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  • cari amici buongiorno.

    ritorniamo sulle opzioni per due chiacchiere in liberta', solo opinioni ed esperienze, quanto giuste non si sa, ma dalle lettere che ricevo direi abbastanza.

    ho cominciato a capire qualche cosa delle opzioni, dopo anni che ci lavoravo, quando ho letto alcune note di charles m. cottle ("options: perception and deception) che e' forse la persona che piu' ha studiato le opzioni, e piu' ne sa in proposito.

    la mente mi si e' aperta alla sua prima considerazione :

    "comprare un titolo, o comprare dello stesso una opzione call sulla base vendendo una opzione put sempre sulla base, e' esattamente la stessa cosa, stessa possibilita' di profitto, stesso rischio di perdita, ma utilizzando una quantita' enormemente inferiore di denaro"
    "vendere un titolo, o comperare dello stesso una opzione put sulla base vendendo una opzione call sempre sulla base, e' esattamente la stessa cosa, stessa possibilita' di profitto, stesso rischio di perdita, ma utilizzando una quantita' enormemente inferiore di denaro"

    sono rimasto attonito : era vero, era cosi' semplice, la cosa mi stava sotto gli occhi tutti i giorni, ma non l'avevo mai vista..

    una operazione che il mio team faceva abitualmente, era copiata dagli istituzionali con degli operatori che non facevano altro tutto il giorno che questo tipo di operativita', ed era un classico :

    con un mercato che lasciava presumere un rialzo, compravamo un titolo attivo anche nelle opzioni (ma in america lo sono quasi tutti), e contestualmente vendevamo l'opzione call, abbastanza vicino alla base.
    il concetto era che in caso di rialzo avremmo avuto un profitto dalla differenza tra la quotazione e la base (poca) piu' quanto incassato dalla vendita della call.
    se il titolo rimaneva piu' o meno fermo avevamo comunque incassato la vendita della call.
    se il titolo scendeva, non appena raggiunto il limite prefissato di massima perdita, avremmo ricomprato la call certo a minor prezzo di quanto incassato per la sua vendita, e quasi sempre venduto il titolo (quando ricompravamo la call e non vendevamo il titolo, il piu' delle volte la cosa si dimostrava un errore).

    questa e' una operazione che gli istituzionali fanno da sempre, hanno un portafoglio da far fruttare, i titoli comunque debbono averli, l'unica differenza e' che loro tendenzialmente non vendono il titolo quando ricomprano l'opzione.

    questa operativita' era praticata ancor prima che ci fossero le opzioni che conosciamo oggi, una volta si chiamava "compro il fisso e vendo il premio".

    dopo aver letto la considerazione di cottle, mi risulto' chiaro che questa operazione e' sbagliata.

    infatti vuole un capitale per acquistare il titolo, paga una commissione, vende la call e paga una seconda commissione, e se malauguratamente dovra' essere smontata paghera' altre due commissioni.

    ma allora e' la stessa cosa vendere una opzione put sulla base, si paga una sola commissione, il denaro necessario e' meno di un quinto, pari al margine, il profitto in caso di rialzo e' il medesimo, quanto incassato dalla vendita, se il titolo non si muove il profitto rimane, se il titolo scende si esce al livello prefissato come prima, ma con una sola commissione in piu' e non due.

    che sia la stessa cosa e' di facile dimostrazione :

    se comprare un titolo e' uguale a comprare una call e vendere una put, quando compriamo un titolo e vendiamo una call non facciamo altro che comprare una call, vendere una put, vendere una call.
    allora comprare una call e vendere una call e' inutile, le due cose si annullano, e rimane solo la put venduta.

    sembra difficile ma non lo e', anzi e' facile.

    la stessa cosa puo' dirsi per una strategia che e' diventata di moda negli ultimi tempi, cosiddetta "di protezione", secondo me inventata dai brokers per fare commissioni, e che e' la seguente :
    compro un titolo, e compro anche la put cosi' mi proteggo dal ribasso, se sale guadagno il massimo, se scende o rimane fermo la mia perdita non supera quello che ho pagato per la put.

    per giudicare se questa operazione "ha senso", proviamo a scomporla :

    compro il titolo, quindi e' come se comperassi la call e vendessi la put.
    compro anche la put, per proteggermi.
    allora ho comprato una call, ho venduto una put, ho comprato una put.
    esattamente uguale se avessi semplicemente comprato una call e niente di piu', stesse possibilita' di profitto, stessa protezione se l'operazione e' sbagliata, ma una commissione invece di due, ed un ventesimo di capitale impiegato.

    questo fatto della scomposizione, che oggi abbiamo imparato, ci permette anche quel famoso scoperto, che ultimamente qualche sim consente, ma sempre malvolentieri e con grossi margini, interessi non sempre ben definiti ed anche penalita' in qualche caso.

    Invece di vendere 1000 tim, nella presunzione di poterle ricomprare a minor prezzo perche' la nostra previsione e' di un ribasso, vendiamo l'opzione call sulla base e contestualmente compriamo l'opzione put sulla stessa base.
    Paghiamo due commissioni, vero, ma il margine che ci sara' richiesto sara' molto inferiore al margine dello scoperto, e non pagheremo interessi sulla posizione.

    questa operazione ha un altro pregio :
    ricordate il fatto che gli istituzionali, venditori delle opzioni, considerano costantemente il rischio ed adeguano il prezzo ?
    bene, nel nostro caso se anche la loro sensazione sara' di possibile ribasso, l'opzione put avra' un prezzo piu' alto della opzione call.
    questo ci costera' qualche cosa, ma sara' una interessante indicazione che l'operazione puo' essere ben scelta, se anche gli istituzionali la pensano nella stessa maniera.

    mentre sto scrivendo, arriva dante (lui e' vecchio come me, non ha niente da fare, e passa spesso a trovarmi, gli piacciono le miei idee ma anche i miei stuzzichini) .

    - ciao pro, cosa stai facendo ?
    - ho finito l'intervento sulle opzioni, anzi, per favore leggilo, che non mi sia scappato qualche congiuntivo un po' sportivo.
    - certo, con piacere (intanto sbircia le mie operazioni di oggi !!)

    dopo poco :

    - l'intervento va bene, ho capito poco, ma se lo leggo due o tre volte ...
    vedo pero' che manca il tip finale.
    - quale tip ?
    - come la volta scorsa, se uno ha la forza di leggere fino a qui, almeno si trova un tip ed e' contento.
    - ok, vediamo cosa possiamo suggerire. Va bene un ratio spread ?
    - vediamo come si fa', spiega bene.

    questa e' una strategia che permette di guadagnare poco abbastanza facilmente, ha un rischio di facile controllo, il difetto sta nel dover "cercare" nel mercato la situazione che ci aggrada, quindi vuole accesso ai dati in tempo reale, e tempo per la ricerca. :

    " compro una opzione call (o put) vicina alla base, solita scadenza non meno di due non piu' di 4 settimane, e vendo due opzioni call (o put ) un gradino sopra (sotto), solo se quanto incasso e' superiore a quanto spendo, per cui l'operazione e' subito attiva".

    guardandoci in giro (attento, qui bisogna essere svelti, magari la opportunita' la troviamo, ma tra un quarto d'ora non c'e' piu', l'hanno vista in molti) troviamo :

    tim ( ultimo prezzo 5.70 ), call 5.80 febbraio 0,200 , compriamo un contratto.
    call 6.00 febbraio 0.140, vendiamo due contratti.
    pagato 200 + commissione 210
    incassato 280 meno due commissioni 260
    differenza positiva 50 euro, a credito del nostro cc.
    margine richiestoci per un contratto venduto (l'altro e' coperto dall'acquisto) circa 1200 euro.

    ora vediamo cosa succede :

    tim va indietro, noi non ci muoviamo, il margine richiestoci diminuisce, una parte del denaro si libera, i 50 euro continuano ad essere nostri, se arriviamo alla scadenza ce li teniamo, e ben vengano.

    tim rimane dove e', oscilla tra 5,70 e 6, noi continuiamo a non muoverci, i 50 euro nessuno ce li tocca, ed alla scadenza intaschiamo la differenza tra 5,80 e 6,00, se chiude a 6,00 sono altri 200 euro che ci arrivano, ben graditi.

    tim invece comincia a salire, noi stiamo attenti, se passa i 6,00 entriamo in zona di pericolo : allora appena passa i 6,00, comperiamo una opzione call 6,00 delle due che avevamo vendute. La seconda e' inutile comperarla , perche' e' coperta dalla opzione call 5,80 che avevamo comprato all'inizio.
    intanto pero' il tempo e' passato, le opzioni si sono svalutate, quindi andiamo a comperare una opzione svalutata, che se ci costa meno di quanto avevamo incassato per la sua vendita, ci concretizza un piccolo profitto, e sono salvi in parte i famosi 50 euro.
    se invece le cose fossero messe male, ci costera' un po' di piu', va bene, pazienza, sino a piu' 50 euro non si perde, dopo si perde, d'accordo, ma poco.

    del resto, l'operazione che sicuramente guadagna e non perde mai io non l'ho ancora trovata, prometto che se mai la trovassi vi informerei subito.

    e mentre dante rimugina su questo tip che e' abbastanza semplice ma ricordate che suggerisce una operazione che deve essere seguita da vicino, vi saluto e vi dico arrivederci a tra quindici giorni.

    gli interventi sulle opzioni dovevano essere due, per mantenere l'impegno, e quindi sarebbero esauriti.
    ma non ho avuto modo di proporvi un altro tip, un tippone, che consente di rappezzare una operazione mal riuscita.
    non e' complicato ma un po' lungo da spiegare, per cui facciamo un altro incontro a questo proposito, rimanendo nelle opzioni anche la prossima volta.

    tanti saluti ancora e buon lavoro a tutti.

    giancarlo del bono di ruscalla.

    p.s. : altra piccola "occasione " in questo momento : ras put 12.50 febbraio compro a 0.280, ras put 12.00 febbraio vendo due a 0.210.

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