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15/02/2008 Banca italiana o broker straniero?

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    Meglio una banca italiana o un intermediario straniero? Nei servizi per la borsa le banche italiane conservano il loro primato di inefficienza e i loro costi elevati? Vediamo di analizzare tutti gli aspetti che stanno dietro la scelta di un broker in Italia o all’estero.

    Ci vengono spesso richiesti consigli sulla scelta del broker, magari proponendoci nomi e banche da valutare in quest’ottica. Per questo motivo ci troviamo a confrontare, continuamente, l’offerta italiana con quella estera. Oggi ci vogliamo occupare appunto dell’abisso nella qualità dei servizi offerti da broker d’oltreoceano rispetto ai corrispettivi italiani.

    Cominciamo col parlare delle informazioni che vengono fornite sui siti o in altra forma. In Italia qualsiasi tipo di notizia o studio su un titolo deve essere pagato e non c’è, come negli USA, un livelli diversi di informazione che vengono forniti in parte gratuitamente. Sui siti del broker americani si trova di tutto dai dati ai grafici all’andamento settoriale e tutto senza costi aggiuntivi.

    Altra nota dolens sono i dati in real time che vengono forniti. In Italia i dati di ciascun mercato sono un costo aggiuntivo che, in alcuni casi, si va a sommare al costo della piattaforma di trading. Negli Stati Uniti in quasi tutti i casi i dati sono assolutamente gratuiti ed esistono, per le piattaforme di trading, offerte diversificate che vanno da un prodotto offerto gratuitamente a strumenti per professionisti che hanno chiaramente un costo.

    Per concludere, le commissioni. Pensate che con broker americani si possono chiudere operazioni sull’azionario con commissioni di un dollaro! Ancora oggi, in Italia, esistono banche che offrono commissioni da 12 o 15 euro a transazione! Spesso negli States le commissioni sull’azionario sono in funzione del numero di azioni con un tetto massimo ed uno minimo, questo rende molto più economico il trading. Come sempre le banche, in Italia, non si distinguono ne per i loro servizi ne per i vantaggi economici, quindi il consigli che vi diamo è imparate l’inglese!

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