analizzando? Ci sono strumenti di selezione dei titoli personalizzabili? C’è un modulo di backtesting (uno strumento per testare la propria operatività)? Anche qui dobbiamo avere chiare le idee sugli strumenti che ci servono per selezionare i titoli e i mercati su cui investire.

    Sesto. Quanto è veloce e semplice l’inserimento degli ordini? Con quale velocità l’ordine arriva al mercato? Questo punto è molto importante, soprattutto per chi fa trading intraday, poiché in questo incide molto il cosiddetto slippage (differenza di prezzo tra ordine inserito e ordine eseguito) sul bilancio delle operazioni.

    Settimo. Le commissioni. Abbiamo lasciato per ultimo questo argomento, perché sappiamo come sia spesso, purtroppo, l’unico criterio che ci fa scegliere il broker. Questo è assolutamente sbagliato, perché alcune volte è meglio pagare qualche centesimo in più sulle commissioni, piuttosto che avere un servizio poco affidabile o lento o troppo complesso da utilizzare, che alla fine ci farà perdere ancora più denaro.

    http://www.tradingreale.it
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