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  • Pinocchio nel Paese degli Investimenti: Titoli di Stato e Corporate Bond (Eugenio Maccarinelli, www.directaworld.it)

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    Quando uno si ritrova con quattro soldi in tasca... e va detto che è molto più facile che le abbia vuote... è logico che si chieda come fare, non dico a camparci, ma almeno a mantenere il capitale per quello che è... cioè a proteggerlo da quell'avido vampiro invisibile che si chiama INFLAZIONE.

    Se escludiamo di fare come Gesù coi pani e coi pesci... o di avere le mani del Re Mida... che non tutti son capaci allo stesso modo... non ci resta che ricordarci di Pinocchio nel Paese dei Balocchi... perché chi crede che per raccogliere i frutti basta allungare la mano, rischia di trovarsi con un pugno di mosche e un bel paio di orecchie d'asino.

    Così, se il nostro potenziale investitore cerca di indovinare la strada giusta... la scelta che gli si presenta è a dir poco complicata... e se il suo gruzzolo gli vien dalla LIQUIDAZIONE... presto capirà perché la chiamano così: perché LUI è stato LIQUIDATO e LEI è destinata a LIQUEFARSI.

    Proviamo allora a fare un quadro delle possibilità... un po' tra il serio e il faceto, naturalmente, secondo lo stile mio... ma anche un po' secondo le esperienze mie... che non sono più veramente un giovanotto... e da ultimo un po' secondo i recenti fatti della cronaca... che non è certo avara di sorprese in questo campo.

    I titoli di Stato (BOT, BTP, CCT)

    I titoli di Stato (BOT, BTP, CCT) Hanno avuto il loro momento di gloria durante i favolosi anni '70... quando i Bot a un anno rendevano il 18%... e dico a un anno perché quelli dell'anno dopo potevano rendere anche di più... Che manna, ragazzi! In quei tempi i rendimenti a due cifre erano la norma... e lo Stato italiano pareva il Santo Patrono dei risparmiatori.

    In realtà le cose non filavano tutte così lisce, e c'erano buone ragioni per sentire puzza di bruciato. In primo luogo il VAMPIRO era in agguato... e dissanguava i risparmiatori di qualche punto percentuale in più rispetto al tasso d'interesse garantito dai titoli di Stato. Per esempio, 100 lire investite in BOT diventavano sì 118 dopo un anno, ma in quel periodo la tazzina di caffè al bar aumentava da 100 a 120...

    Per dirla con le parole degli economisti SI RIDUCEVA IL POTERE D'ACQUISTO dei risparmiatori... INTERESSI PIU' BASSI DELL'INFLAZIONE REALE... che tanto quale fosse l'inflazione non lo dichiarava nemmeno l'ISTAT, che allora per gli italiani era mica un Istituto di Statistica, ma solo una sigla... come l'ISEF o l'INTER.

    In secondo luogo la classe politica di allora aveva scoperto con trent'anni di anticipo la FINANZA ALLEGRA del CAVALIER CALISTO e del RAGIONIER FAUSTINO... CARTA PIU' O MENO STRACCIA contro SOLDI BUONI... e via col DEBITO PUBBLICO DI PROPORZIONI SEMPRE PIU' GIGANTESCHE... che poi tanto toccherà a qualcun altro tagliare sanità e pensioni per cercare di rimettere in sesto lo Stato italiano.

    Poi i tempi son cambiati... e per non finire come L'ARGENTINA, i politici hanno cominciato il RISANAMENTO... nel senso che hanno abbassato gli interessi, mentre ad abbassare l'inflazione ci ha pensato l'ISTAT... per l'occasione trasformatosi nell'IStituto TArocca Tutto.

    L'EURO, il CARO-PREZZI, IL CARO-FISCO, sono tutte cose PSICOLOGICHE... ci hanno spiegato i TAROCCATORI... l'inflazione reale è NELLA MEDIA EUROPEA, sotto il DUEPERCENTO. Questo ha permesso ai politici di oggi di spender meno negli interessi, mentre il conto lo pagavano gli italiani... a colpi di forbice su PENSIONI E WELFARE.

    E' stato un duro colpo per i risparmiatori... abituati ad avere almeno l'impressione di salvare il capitale, con quei rendimenti a due cifre... BOT e CCT sotto il duepercento, BTP a tre e cinque anni appena sopra... è come andare nel pollaio e non trovar le uova... e le galline lì affamate a becchettare... che vien voglia di dire: "Adesso basta! do via i polli e mi metto a coltivar le mele". Ma anche tra le mele... purtroppo... ce ne son di guaste.

    I Corporate Bond

    Siccome coi titoli di Stato la cuccagna è finita da un pezzo, il nostro risparmiatore ha dovuto guardarsi intorno... come Pinocchio nel Paese dei Balocchi... e può esser rimasto affascinato dagli interessi pagati dalle OBBLIGAZIONI SOCIETARIE, più alti di almeno qualche punto rispetto a quelli offerti dai titoli di Stato.

    Però si tratta di prestar dei soldi a qualcuno... che può essere bravo e onesto... nel qual caso ti paga puntualmente gl'interessi, e quando deve ridarteli te li restituisce tutti sino all'ultimo soldino... oppure può esser furbo e mascalzone... come IL GATTO E LA VOLPE, che promisero a Pinocchio la pianta degli zecchini d'oro.

    Ingenuo il burattino, ma pieni di COMPLICI i due furfanti... che soli soletti sarebbero stati poco convincenti... e invece con i COMPAGNI DI MERENDE - BANCHE, REVISORI e AGENZIE DI RATING - son diventati credibili al punto da doverli ringraziare se accettano di prendere i tuoi soldi...

    Anche se poi, dopo il PATATRAC, tutti son pronti a giurare che loro non sapevano, non sospettavano neppur lontanamente... ma che il GATTO CALISTO e la VOLPE FAUSTINA non fossero soli ce lo fa sospettare nientedimeno che un articolo de IL SOLE 24 ORE del 13/01/04 a firma Antonella Olivieri:

    "Mentre i debiti di Parmalat verso il mercato aumentavano, quelli nei confronti delle banche diminuivano. Questo è successo anche nel terzo trimestre 2003 (...) - scrive l'Antonella - Dai bilanci consolidati ufficiali risulta che i debiti di Parmalat verso il sistema bancario erano 3.890 milioni di euro il 31 dicembre 2002 e 1.981 il 30 settembre 2003, mentre i debiti verso il mercato sotto forma di obbligazioni o di convertibili, che erano 1.546 milioni a fine 2002, a settembre erano saliti a 4.058. Nel terzo trimestre, in particolare, Parmalat si approvigionò sul mercato per oltre 1 miliardo di euro e contemporaneamente rimborsò le banche per 370 milioni".

    SCARICABARILE si dice in questi casi... ma pur ammettendo che nel diritto vale LA PRESUNZIONE D'INNOCENZA... ad accrescere i sospetti che l'imputato sia RECIDIVO ci pensa l'altrettanto autorevole quotidiano ITALIAOGGI nella rubrica di prima pagina "Diritto e Rovescio" il 09/01/04:

    "Che cosa diresti di un fruttivendolo che ti vende una cassetta di mele belle all'esterno ma tutte marce dentro? Molto peggiore è stato il caso delle obbligazioni Cirio (analoghe a quelle Parmalat). Le banche, che nel 1999 coprivano con loro crediti problematici il 94% dei debiti del gruppo di Cragnotti, nel 2002 ne detenevano solo il 25%. Nel contempo, le obbligazioni del gruppo Cragnotti, che nel '99 erano pari allo zero per cento del debito Cirio, nel 2002 erano salite al 64%. Cos'è successo tra le due date? Che le banche hanno collocato sul mercato la carta straccia obbligazionaria emessa dalla Cirio riuscendo così a trasferire i crediti inesigibili, dalle loro spalle a quelle dei clienti ignari dello stato di salute della Cirio. Al confronto, il gioco delle tre tavolette è da dilettanti".

    E per venire agli altri COMPAGNI DI MERENDE, bisogna dire che questa vicenda della Parmalat mi ha dimostrato che ho sbagliato tutto a fare il marmista... perché avrei potuto trovare un buon impiego, rispettabile e ben pagato, in un'AGENZIA DI RATING di fama internazionale... quelle che, per capirci, al posto dei numeri danno le lettere.

    Difatti con la mia esperienza... che so leggere e scrivere io... avrei potuto leggere sui giornali le notizie allarmanti sulla TRUFFALAT... e il giorno dopo, e poi quelli successivi, scrivere le lettere... AA diventa A... poi diventa BBB, poi BB... e poi in fretta e furia C e D... come "Default"... che son bravo a dar le lettere... se mi pagan bene.

    Va detto però, con modestia professionale, che non è facile legger sul giornale notizie come: TRUFFALAT, il "buco" è di sei miliardi di euro... e di lì capire che BBB deve diventare BB... e non il contrario... e poi quando il "buco" è di dieci miliardi deve diventare CC e poi subito dopo D... però una persona intelligente, preparata e con anni di esperienza nel settore... ce la può fare... soprattutto se tiene nel debito conto le dichiarazioni dei REVISORI DEI CONTI, alias CERTIFICATORI DEI BILANCI... anche queste riportate sui giornali.

    "Noi abbiamo certificato il bilancio sulla base di un documento falso, la qual cosa ha avuto un effetto FUORVIANTE sulla nostra certificazione, che pertanto, fosse oggi, non rilasceremmo più"... da una frase così, dico io, non è da tutti capire che quelle lettere van cambiate... CC diventa D... ma è ben per questo che certi lavori sono retribuiti a dovere... in considerazione anche della professionalità che richiedono.

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